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La metafonia napoletana: evoluzione e funzionamento sincronico

Presentazioni di Max Pfister e Patrick Sauzet

Michela Russo

I processi metafonetici meritano che se ne approfondisca la conoscenza in quanto sono processi di azione fonologica anticipativa a distanza e operanti da un segmento debole a un segmento forte, dalla vocale atona alla vocale tonica. Inoltre, essi non si lasciano ridurre semplicemente a un fenomeno fonologico omogeneo, per esempio assimilativo.
Per quanto riguarda il fenomeno studiato in napoletano, questo volume propone un’interpretazione su basi nuove che si differenzia dall’analisi ammessa correntemente: la metafonia napoletana è fondamentalmente un’evoluzione spontanea bloccata dalle vocali non alte, vale a dire, in termini di fonologia degli elementi, le vocali contenenti l’elemento A.
L’analisi proposta si sviluppa contemporaneamente come analisi fonologica e morfologica: l’elemento A è un morfema apofonico attivo, e la morfologia interna o apofonica, che porta il segno delle relazioni di flessione, è il riflesso del morfema A.
Dal contenuto: Origini della metafonia napoletana – Opacità del sistema – Classi dell’aggettivo – Aggettivi di seconda classe e sostantivi ambigenere – Estensioni analogiche del modello metafonetico nei sostantivi femminili – Le motivazioni morfologiche (non fonologiche) dei paradigmi aberranti – Modelli metafonetici in assenza di premesse etimologiche – La categoria neutrale nella diacronia del napoletano: implicazioni morfologiche, lessicali, semantiche – Il modello derivazionale di Calabrese – Metafonia e Apofonia – Interpretazione della metafonia napoletana – Analisi non-concatenativa della «metafonia» napoletana: fattori morfonologici e analogici.