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Testo e ritmi

Zum Rhythmus in der italienischen Sprache

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Edited By Elmar Schafroth and Maria Selig

Rhythmus, die Ordnung der Zeit durch Periodizität, ist eine anthropologische Konstante. Auch in Bezug auf das Sprachliche stellt sich daher die Frage, welche Formen Rhythmus in Sprache und Text annehmen kann und was seine Funktion ist. Die in diesem Band vereinten Beiträge untersuchen rhythmische Phänomene auf den verschiedensten Ebenen der sprachlichen Strukturbildung. Gefragt wird nach der Gegenüberstellung von silben- und akzentzählenden Sprachen, nach den Fortschritten, die neuere rhythmustypologische Theorien in diesem Bereich erbracht haben, nach der Persistenz silben- bzw. akzentrhythmischer Strukturen im Sprachkontakt und nach den Wechselwirkungen zwischen Prosodie und Syntax. Gegenstand der Untersuchung ist außerdem Rhythmus als Erkennungsmerkmal von Textsorten, die Übersetzbarkeit eurythmischer Textstrukturen und die Beziehung zwischen Sprachrhythmus und Musik. Als Ergebnis kann festgehalten werden, dass die rhythmische Überformung der Linearität des Sprachlichen mit den körperlichen und kognitiven Grundbedingungen unserer Kommunikation und mit der spezifischen Semantiziät von Sprache und Text auf vielfältige Weise interagiert.

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Giovanna Marotta: Piedi metrici e sillabe orfane nella prosodia dell’italiano

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Piedi metrici e sillabe orfane nella prosodia dell’italiano Giovanna Marotta 1. Introduzione Compulsando la recente letteratura dedicata ai temi dell’accento e del ritmo, è facile rendersi conto che anche per l’italiano, come accade per altre lingue europee, vi sono due linee di ricerca parallele ed indipendenti, l’una fonetica e l’altra fonologica, che spesso procedono senza che vi sia comunicazione tra di loro. I modelli di riferimento sono essenzialmente riconducibili da un lato alla fonologia teorica (Metrical Phonology, OT),1 dall’altro alla fonetica speri- mentale, in riferimento primario all’isocronia (Stress Timing vs. Syllable Timing).2 Questa prospettiva separatista, per così dire, dovrebbe a nostro parere essere superata, per lasciare il passo ad un nuovo modello, di tipo integrato, in quanto fondato sia su princìpi e argomenti di carattere fonologico che su strumenti empirici propri della fonetica. La domanda cruciale alla quale si dovrebbe tentare di rispondere a nostro parere concerne il rapporto esistente tra la struttura accentuale di una lingua a livello lessicale e le sue tendenze ritmiche a livello di sintagma e di frase. In questa sede, dati i limiti di spazio che ci condizionano, ci limiteremo a trattare alcuni aspetti della struttura metrico-prosodica dell’italiano a livello di parola, lasciando ad altra sede possibili tentativi di risposta alla domanda sopra enunciata ed ai suoi possibili corollari. In particolare, vorremmo qui concentrarci sulle sillabe cosiddette ‚orfane‘, e mostrare come la loro presen- 1 Cfr. Halle/Vergnaud (1987), Goldsmith (1990), Nespor (1993), Prince/Smolensky (1993), Kager (1995, 1999, 2007). 2 Si vedano in merito...

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