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Veneranda Antiquitas

Studi sull’eredità dell’antico nella Rinascenza veneta

Series:

Giulio Bodon

Questo volume presenta una raccolta di saggi sul tema della fortuna dell’antico nella cultura umanistica veneta della Rinascenza.
La prima parte del libro è dedicata ad un’importante espressione del culto tributato al mondo classico, il collezionismo di antichità, che ebbe manifestazioni di primo piano a Venezia e nel Veneto. La trattazione si sofferma su alcuni casi esemplificativi, come la raccolta di Pietro Bembo, il lapidario creato dalla famiglia Maggi da Bassano, la bottega dello scultore padovano Agostino Zoppo, inseriti in una prospettiva più ampia, nell’intento di evidenziare i molteplici risvolti storici del fenomeno e restituire lo spaccato di un ambiente multiforme e complesso.
Nella seconda parte del volume l’attenzione si concentra su alcune tracce di continuità dell’antico che segnano il percorso della tradizione classica nel Veneto. Il revival del mito di Tito Livio, le prime manifestazioni di un interesse numismatico nella Verona del Trecento, la fortuna di monumenti come la Colonna Traiana e i Cavalli di San Marco, il ciclo di affreschi con antichi eroi romani nella Sala dei Giganti a Padova sono oggetto di un’analisi che mira a contestualizzare storicamente il significato e la funzione di idee e immagini, schemi e temi del patrimonio classico nel pensiero e nell’arte del Rinascimento veneto.
Dal contenuto: Osservazioni sul collezionismo padovano nel Cinquecento – Il musaeum di Pietro Bembo – La collezione padovana dei Maggi da Bassano – Postille alla documentazione su Giovanni da Cavino – Modelli, calchi e sculture nella bottega di Agostino Zoppo – Tracce di continuità dell’antico: Sull’immagine di Livio nella tradizione umanistica patavina – I disegni nei codici delle Historie Imperiales di Giovanni Mansionario – Lo studio delle Terme Euganee – La Colonna Traiana– Il ciclo di Viri Illustres.