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Isole e viaggi: l’Ulisse di Dante

a cura di Simona Re Fiorentin

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Simona Re Fiorentin

La figura di Ulisse, centrale nella Commedia di Dante, chiede al lettore di interrogarsi sui grandi temi della vita: la libertà, la grandezza e i rischi dell’«alto ingegno», i valori che definiscono la nostra umanità, la funzione della ragione e della fede nell’orientare le scelte fra bene e male. La riflessione sul significato di questo personaggio, presentato nel contesto più ampio del tema del viaggio e dell’insularità, viene sviluppata in questo lavoro attraverso un’analisi puntale del testo dantesco, che dà conto e si confronta con le numerosissime e diverse interpretazioni che nel corso dei secoli si sono sedimentate attorno ad esso.

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Malebolge 35

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Malebolge All’ottavo cerchio è legata la parte più popolare della gloria di Dante. Si tratta della dimensione più spettacolare dell’Inferno: – per le cose “nove” incredibili, mai concepite o mai descritte, che colpiscono la fantasia, – per lo stile (una configurazione verbale appropriata alla rappre- sentazione). Il problema centrale è l’articolazione tra queste due nozioni: quale lingua poetica ha dovuto inventare Dante per descrivere Malebolge, la cui rappresentazione rischiava di far scivolare il suo testo nella trivialità? In altre parole: trovare (per poi trobar) lo “stile basso” della «comedía» (XVI 128; XXI 2). Lo “stile basso”, di cui Dante sfrutta ogni possibilità (es. canti XIX, XXI-XXII, XXIV-XXV, XXX) non è d’altra parte esclusivo di Malebolge; eterogeneità ed alternanza vigono egualmente in esse, dove non manca il registro alto di Giasone e di Ulisse. Non hanno riscontro altrove certe punte di grande volgarità (XVIII 112-123; XX 52-54; XXI) né certi estremi di crudeltà inaudita (di una “terribilità” michelangiolesca ante litteram) come il supplizio (da Inqui- sizione, per stregoneria) di Ciampòlo (XXII, con Dante – qui in posi- zione ambigua – che interroga il malcapitato durante la tortura) o di Caifa (crocifisso in terra, antitesi di colui che è stato “sollevato” da terra). Perché una simile straordinaria pratica linguistica è connessa proprio con la frode? Vi è una ragione teologica, e vi è una ragione poetica. 1. Ragione teologica La frode si manifesta in dieci forme, oltre a divisioni interne, con modulazioni sottili (quattro diversissimi personaggi nel canto XVIII, un canto a Ulisse ossia la poesia fondatrice, un canto a Guido...

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