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Pirandello tra memoria, rappresentazione e immagine

Edited By Domenica Elisa Cicala and Fausto De Michele

A più di 150 anni dalla nascita, Luigi Pirandello resta un autore dall’attualità sorprendente. La sua modernità affonda le radici nella memoria culturale, a cui il premio Nobel appartiene con la sua opera che abbraccia tutti i generi della letteratura, dalla narrativa al teatro, ma che è anche presente nei mass media: cinema, radio e televisione. Questa miscellanea raccoglie i contributi di diversi studiosi europei e presenta i risultati delle più recenti ricerche dall’attuale prospettiva degli studi culturali, con approcci critici focalizzati su teoria e critica della letteratura, teatro dei miti, letterature comparate, teorie femministe, narrated community e intermedialità. Il comune denominatore dei contributi e delle metodologie di ricerca applicate si trova nelle diverse declinazioni dei concetti culturali di memoria, rappresentazione e immagine.

Il volume è arricchito da un atto unico inedito di Paolo Puppa che mette in scena il rapporto tormentato tra Luigi e Stefano Pirandello.

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3. ‘Il vero e perfetto tipo umano’: riflessioni sulla maternità in Pirandello (Serena Todesco)

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SERENA TODESCO

3  ‘Il vero e perfetto tipo umano’: riflessioni sulla maternità in Pirandello

ABSTRACT Il contributo esamina il ruolo delle madri in alcune pagine pirandelliane, tra cui L’altro figlio (1915), La vita che ti diedi (1923), La favola del figlio cambiato (1930) e La nuova colonia (1928), e ne interroga la capacità di tramutarsi in dispositivi semiotici volti a produrre distorsioni, effetti estranianti e processi di ri-significazione che incrinano la presupposta linearità simbolica delle trame. Lungi dal restare, come afferma Baldovino ne Il piacere dell’onestà, ‘una costruzione irriducibile’ confinata in dimensioni di debolezza o istintività, la rappresentazione materna di Pirandello si declina in ritratti ambivalenti di personalità fluide, metaforicamente nude e spesso funzionali nella loro alterità, che riconferma quella dissoluzione del soggetto che domina la produzione dell’autore. Proprio perché tendenzialmente (ma non solo) mitica e ancestrale, la maternità pirandelliana non può fare a meno di scendere a patti con la dismisura provocata dalla faticosa ricerca di rifuggire lo stereotipo, oppure di tormentata fusione con esso.

[By looking at a selection of texts, such as The Other Son (1915), The Life I Gave You (1923), The Fable of the Changeling (1930) and The New Colony (1928), this chapter examines the role of Pirandello’s maternal figures and questions their ability to turn into semiotic devices designed to produce distortions, estranging effects and re-signification processes capable of disrupting the assumed symbolic linearity of the plots. Far from being, as Baldovino states in...

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