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Difesa dell’ «Adone» di Giovan Pietro D’Alessandro

Edizione critica

Claudio Cicotti

Nel 1627, a due anni dalla morte di Giovambattista Marino, l’abate Tommaso Stigliani (Matera 1573 - ivi. 1651) diede fuoco alla miccia che avrebbe fatto definitivamente esplodere la competizione tra marinisti ed antimarinisti, dando alle stampe l’opera dal titolo Dello Occhiale. In quel testo egli prendeva pubblicamente le distanze dal Marino e dal marinismo contestando luoghi generali e particolari del poema che avrebbe segnato l’intero Seicento, l’Adone. Quasi tutti gl’intellettuali dell’epoca si schierarono dalla parte del Marino. Giovan Pietro D’Alessandro (Galatone 1574 - ivi. 1649), giureconsulto salentino, non fu da meno e vergò questa sua Difesa dell’Adone (1629 ca.), fino ad oggi manoscritta. Esaminando punto per punto le accuse generali e particolari dello Stigliani, replicando con la fermezza di chi non dubita della sua scelta di campo, il D’Alessandro si rivela a noi oggi come uno dei difensori più eruditi, nella sua puntuale ed accuratissima analisi intertestuale, per la quale veniva già da lungo tempo ammirato oltre i confini del suo Salento.
Dal contenuto: Giovan Pietro D’Alessandro di Galatone e le sue opere – I Testimoni della polemica sull’Adone – I Temi della polemica sull’Adone – Le Parole della polemica sull’Adone – II manoscritto della Risposta allo Stigliani e la sua lingua – Criteri di edizione – Risposta allo Stigliani per l’Adone del cavalier Marino – Lettere inedite di G.P. D’Alessandro al vescovo Chigi in Malta.