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Sisifo felice. Vincenzo Cerami, drammaturgo

Beatrice Barbalato

Il libro Sisifo felice. Vincenzo Cerami, drammaturgo è uno studio sul teatro, in gran parte inedito, di Cerami, ed è la prima ricerca teorica a vasto raggio sulla sua arte della ‘mise en scène’.
«Il faut imaginer Sisyphe heureux»: questa è l’immagine che Albert Camus postula per Sisifo, non più vano ripetitore di una inutile fatica, ma esempio di sagacia nello sfidare gli dei e nel reiterare l’atto del cominciamento.
Il libro coglie di questo scrittore ( Un borghese piccolo piccolo), sceneggiatore di molti films ( La vita è bella di Roberto Benigni; Porte aperte di Gianni Amelio), drammaturgo, una caparbietà da ‘Sisifo felice’, che articola con sempre maggiore intensità espressioni polisemiche, registri diversi, ‘à la lisière des genres’. Quest’analisi mette anche in luce in che modo la sua opera costituisca nel tempo un ‘work in progress’, un osservatorio dei mutamenti di costume e di forme cognitive.
Facendo appello a criteri estetici, a temi filosofici che hanno accompagnato la storia del teatro, e alla pragmatica delle contaminazioni, il libro interpreta la drammaturgia di uno degli autori più versatili della nostra cultura contemporanea, impastata di echi, di risonanze, di strategie comunicative che fanno dialogare linguaggi diversi.
Dal contenuto: Il ruolo del faire valoir nella pièce Il comico e la spalla - La dialettica servo-padrone – Dal testo-martire dell’Hamlet di Shakespeare a L’assassinio di Gonzago di Cerami – Il teatro e la malinconia. Il gioco dei ruoli come terapia dell’ipocondria ne L’amore delle tre melarance, dal Cenzullo di Giambattista Basile al Principe di Vincenzo CeramiDal cartesianesimo militante del romanzo di Sciascia, al film Porte aperte – La maschera, il volto, la fisiognomica – Lo scanzonato teatro di Cerami e la ritualizzazione della storia: dalle luci del varietà all’Oratorio – Lettere al metronomo: l’autobiografia come charadeLa vita è bella. L’impero del desiderio: proiettare davanti a sé l’ideale.