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Il romanzo del Risorgimento

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Edited By Claudio Gigante and Dirk Vanden Berghe

Allo sviluppo della coscienza nazionale italiana nell’Ottocento la narrativa ha dato un contributo importante.
Componente centrale della maggior parte delle opere letterarie discusse in questo volume è quel «sistema simbolico» che ha potuto agevolare la spinta all’azione politica, terminata con la costruzione dello stato unitario. Ma la tematica risorgimentale è indagata qui anche attraverso gli scritti di autori francesi, belgi e olandesi coevi, senza dimenticare la rappresentazione degli ideali e delle speranze del Risorgimento così come li ha espressi la narrativa in anni vicini al 150 o anniversario dell’Unità.
Le ricerche raccolte in questa silloge sono state presentate al Convegno Internazionale «Il romanzo del Risorgimento», tenutosi a Bruxelles dal 4 al 6 maggio 2010. Venti studiosi vi hanno discusso i risultati delle proprie indagini intorno ai rapporti tra gli intellettuali italiani ed europei e le varie fasi del processo di unificazione italiana.

Questo volume è stato sottoposto a una doppia revisione paritaria anonima.

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SEZIONE II - La storia, l’idea

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SEZIONE II 45 Silvia ACOCELLA Die Freiheitsliebe ist eine Kerkerblume. [“L’amore per la libertà è un fiore della galera”] Heinrich Heine, Sullo sfondo delle scritture di Pellico e Bini, nate nell’abisso di una prigione, c’è l’Europa «irritata» del 1830, dove le speranze sono «folli» e trascinano alla «rovina»1: un sovrano francese che è «bisticcio felicemente platonico di re e cittadino»2, e un mondo esterno che serra 1 S. Pellico, , a cura di A. Jacomuzzi, Milano, Mondadori, 2008, pp. 7-8 (d’ora in poi, per rinviare a questo testo, che riproduce quello dell’edizione curata da G. Trombatore, , Milano-Napoli, Ricciardi, t. I, 1953, ci si servirà della sigla , seguita dal numero della pagina). La citazione è tratta dai . Ristampati in numerose edizioni de , dopo la scoperta dell’autografo da parte di Henri Bédarida («Nel centenario delle . Il testo autentico dei », in , n. 4, 1932, pp. 717-739), i , insieme alle di Piero Maroncelli (Lugano, Ruggia e C., 1833), aprono nuovi scorci nelle di Pellico, svelando ciò che era stato volutamente omesso. 2 C. Bini, , a cura di G. Tellini, Palermo, Sellerio, 1994, p. 102 (d’ora in poi, ci serviremo della sigla , seguita dal numero della pagina). Tra gli studi critici dedicati a Bini, dopo l’ancora utile , a cura di G. Mazzoni, Livorno, Deputazione di storia patria per la Toscana, 1943, e il basilare S. Timpanaro, «Alcuni chiarimenti su Carlo Bini», in Id., , Pisa, ETS, 1982, pp. 199-285, vanno menzionati almeno M. Guglielminetti, «Introduzione», in C. Bini, , a cura di M. Ambel e M. Guglielminetti, Bologna,...

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