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L’ospitalità linguistica

Saggio di traduttologia comparata

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Laura Ana Lisi

L’ospitalità linguistica è una posizione tanto etica quanto epistemologica nei confronti dei problemi che presenta il compito di tradurre un testo letterario. Si tratta di permettere che un testo apra spazi nuovi nelle lingue e culture che lo accolgono, per farle risonare in maniera inedita. Il teorico Antoine Berman, in sintonia con la filosofia ermeneutica di Paul Ricœur, ha delineato i principi e le griglie metodologiche di questa teoria.
Il presente volume rende suoi quei principi e percorsi analitici per verificare la loro operatività in un lavoro di traduttologia comparata. Il corpus è dato dalle traduzioni dei racconti di El Llano en llamas di Juan Rulfo al tedesco, inglese, danese e italiano. Si identificano i processi di trasformazione – linguistica e culturale – ai quali i traduttori devono cedere nell’affrontare un’opera di lingua e pensiero stranieri. L’analisi si incentra quindi sulla descrizione delle negoziazioni necessarie per trasporre lo stile ed i micro-universi testuali di Rulfo alle quattro lingue di arrivo.
Il caso dei racconti di Rulfo, che più che altri testi richiedono la partecipazione attiva del lettore nel processo di interpretazione, risulta ideale per illustrare in che modo la traduzione può essere al contempo accesso e non-accesso al testo straniero.

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14. Il trattamento delle locuzioni e figure 333

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333 14. Il trattamento delle locuzioni e figure /¶RELHWWLYRGLTXHVWDVH]LRQHVDUjdi analizzare le scelte traduttive e le spe- cifiche tecniche adottate dai traduttori QHLFRQIURQWLGHOOHµORFX]LRQL¶QHO testo fonte. Con questo termine Berman fa riferimento a costruzioni lingui- stiche che, oltre ad essere dotate di significato, racchiudoQRXQ¶immagine di qualche tipo. In questa categoria si trovano le locuzioni vere e proprie, le frasi proverbiali, i proverbi e i giri di frase o frasi idiomatiche. Si è considera- to opportuno includere inoltre la traduzione di alcune figure retoriche, giacché queste presentano difficoltà analoghe a quelle inerenti alla traduzione GHOOHµOocu]LRQL¶ e le soluzioni traduttive alle quali danno luogo legittimano la loro considerazione congiunta. 6HFRQGR%HUPDQPROWHµORFX]LRQL¶WHQGRQRDSHUGHUVLQHOODWUDGX]LRQH perché le loro particolarità lessicali, morfologiche, sintattiche ± e, a volte, culturali ± fanno sì che la loro trasposizione ad altre lingue risulti difficile. Si distingue qui il caso della traduzione di proverbi e frasi proverbiali, nel quale ± paradossalmente ± OHµORFX]LRQL¶GHOWHVWRIRQWHWHQGRQRDGDQQXOODUVLQHOla WUDGX]LRQHQRQSHUO¶LPSRVVLELOLWjGLWUDVSRUOHDGXQ¶DOWUDOLQJXDEHQVuSHr- ché la loro traduzione risulta spesso eFFHVVLYDPHQWHµIDFLOH¶HLPPHGLDWD,Q effetti, nel caso delle locuzioni o dei proverbi, si tratta di espressioni lingui- stiche che designano esperienze comuni a quasi tutti gli uomini e che hanno un corrispondente in quasi tutte le lingue. Tuttavia, essendo la forma delle locuzioni alquanto diversa da cultura a cultura ± anche VHO¶HVSHULHQ]DLQ esse espressa rimane simile ± la traduzione con una locu]LRQHµHTXLYDOHQWH¶ nella lingua meta tende a cancellare le tracce della locuzione di partenza, e con essa, un elemento del...

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