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Città e rovine letterarie nel XVIII secolo italiano

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Silvia Fabrizio-Costa

I saggi raccolti in questo volume trattano della «scrittura delle pietre» ad un’epoca precisa, la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo in Italia. Continuano il discorso umanista delle rovine iniziato nel volume 7 di questa stessa collana il cui termine cronologico era stato il Rinascimento. Muovendosi tutti nell’ambito di una riflessione generale sullo sviluppo della cosiddetta poetica delle rovine e degli scavi nella letteratura italiana dell’epoca, e senza dimenticare i grandi classici, gli autori hanno cercato di valorizzare un tipo di scrittura al margine di questa «letteratura ufficiale». Sono stati così riportati in luce testi e scrittori rimasti nell’ombra o riservati agli addetti ai lavori (storici dell’arte, archeologi…) a causa forse del perdurare di certe definizioni, spesso restrittive (come «letteratura antiquaria»). Questo lavoro di elucidazione puntuale non ha trascurato i rapporti testo/immagine offrendo esempi di differenti approcci metodologici e partendo dal fatto materiale della diffusione in Italia, tra XVIII e XIX secolo, di una larga produzione di pitture, incisioni e stampe che avevano come scopo l’illustrazione delle tracce dei monumenti antichi: il ritorno all’antico e la sua memoria trovavano radici nel presente e alimentavano una nuova cultura del rapporto tra le pietre e le parole.
Dal contenuto: Silvia Fabrizio-Costa: Prefazione – Carlo Carena: Il rovinismo nelle Notti romane di Alessandro Verri – Floriana Cioccolo: «Erudite commozioni». Marianna Dionigi fra le rovine delle città di Saturno – Angelo Colombo: Fra segno letterario e simbolo ideologico: Ugo Foscolo e le rovine della casa del Petrarca – Michele Mari: Alessandro Verri e il fuoco di Erostrato – Antonio Musiari: Contro la rovina della bellezza. Calchi e gessi nell’età di Canova – Rosa Necchi: Metastasio e le rovine – Maria Teresa Schettino: Antonio Nibby e lo studio storico-archeologico del Lazio tra Sette e Ottocento – William Spaggiari: Da Lisbona alle Calabrie: la catastrofe e i lumi.