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Il parlato nella scrittura italiana odierna

Riflessioni in prospettiva testuale

Edited By Angela Ferrari and Anna-Maria De Cesare

La scrittura italiana contemporanea non lette-raria si è oramai appropriata di strutture linguistiche che la norma tradizionale confinerebbe al parlato, e che effettivamente fino a qualche decina d’anni fa appartenevano solo all’orale. Il fenomeno coinvolge tutti i livelli linguistici: lessico, morfologia, sintassi, punteggiatura, testo. Ma, al di là di questo suo aspetto ‘pan-strutturale’, qual è la reale estensione del fenomeno? Quali le precise forme della sua manifestazione, e quale la sua ragion d’essere?
Gli studi qui proposti si configurano come un piccolo insieme di analisi di strutture linguistiche che possono essere considerate come particolarmente rappresentative e adeguate a offrire un contributo alla comprensione dell’assorbimento del parlato nella scrittura italiana odierna. Il loro taglio è volutamente diverso, in modo da individuare le molteplici sfaccettature del problema. Li accomuna la stessa ipotesi di fondo: lo scritto si appropria di quelle strutture linguistiche orali che sono provviste di una motivazione testuale, vale a dire che portano iscritte nella loro forma caratteristiche semantiche e informative che le rendono preziose per mettere in scena in modo univoco e trasparente l’architettura del testo.

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L’incapsulatore anaforico cosa nell’orale e nello scritto Letizia Lala 57

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LETIZIA LALA L’incapsulatore anaforico cosa nell’orale e nello scritto 1. L’incapsulazione anaforica: breve descrizione del fenomeno 1.1. Gli incapsulatori anaforici ‘prototipici’ Gli incapsulatori anaforici (D’Addio Colosimo 1988, Conte 1999, Lala in stampa) sono un meccanismo coesivo consistente nel rinviare con un sintagma nominale a testa lessicale piena ai contenuti di una porzione del co-testo precedente. Si tratta quindi di sintagmi nominali la cui inter- pretazione è mediata dall’interpretazione di una o più espressioni lingui- stiche già introdotte nel testo. Un esempio di questo procedimento è illustrato nella sequenza seguente: (1) Alla Sbav quell’anno l’Ufficio Relazioni Pubbliche propose che alle per- sone di maggior riguardo le strenne fossero recapitate a domicilio da un uomo vestito da Babbo Natale. L’idea suscitò l’approvazione unanime dei dirigenti. (Italo Calvino, Marco- valdo, Milano, Mondadori, 1994, pp. 125-126), dove il sintagma l’idea assume il ruolo testuale di incapsulare la por- zione di testo che lo precede, ed è interpretabile alla luce dei contenuti in essa espressi. Per quanto riguarda la natura degli antecedenti, contrariamente ad altre forme di ripresa anaforica, gli incapsulatori hanno la caratteristica di non rinviare ad entità individuali, ma ad entità di statuto ontologico superiore (Conte 1999: 108). Riprendendo le categorie proposte da J. Lyons (1990: 77-80), per i referenti delle incapsulazioni anaforiche non si tratta dunque di entità di primo grado (entità discrete del mondo fisico: persone, animali, cose; Lyons 1990: 77-78), ma di entità di secondo Letizia Lala 58 grado (quindi eventi, processi, stati di cose, collocabili nel tempo e di cui si pu...

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