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L’œuvre ou la vie. « Mots » d’Antonia Pozzi- L’opera e la vita. «Parole» di Antonia Pozzi

Traduction et notes par Ettore Labbate- Traduzione e note di Ettore Labbate

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Edited By Laura Oliva

Eugenio Montale reconnaissait dans la « pureté du son » et la « limpidité des images » de la poésie d’Antonia Pozzi le signe d’une poésie innée dont Vittorio Sereni fut l’un des plus ardents défenseurs.
Antonia Pozzi (1912-1938), milanaise de naissance et de formation, s’était livrée corps et âme à la poésie. Elève d’Antonio Banfi, à l’instar de Dino Formaggio, Remo Cantoni, Giulio Preti et Enzo Paci, elle avait comme eux appartenu à cette génération en crise, éprouvée par la montée du Fascisme.
La vie imprègne son œuvre poétique jointe au sentiment de la fin. Ses Paroles prisonnières frappent à la « porte de l’âme », désireuses de s’échapper et de laisser un signe. Antonia Pozzi se rend en s’ôtant la vie à seulement 26 ans, mais sa poésie ne se résigne pas à accepter la défaite du silence. Ses papiers secrets s’incarnent, luttent et triomphent dans le combat pour la vie, prennent la parole après sa mort et ouvrent grand les grilles du non dit, du non vécu.
Cette anthologie, en édition bilingue, recueille un choix de poésies, de 1929 à 1938, année de sa disparition prématurée. Après les traductions anglaises, allemandes et espagnoles, cette œuvre est pour la première fois traduite en français.
Riconoscendo nella «purezza del suono» e nella «nettezza dell’immagine» il «dono nativo» della sua poesia, Eugenio Montale rende omaggio ad Antonia Pozzi nella Prefazione all’edizione Mondadori di Parole, fortemente voluta da Vittorio Sereni. Un’adesione innata alla poesia quella di Antonia Pozzi (1912-1938), milanese di nascita e di formazione, allieva di Antonio Banfi come Dino Formaggio, Remo Cantoni, Giulio Preti ed Enzo Paci, protagonista, insieme a loro, di quella generazione in crisi, provata dall’avvento del Fascismo.
La sua è una poesia intrisa di vita ma sempre accompagnata dalla percezione della fine; le sue Parole battono prigioniere alla «porta dell’anima», desiderose di venir fuori e lasciare un segno. Antonia Pozzi si arrende, togliendosi la vita a soli 26 anni, ma la sua poesia stenta ad accettare la sconfitta del silenzio. Le sue carte segrete si fanno carne ed ossa, vincono per lei la battaglia con la vita, prendono parola dopo la morte e spalancano i cancelli del non detto, del non vissuto.
Quest’antologia, in edizione bilingue, raccoglie una scelta di poesie dal 1929 al 1938, anno della sua prematura scomparsa. Dopo le traduzioni in inglese, tedesco e spagnolo, per la prima volta, l’opera della Pozzi viene pubblicata in francese.

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Nota del traduttore LXXIX

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Nota del traduttore La mia traduzione si fonda sull’edizione delle opere di Antonia Pozzi a cura di Ales- sandra Cenni e Onorina Dino (in Antonia Pozzi, Parole, a cura di Alessandra Cenni e Onorina Dino, Milano, Garzanti, 2001) e propone una scelta di poesie fatta da Laura Oliva. Ringrazio Silvia Fabrizio-Costa che ha voluto affidarmi la traduzione di queste poesie e anche, per la rilettura preziosa, Marie-Josè Tramuta. Prima di tradurre le «Parole» di Antonia Pozzi io non conoscevo la sua opera. Questa breve nota, benchè di natura frammentaria, vorrebbe chiarire la maniera in cui io l’ho letta e, dunque, tradot- ta: la nota non definisce un’analisi critica dell’opera di A. Pozzi, ma vuole, in maniera più modesta, aprire, attraverso alcune chiose tratte dal mio ‘Diario di traduttore’, un possibile campo critico a mio parere piuttosto inesplorato. E forse apre anche altri modi di tradurla e di leggerla. * Tracciato di un lavoro di scrittura incessante e silenzioso, scansione geografica di una poesia che, seguendo la successione degli anni, prosegue la sua propria erranza, le parole di Antonia Pozzi mi richia- mano le voci di altri poeti che, come Lenz, G. Trakl o, più recente- mente Danielle Collobert, hanno misurato le loro opere al passo delle loro solitudini. Il viaggio, l’erranza, la marcia… il passo rende as- sente e si lascia dietro una scia di linee, una tipografia di versi e di tratti che continuano, fino a un «più alto» o – che è lo stesso – fino ad un «più basso», verso una...

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