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Studi Pergolesiani / Pergolesi Studies

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Edited By Francesco Cotticelli and Paologiovanni Maione

Il libro raccoglie gli atti del convegno internazionale Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, tenutosi a Napoli nel Gennaio del 2010 nell’ambito delle celebrazioni per i 300 anni della nascita di Pergolesi. Il volume esplora l’epoca e il contesto in cui fiorì il genio di Pergolesi in prospettiva interdisciplinare. Particolare rilievo ha la ricerca archivistico-documentaria: oltre 10000 notizie inedite sulla vita teatrale e musicale a Napoli nel primo Settecento sono riportate alla luce e permettono una nuova ricostruzione storica di quella stagione.

The book contains the proceedings of the conference Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, held in Naples in January 2010 as part of the celebrations for the 300 th anniversary of Pergolesi’s birth. Based on an interdisciplinary perspective, it provides insight into the time and context in which Pergolesi’s genius flourished. Special emphasis is placed upon archival research: over 10000 unpublished documents about the musical and theatrical life in Naples in the early 18 th century are brought to light, so as to offer a new historical reconstruction of that age.
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Cultura e politica a Napoli nel primo Settecento

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La breve, artisticamente feconda esistenza di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) coincide con la quasi trentennale vicenda del viceregno asburgico a Napoli (1707-1734) e si conclude dopo solo due anni dalla fondazione della monarchia borbonica. Si tratta di un intenso e vivace periodo della storia napoletana, ma ancora non abbastanza noto al vasto pubblico di lettori, forse perché stretto tra la lunga dominazione spagnola e l’avvento di don Carlos di Borbone, il “Re nostro tanto aspettato”, come lo definì Antonio Genovesi.1

In realtà, sin dagli anni Settanta del Novecento, non sono mancati significativi studi ed approfondimenti dedicati alla presenza asburgica nel meridione d’Italia. Ed anzi recentemente sono state confermate le potenzialità del riformismo viennese, soprattutto in campo economico, teso a realizzare un ampio programma di sviluppo per inserire Napoli e le province nel più vasto contesto imperiale.2 Da Vienna, infatti, si guardava con attenzione alla penisola italiana sia al Nord che al Sud, come efficace e prezioso sbocco al mare, capace di assicurare una posizione strategica nel bacino del Mediterraneo. Non a caso i più attenti osservatori contemporanei avevano subito incominciato a pensare «il Regno e la sua economia in una dimensione imperiale e cioè di soggetto integrato in un disegno plurinazionale».3 Oggi, forse, ricorrendo ad una periodizzazione di più lunga durata ed uscendo da una valutazione tutta interna al viceregno, è ← 25 | 26 → possibile avanzare una più matura riflessione sulla dominazione austriaca. In questo tipo di lettura potrebbe essere meglio compreso il contesto in cui si...

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