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Studi Pergolesiani / Pergolesi Studies

Series:

Francesco Cotticelli and Paologiovanni Maione

Il libro raccoglie gli atti del convegno internazionale Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, tenutosi a Napoli nel Gennaio del 2010 nell’ambito delle celebrazioni per i 300 anni della nascita di Pergolesi. Il volume esplora l’epoca e il contesto in cui fiorì il genio di Pergolesi in prospettiva interdisciplinare. Particolare rilievo ha la ricerca archivistico-documentaria: oltre 10000 notizie inedite sulla vita teatrale e musicale a Napoli nel primo Settecento sono riportate alla luce e permettono una nuova ricostruzione storica di quella stagione.

The book contains the proceedings of the conference Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, held in Naples in January 2010 as part of the celebrations for the 300th anniversary of Pergolesi’s birth. Based on an interdisciplinary perspective, it provides insight into the time and context in which Pergolesi’s genius flourished. Special emphasis is placed upon archival research: over 10000 unpublished documents about the musical and theatrical life in Naples in the early 18th century are brought to light, so as to offer a new historical reconstruction of that age.
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«Esistevano in Napoli quattro Licei, fra noi detti Conservatorj». Formazione musicale e «armonica carriera» nella testimonianza di Giuseppe Sigismondo

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Rosa Cafiero

«Esistevano in Napoli quattro Licei, fra noi detti Conservatorj». Formazione musicale e «armonica carriera» nella testimonianza di Giuseppe Sigismondo

La ricostruzione della tradizione didattica e della mitologia storiografica sorte intorno ad alcune figure nodali della ‘scuola napoletana’ (fra cui quella di Giovanni Battista Pergolesi si staglia come stella di prima grandezza) è stata oggetto negli ultimi anni di numerosi studi: obiettivo del presente saggio è l’inquadramento del filone storiografico creato da Giuseppe Sigismondo, archivario del collegio di musica, nella sua disseminazione europea, in particolare attraverso le ricerche e la divulgazione realizzate da Franz Sales Kandler, autore di alcuni reportages per la «Allgemeine musikalische Zeitung» di Lipsia sui conservatori napoletani e sullo stato della cultura musicale nella capitale del Regno delle Due Sicilie (1821).1

Sigismondo ha come obiettivo primario la ricostruzione dell’età dell’oro della tradizione napoletana; uno dei percorsi significativi – forse il più importante nella sua visione di un’analisi autoptica delle fonti – è la descrizione della formazione musicale dei giovani apprendisti nei conservatori.

Le indagini sugli antichi conservatori e la redazione della sezione dell’Apoteosi della musica2 ad essi dedicata erano già stati conclusi nell’estate ← 375 | 376 → 1821, come apprendiamo da una lettera che Sigismondo invia a Kandler il 28 agosto chiedendogli la restituzione di alcuni fascicoli relativi alla musica sacra e alla musica teatrale che l’ottuagenario archivario aveva prestato al giovane musicografo austriaco («Voi avete preso dell’Opera mia quella parte che tratta de’ conservatorj, e questa è compita»).3 Lo sforzo costante di Sigismondo...

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