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Commedia all'italiana come specchio di stereotipi veicolati dal dialetto

Un approccio sociolinguistico

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Anna Grochowska-Reiter

Il volume è uno studio interdisciplinare che solleva l’argomento della presenza e dello sfruttamento degli stereotipi regionali e delle relative forme linguistiche di origine dialettale nei film della commedia all’italiana. Riflette sull’uso del dialetto a scopi comici nelle manifestazioni artistiche e mette in evidenza l’interdipendenza dello stereotipo regionale e dei tratti linguistici dialettali. In base al corpus composto da dieci pellicole uscite tra il 1958 e il 1968 sono stati sottoposti all’analisi quattro stereotipi regionali: romano, milanese, siciliano e veneto e i rispettivi tratti linguistici manifestatisi a ciascun livello di analisi linguistica.

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Capitolo 8: Stereotipo del milanese nella commedia all’italiana

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Capitolo 8: Stereotipo del milanese nella commedia all’italiana

8.1  Origini dello stereotipo culturale

Per ricostruire la figura del milanese presente nella tradizione italiana occorre tornare indietro fino al Cinquecento, quando era già conosciuta e popolare la maschera lombarda di Meneghino. L’origine del suo nome è incerta. Potrebbe risalire a Menecmi di Plauto, indicando la somiglianza fonica con il nome della maschera. Sand (1862: 132–133), nella sua monumentale opera sulla commedia dell’arte, ritiene che la maschera provenga dal teatro cinquecentesco del Ruzante (il personaggio di Menego di Dialogo facetissimo1 o di Due dialoghi in lingua rustica) e dell’Ariosto (il personaggio di Menghino de La Lena) e si tratti di «sous deux noms differénts le même personnage crée par Marco Aurelio Alvarotto, acteur de la troupe padouane de Ruzzante». Un’altra tesi, invece, si riferisce al fatto che Meneghino sarebbe una storpiatura di Domeneghin, diminutivo di Domenico. Nel dialetto milanese, i domeneghini erano dei servitori ingaggiati per accompagnare a messa o scortare durante le passeggiate certe nobildonne che non potevano permettersi un servitore a tempo pieno (Fiorini 2012: 116).

Nel Seicento lo scrittore milanese Carlo Maria Maggi portò sui palcoscenici teatrali opere come I consigli di Meneghino o Il concorso dei Meneghini, precisando nel contempo la fisionomia del Meneghino e facendolo diventare incarnazione del popolo milanese. Il Meneghino concepito da Maggi era un servo, un popolano benevolo e generoso, saggio, talvolta insolente e beffardo, prudente ma non pauroso, che accettava...

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