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Raccontare e Inventare

Storia, memoria e trasmissione storica della Resistenza armata in Italia

Cecilia Winterhalter

L’oggetto di questo saggio sulla Seconda Guerra Mondiale e sulla Resistenza armata in Italia è il racconto che viene «inventato» per narrare gli eventi passati o la memoria selettiva. Si tratta di uno studio su storia e memoria e sul modo in cui funzionano e sono trasmesse. Basandosi sull’analisi di fonti disparate come le riviste storiche divulgative, le immagini fotografiche e documenti alleati e tedeschi, esso osserva le discrepanze tra i fatti (storia) e la loro narrazione (memoria). Inoltre studia come sono narrati i fatti, come si ricorda e si dimentica, chi è il narratore (testimoni, seconda generazione, collettività) e come ciò influisce sul racconto tramandato. Il testo tenta di capire se c’è una ragione per la forma narrativa scelta e quale potrebbe essere. Prendendo spunto dal funzionamento psicologico della memoria individuale, esso osserva la memoria collettiva e come, nel dopoguerra, l’Italia narrandosi «sceglie» o «inventa» una memoria che le dia una nuova identità.

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Introduzione

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1. Fine e struttura della ricerca L’oggetto di questa ricerca è il racconto che viene “inventato” per narrare gli eventi passati. Si tratta di uno studio su storia e memoria ed il modo in cui funzionano e sono trasmesse. Esso osserva le discrepanze fra i fatti (storia) e la loro narrazione (memoria)1 e studia come sono narrati i fatti, come si ricorda e si dimentica, chi è il narratore (testimoni, seconda generazione, collettività) e come ciò influisce sul racconto tramandato. Tenta di capire se c’è una ragione per la forma narrativa scelta e quale. Prendendo spunto dal funzionamento psicologico della memoria individuale, esso osserva la memoria collettiva e come, nel dopoguerra, l’Italia narrandosi “inventa” una memoria, che le dia un’identità. La ricerca ipotizza che bisogni individuali e collettivi sono autori di una sorta di “invenzione della storia”2. Molti temi, periodi, luoghi potrebbero illustrare la narrazione storica, ma è stata scelta la Resistenza in Italia per le frequenti discre- panze fra storia e memoria, documentabili a causa della loro importanza nella vita pubblica. Il racconto della Resistenza, che accentua il valore simbolico a discapito di quello reale, mostra come il presente e le sue esigenze modificano la forma del passato. È stata scelta la Resistenza armata (e non quella civile) perché produce azioni e perdite, cioè dati valutabili che svelano il divario fra racconto e fatti. Tale discrepanza si manifesta anche nelle interpretazioni restrittive dell’importanza della Resistenza. Le repubbliche partigiane3, che coprono vaste zone, strade, 1 Nutro scarsa fiducia nell’esitenza di fatti dotati...

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