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L’autore esposto

Scrittura e scritture in Karl Kraus

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Irene Fantappiè

La scrittura di Karl Kraus è un caleidoscopio di scritture diverse e contraddittorie. Morale, giustizia, storia, traduzione, plagio non sono solo temi ricorrenti nei suoi testi, ma anche ‚modi‘ della sua scrittura. Esaminare tali ‚modi‘ nel contesto storico-letterario della Vienna d’inizio Novecento, alle soglie e dentro il primo conflitto mondiale, significa situarli nel dibattito su morale e diritto, su letteratura e giornalismo, sul teatro di Wedekind e sulla poesia di George; significa, inoltre, osservare come la scrittura di Kraus vada costruendo un autore ‚esposto‘, come lui stesso lo definisce. È un autore messo in mostra, anche nelle sue contraddizioni, e messo a rischio, sottoposto al giudizio altrui – aspetti, questi, che ampliano e rivedono il topos novecentesco del Kraus ‚grande accusatore‘.

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Introduzione

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1. Ammirato o trattato con diffidenza, Kraus è una delle più celebri incarnazioni novecentesche dell’anti-intellettuale, o, per meglio dire, dell’intellettuale inteso come anti-intellettuale.1 Su quest’aura si basa, sia in positivo che in negativo, pressoché tutta la sua fortuna. Il ventesimo secolo ci ha lasciato in eredità un mito di Kraus polemista e autore iconoclasta: giornalista prima che scrittore, anti-letterato prima che letterato. I suoi scritti sono considerati un proteiforme corpus di spietati attacchi satirici contro politici, imprenditori, artisti, letterati, psicologi, giornalisti, professori universitari; la lingua che utilizza viene recepita da una parte in quanto sentenza che condanna, dall’altra come tentativo di conferire al linguaggio un valore etico.2 L’autore è diventato il prototipo del ← 9 | 10 → Neinsager, o comunque il profeta delle apocalissi di quel secolo che, quando inizia a scrivere, deve ancora aprirsi. Kraus fonda la Fackel nel 1899; oltre cent’anni dopo, nel 2013, uno dei più celebri romanzieri americani contemporanei, Jonathan Franzen, decide di vestire i suoi panni per mettere sotto accusa twitter.3 Kraus insomma – oggi come nel suo tempo, nella letteratura di lingua tedesca come altrove – è figura archetipica del ‚grande accusatore‘.

La sua opera, di conseguenza, è stata più citata che letta; più letta che studiata; più studiata in relazione a singole polemiche (come la critica ai mezzi di comunicazione) che in toto; più invocata in quanto profetica che rigorosamente storicizzata (e ancor meno storicizzate sono le sue trasformazioni: scarno è il panorama degli studi sulla ricezione, specialmente quella fuori dall’ambito germanofono);4 infine, non è stata quasi mai...

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