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Testo e ritmi

Zum Rhythmus in der italienischen Sprache

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Edited By Elmar Schafroth and Maria Selig

Rhythmus, die Ordnung der Zeit durch Periodizität, ist eine anthropologische Konstante. Auch in Bezug auf das Sprachliche stellt sich daher die Frage, welche Formen Rhythmus in Sprache und Text annehmen kann und was seine Funktion ist. Die in diesem Band vereinten Beiträge untersuchen rhythmische Phänomene auf den verschiedensten Ebenen der sprachlichen Strukturbildung. Gefragt wird nach der Gegenüberstellung von silben- und akzentzählenden Sprachen, nach den Fortschritten, die neuere rhythmustypologische Theorien in diesem Bereich erbracht haben, nach der Persistenz silben- bzw. akzentrhythmischer Strukturen im Sprachkontakt und nach den Wechselwirkungen zwischen Prosodie und Syntax. Gegenstand der Untersuchung ist außerdem Rhythmus als Erkennungsmerkmal von Textsorten, die Übersetzbarkeit eurythmischer Textstrukturen und die Beziehung zwischen Sprachrhythmus und Musik. Als Ergebnis kann festgehalten werden, dass die rhythmische Überformung der Linearität des Sprachlichen mit den körperlichen und kognitiven Grundbedingungen unserer Kommunikation und mit der spezifischen Semantiziät von Sprache und Text auf vielfältige Weise interagiert.

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Eduardo Blasco Ferrer: Ritmo e lingua nel rap sardo

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Ritmo e lingua nel rap sardo Eduardo Blasco Ferrer 1. Introduzione La musica rap (impropriamente etichettata col termine hip hop, che invece indica una cultura in tutte le sue forme d’espressione) è nata negli Stati Uniti d’America a metà degli anni Settanta del secolo scorso, con un marcato senso anticonformista, sia come melodia sia come contenuti. Dai ghetti neri di New York questa nuova „cultura musicale“ si diffuse rapidamente in Europa, intaccando principalmente all’inizio le grandi metropoli (Londra, Berlino, Parigi), e clonando sostanzialmente i tratti distintivi del movimento newyorkese, complice una serie di lungometraggi documentaristici, quali Wild Style (di Charlie Ahearn 1983) e Beat Street (di Stan Lathan, 1984), che alimentarono un trend artistico numericamente rilevante e di grande coesione interna. Il disagio socioeconomico e culturale dei ghettos americani si trapiantò così alle realtà urbane europee, alle nuove giungle del cemento, dove la ribellione e la protesta giovanili trovarono un codice di esternazione artistico in grado d’esprimere le angosce e l’anticonformismo che incarnavano. In questo processo di clonazione artistica i rappers europei adottarono, in un primo momento, unanimemente la lingua inglese e tutti i clichés artistici americani, aderendo in questo modo a una sorta di manifesto non scritto. Col passare degli anni e con l’espansione commerciale della musica rap e i cambiamenti tecnologici e sociali si fece avanti un processo di „deglobalizzazione“, che sostituì la lingua egèmone inglese con le lingue delle singole nazioni (francese, tedesco, spagnolo, italiano), e infine delle regioni con spirito e radici linguistiche autonome, come...

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