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Gesù crocifisso, straniero fino alla fine dei tempi

Una lettura di Mt 25,31-46 in chiave comunicativa

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Anna Fumagalli

Il punto di partenza di questa ricerca su Mt 25,31-46 non è stato primariamente la mancanza di consenso nell’esegesi e neppure l’attualità del tema alla fine del millennio. Ciò che l’ha mossa, piuttosto, è l’esigenza di ripensare questo testo sulla base delle provocazioni che giungono dall’attuale momento storico degli studi biblici e che sembrano aprire nuove prospettive per superare la spaccatura tra lettura scientifica del testo biblico e prassi della fede. Con Mt 25,31-46 siamo di fronte al paradosso di un passo biblico che, mentre è luminoso sul versante dell’ispirazione della prassi cristiana, rimane ancora oscuro su quello dell’interpretazione. Questa situazione contraddittoria è una vera e propria luce d’allarme, che richiama con evidenza la problematicità del nesso tra momento metodico ed ermeneutico.
Una lettura in chiave comunicativa, che integra l’interrogativo «pragmatico» in ogni fase del percorso, ha permesso di individuare la fondamentale funzione di questo testo, quella di condurre il lettore ad una nuova percezione della realtà. Si colloca qui il contributo di questo lavoro. Infatti, uno sguardo retrospettivo agli studi precedenti su Mt 25,31-46 rivela che la vera difficoltà riguarda la funzione attribuita alla pericope: parenesi o consolazione si contrappongono costantemente. La funzione ora individuata apre in merito un nuovo orizzonte.
Dal contenuto: Il testo come evento di comunicazione – Lettore implicito – La «pragmatica» come prospettiva – Generi apocalittici – Il Giudizio Finale – Morte e Risurrezione di Gesù.