Show Less
Restricted access

Dall’architettura della lingua italiana all’architettura linguistica dell’Italia

Saggi in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier

Edited By Paul Danler and Christine Konecny

Il presente volume in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier, professoressa di linguistica italiana dell’Università di Innsbruck (Austria), comprende più di 40 saggi incentrati sull’architettura in senso linguistico: dopo la prima sezione sull’ architettura della lingua italiana ovvero sull’insieme delle sue variazioni a livello diacronico, diatopico, diastratico, diafasico e diamesico, segue una seconda sezione i cui contributi riguardano l’ architettura linguistica dell’Italia, ovvero la situazione linguistica in Italia e le diverse lingue minoritarie parlate sul territorio italiano (per esempio il ladino, il friulano, il sardo, il cimbro). In fondo al volume vi è una terza ed ultima sezione intitolata L’italiano nel mondo, che contiene fra l’altro contributi sull’italiano quale lingua soggetta a fenomeni linguistici panromanzi, paneuropei e internazionali.
Show Summary Details
Restricted access

A proposito di Hugo Schuchardt: la prima ricezione italiana della problematica dei creoli e della lingua franca

Extract



FEDERICA VENIER (BERGAMO)

Jedes Wort ist irgend einmal ein Lehnwort gewesen.

Hugo Schuchardt

0. Introduzione

L’occasione di festeggiare Heidi, conosciuta all’epoca del mio lavoro a Stoccarda ormai molti anni fa, mi è giunta gratissima, per i sentimenti di stima e di simpatia che mi legano alla Festeggiata. In suo onore, e in onore della sua attività di comparatista, tesa a sondare le relazioni tra mondi prossimi ma linguisticamente e culturalmente diversi, ho pensato così di ripercorrere un tema che unisse l’Austria all’Italia, tornando su quanto da me appena pubblicato, e cioè sulla traduzione del saggio di Schuchardt (1842-1927), tedesco ma austriaco di elezione, Die Lingua franca (1909), e sulla monografia cui tale traduzione ha dato origine (Venier 2012), per soffermarmi più nel dettaglio su una questione cui in quel volume solo accennavo: la prima ricezione in Italia della parte del vastissimo lavoro di Schuchardt dedicata ai creoli e, appunto, alla lingua franca, con tutte le discussioni riguardo alla sua natura di creolo o meno e di pidgin o meno che essa era destinata ad accendere.

Infatti, dato il lavoro già fatto, nel mio libro, sulla ricezione a noi contemporanea, sia per quello che riguarda l’ambito della creolistica che quello della filologia (cf. Venier 2012, in particolare § 1.1.), ho creduto opportuno sviluppare invece per questa occasione alcuni spunti relativi all’accoglienza riservata a Schuchardt in Italia nella più stretta prossimità allo studioso, per rilevare come fosse accolta e sviluppata questa parte...

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.