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Cristo primizia dei morti e la risurrezione dei credenti

Studio su 1Cor 15

Gaetano Di Palma

Nel libro si commenta il capitolo 15 della Prima Lettera ai Corinzi. I greci ammettevano una risurrezione corporea a condizione che si trattasse di un uomo caro agli dei e con il corpo ancora incorrotto. Si spiega, pertanto, la difficoltà di alcuni tra i corinzi: essi accettavano la risurrezione di Cristo, ma non quella dei credenti alla fine dei tempi. Seguendo l’argomentazione che si sviluppa con gradualità nel capitolo 15 di 1Cor, nel saggio si cerca di far emergere con chiarezza la risposta di Paolo, il quale dimostra di non essere ignaro della cultura del proprio tempo e di servirsene per spiegare il «mistero», secondo cui non tutti i cristiani moriranno, ma tutti dovranno essere trasformati. Al termine del libro, infine, sono ripercorsi i primi secoli dell’era cristiana trattando alcuni autori che si sono dedicati a tale tema e, in particolare, hanno citato questo testo paolino.
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Capitolo quinto: Cristo, invece, è la primizia (1Cor 15,20–28)

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Nei vv. 13–19 – come abbiamo visto – l’apostolo ha illustrato le conseguenze pericolose che comporta negare la risurrezione dei morti e di Cristo. Al v. 20 si cambia decisamente il senso di marcia, perché egli intende contrapporre il dato evangelico alla negazione degli avversari e indicare il fondamento cristologico ai suoi destinatari, verso i quali si sente responsabile di quello che ha annunciato. Esprimendosi nei termini noti a chi si occupa di analisi retorica, dalla refutatio, che riprenderà nei vv. 29–32, passa alla probatio. L’inizio di questa nuova parte è chiaramente segnato da Nuni; de; (“ora, invece”), che introduce una serie di affermazioni di rilievo cristologico e soteriologico con le quali vuole provare la bontà della sua tesi. Interessante e ricca di senso per la sua argomentazione si rivela la metafora della “primizia”180.

Il primo passo da compiere è individuare la struttura di questo brano181 che si apre con il v. 20, il quale contraddice l’implicazione cristologica dei negatori di Corinto (cf. vv. 14 e 16) e si riallaccia al kerygma di cui si è parlato nei vv. 1–11, soprattutto quando, al v. 4, si afferma che Cristo è risorto il terzo giorno secondo le Scritture.

← 95 | 96 → Nuni; de; Cristo;" ejghvgertai ejk nekrw`najparch; tw`n kekoimhmevnwn.

Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che si sono addormentati.

Il ricorso alla metafora della “primizia” è funzionale all’interpretazione che Paolo vuole dare del rapporto tra la risurrezione di Cristo e quella dei morti, come...

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