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L’autore esposto

Scrittura e scritture in Karl Kraus

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Irene Fantappiè

La scrittura di Karl Kraus è un caleidoscopio di scritture diverse e contraddittorie. Morale, giustizia, storia, traduzione, plagio non sono solo temi ricorrenti nei suoi testi, ma anche ‚modi‘ della sua scrittura. Esaminare tali ‚modi‘ nel contesto storico-letterario della Vienna d’inizio Novecento, alle soglie e dentro il primo conflitto mondiale, significa situarli nel dibattito su morale e diritto, su letteratura e giornalismo, sul teatro di Wedekind e sulla poesia di George; significa, inoltre, osservare come la scrittura di Kraus vada costruendo un autore ‚esposto‘, come lui stesso lo definisce. È un autore messo in mostra, anche nelle sue contraddizioni, e messo a rischio, sottoposto al giudizio altrui – aspetti, questi, che ampliano e rivedono il topos novecentesco del Kraus ‚grande accusatore‘.

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4. Traduzione, tradizione

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Karl Kraus non conosceva altra lingua oltre il tedesco. Ogni disamina della sua teoria e prassi traduttiva non può prescindere da questo dato fondamentale. Per analizzare le contraddizioni di un autore che può fruire solo di testi nella propria lingua e ciononostante si occupa di questioni traduttologiche, o addirittura volge egli stesso in tedesco autori stranieri, occorre ampliare l’accezione comune di traduzione („l’interpretazione di segni linguistici attraverso segni di un’altra lingua“, come ebbe a definirla Jakobson)1 affinché tale concetto includa anche altri modi di produzione di un testo au second degré. In alternativa è necessario rinunciarvi, mettendo in luce il fatto che nelle Nachdichtungen krausiane la traduzione è soltanto uno dei molti processi intertestuali in gioco, spesso neppure il più determinante. In questo secondo caso bisogna poi chiedersi a quale genere – o a quali generi – si possano ascrivere le versioni tedesche di autori stranieri ad opera di Kraus. Riflettere su tali problemi è imprescindibile se si vuol comprendere uno dei più interessanti casi critici di cui Kraus è stato protagonista: la sua polemica con Stefan George in relazione alle rispettive versioni dei sonetti di Shakespeare.

I sonetti shakespeariani di Karl Kraus sono sempre stati classificati come traduzioni; in quanto tali sono stati messi a confronto con le versioni di Stefan George. Nel suo Sprachbewegung: eine historisch-poetologische Untersuchung zum Problem des Übersetzens (1982), Friedmar Apel considera questo come il caso esemplare di due traduzioni di uno stesso testo che danno luogo a esiti specularmente opposti.2 Eppure, nonostante gli „antipodi“3...

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