Show Less
Restricted access

Maîtres, précepteurs et pédagogues

Figures de l’enseignant dans la littérature italienne

Series:

Stefano Lazzarin and Agnès Morini

L’ouvrage analyse les représentations littéraires de celui qui incarne l’autorité par sa maîtrise de la culture et du langage, l’enseignant, qui a une longue histoire dans la littérature italienne, depuis l’Atlant du Roland Furieux en passant par les pédagogues des comédies du XVIe s. et les précepteurs du XVIIIe s. (Parini, Il giorno), les maîtres d’école du roman du XIXe s., jusqu’aux fréquentes variations sur le thème dans la littérature du XXe s. Si le premier est un sage, aux facultés supérieures voire magiques, le précepteur de la comédie n’est qu’une caricature, comme le pédagogue vaniteux et pédant du XVIIIe s. Puis le maestro se transforme en figure du malheur : suspendu dans une position ambiguë, entre maître et serviteur, il suscite la suspicion des autres ; plein d’ambitions frustrées, il ne dispose que de sa culture et de son talent pédagogique pour tenter d’échapper à son rôle subalterne. Pour le XXe s., entre autorité reconnue ou contestée, les exemples retenus sont nombreux : G. Mosca, Ricordi di scuola ; L. Mastronardi, Il maestro di Vigevano ; N. Ginzburg, Lessico famigliare ; la lettre à Gennariello des Lettere luterane de Pasolini, etc.

Show Summary Details
Restricted access

Tra i banchi della scuola postunitaria.Il Romanzo d’un maestro di Edmondo De Amicis (Matteo Grassano)

Extract

Matteo Grassano

Université de Nice Sophia Antipolis

Tra i banchi della scuola postunitaria. Il Romanzo d’un maestro di Edmondo De Amicis

Il Romanzo d’un maestro, la cui stesura si intrecciò nel corso degli anni ottanta con quella del più fortunato Cuore, pubblicato nel 18861, vide la luce solo all’inizio del decennio successivo, nel 18902, confermando, seppure in un’altra prospettiva, l’interesse dello scrittore onegliese per la scuola. Le due opere condividono, infatti, la fiducia di De Amicis nell’educazione elementare, quale strumento di progresso civile, sociale e morale per il neonato Stato italiano.

Tuttavia, gli scopi differenti che l’autore si prefigge danno vita a due libri molto diversi. Proprio la scelta di rivolgersi a un pubblico infantile e l’impianto pedagogico che ne consegue fanno sì che lo scrittore rappresenti, in Cuore, una scuola torinese ‘ideale’, in cui l’esplicita tipizzazione dei personaggi è funzionale alla pacificazione dei conflitti o, per lo meno, al loro inquadramento in un ordine stabile, esente da sfumature e problematiche. Al contrario, con il Romanzo d’un maestro De Amicis imbocca la strada della concretezza, cosicché la ‘scuola quale dovrebbe essere’ emerge solo in utopica opposizione alla descrizione minuziosa e documentata della realtà3. Lo scrittore sceglie di raffigurare l’ambiente scolastico del Piemonte rurale (certamente arretrato rispetto a quello to←101 | 102→rinese, ma non comparabile a quello di altre zone periferiche dell’Italia, soprattutto del Meridione), offrendoci, come ha ricordato Roberto Sani:

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.