Show Less

Metodologia Paretiana

Tomo III: Stati psichici e variabili dell’azione

Series:

Mino B. C. Garzia

Questo è il terzo tomo di una trilogia: I. Differenziazione, non linearità, equilibrio (2006); II. Stati psichici e costanti dell’azione (2013). In questo terzo tomo si procede all’applicazione della teoria delle derivazioni, alla ricerca delle variabili dell’azione. Come per gli altri due tomi, si parte sempre dal testo paretiano, estendendone esempi ed osservazioni tratti soprattutto dalla contemporaneità. Uno sguardo da vicino, dunque, anche in questo tomo. Stampa quotidiana, periodica, libri e osservazioni dirette sono stati fonti inesauribili per l’individuazione delle derivazioni. Il risultato è che dalle migliaia di esempi selezionati ne sono stati estratti circa quattrocentocinquanta, divenuti parte integrante di questo volume. Come per il precedente, ognuno potrà sostituire un qualsiasi esempio con un altro di apparente segno opposto, non muta il risultato: la potenza delle derivazioni staccatesi dalle pulsioni (residui) è tale da «portare opposte dottrine allo stesso punto»; poiché, in realtà, non le azioni o i fatti concreti sono stati classificati e discussi, ma i loro elementi (sentimenti o stati psichici), i quali permettono di completare una teoria sociologica della mente.

Prices

Show Summary Details
Restricted access

[Classe IV Prove verbali]

Extract

[Classe IV. Prove verbali] Gli uomini di corte idee stimano diritto quanto si è spiegato con le parole (G. Vico, La Scienza nuova, CIX). Questa classe è costituita da derivazioni verbali ottenute utilizzan- do termini di senso indeterminato, dubbio, equivoco, e che non cor- rispondono alla realtà. Se si volesse intendere tale classificazione in un senso molto lato, essa varrebbe per quasi tutte le derivazioni (Trattato, § 1543). Del sentimento dell’autore e degli uditori. Nelle prove verbali, i residui che principalmente sollecitano le derivazioni sono quelli che danno corpo ad un’astrazione che ha un nome, che ad essa fanno acquistare realtà proprio perché ha un nome, e che, viceversa, suppongono che a un nome debba necessariamente corrispondere una cosa. Operano poi anche altri residui della classe II (persistenza degli aggregati), come pure spesso si hanno i residui (I-γ operazione misteriosa di certe cose e di certi atti), che uniscono misteriosamente i nomi alle cose; e infine altri residui, secondo i casi speciali. I residui indicano il desiderio, la spinta a conseguire un fine; e l’adempimento di tale desiderio è conse- guito per mezzo di vari artifici che le risorse del linguaggio permettono di porre in opera con facilità. Nei casi concreti, le derivazioni di questa classe IV, che per motivi analitici è separata in generi, sono adoperate insieme, e spesso si aggiungono ad altre derivazioni. Occorre non di- menticare che, solo per astrazione, possiamo separare le derivazioni semplici che compongono le derivazioni concrete. Nei generi della classe IV, le derivazioni assumono due forme generali: nella...

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.