Show Less
Restricted access

L’«Ortis» e la Francia

Approcci e prospettive

Series:

Sarah Béarelle and Claudio Gigante

Anche se gli studi degli ultimi decenni sul «noviziato» foscoliano hanno apportato significative acquisizioni – tanto sul versante politico che su quello letterario – manca ancora una «cartografia» dettagliata che prenda in considerazione i diversi versanti e le zone di luce e di ombra sui rapporti tra la cultura francese e Foscolo. Gli autori del presente volume hanno inteso compiere un passo in avanti nell’analisi del rapporto tra l’opera di Ugo Foscolo e la cultura francese concentrandosi, quale punto di partenza per ulteriori necessari approfondimenti, sulle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Entrambe le prospettive che si offrivano – la presenza nel romanzo di una complessa trama di letture francesi e l’impatto che le Ultime lettere hanno avuto nella cultura francese dell’Ottocento – sono state prese in considerazione.
Show Summary Details
Restricted access

L’Ortis et Bernardin de Saint-Pierre. Qualche ipotesi di lettura: (Claudio Gigante)

Extract

← 78 | 79 → L’Ortis et Bernardin de Saint-Pierre. Qualche ipotesi di lettura*

Claudio GIGANTE

Université libre de Bruxelles (ULB)

1. L’accostamento di un singolo romanzo all’Ortis, quando non si tratti di un modello indiscusso come il Werther o la Nouvelle Héloïse, è un’operazione metodologicamente rischiosa: prenderò quindi come monito quel che Giancarlo Mazzacurati scriveva a proposito delle trouvailles apparenti che spesso altro non sono che «parvenze speculari» o «agglomerati di materiali analoghi» discendenti da archetipi ro­manzeschi comuni1. Per Paul et Virginie il pericolo è ancora più evidente, vista l’innegabile discendenza – pedagogica, morale e qui e là anche tematica – del romanzo di Saint-Pierre dall’orbita russoviana.

Uno spazio di riflessione è tuttavia possibile sulla base di alcune considerazioni di ordine storico e bibliografico. Il romanzo di Saint-Pierre, comunque lo si voglia giudicare, fu un caso letterario tra i più eclatanti del XVIII secolo: il Répertoire bibliographique et icono­graphique di Paul Toinet2 registra 56 edizioni soltanto fra il 1788, anno ← 79 | 80 → della princeps, e il 1799 anno dell’edizione bolognese dell’Ortis; del 1791 è la prima traduzione italiana, Paolo e Virginia, apparsa a Venezia presso la Stamperia Baglioni, ristampata poco dopo a Firenze. La versione si deve a J.F.C. Blanvillain, già traduttore in francese de La bellezza dell’universo di Monti (1781) e più tardi, in italiano, dell’Atala ou les Amours de deux jeunes sauvages dans le désert di Chateaubriand (1801).

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.