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Il peso del mondo e la scrittura in frammenti

Poetica della percezione e della lingua in «Das Gewicht der Welt» di Peter Handke

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Elena Stramaglia

Vibrante miscellanea di appunti, sensazioni, frammenti di esperienza, trascrizioni spontanee, la scrittura diaristica costituisce un momento imprescindibile (e una porzione abbondantissima) dell’opera di Peter Handke. I diari di Das Gewicht der Welt sono espressione immediata di quello stretto legame che l’autore austriaco stabilisce fra lo scrivere e l’esperire, la parola e il pensiero sensibile, ed aprono un importante spiraglio sul pulsante lato empirico della sua ricerca letteraria. È quindi sulla traccia di queste annotazioni che la scrittura di Handke, in particolare quella a cavallo degli anni Settanta, viene qui ripercorsa e interrogata. Questo studio ne esplora presupposti linguistici e discorsi esperienziali, tratti caratterizzanti e aspetti intertestuali, riscoprendo quella tipica attitudine handkiana a cristallizzare in brevi miniature, in piccoli "riflessi di lingua", l’esperienza pura e universale della sensazione, il contatto con nient’altro – e niente meno – che "il peso del mondo".

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Introduzione

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L’opera di Peter Handke (Griffen, Carinzia, *1942) ha, nel suo insieme, un carattere straordinariamente “processuale”. Già nel 1984 Christoph Bartmann dedicava non a caso un intero libro a L’opera di Handke come processo, come recita il sottotitolo del saggio1. Qui un’analisi lungimirante individuava alcuni importanti fili rossi nelle prime fasi di un percorso su cui adesso, dopo più di cinquant’anni di scrittura di Handke, guadagniamo una visione più ampia e prospettica.

Ciò che oggi si offre alla vista è un tracciato innegabilmente segnato da fratture e diversioni di superficie spesso anche considerevoli, impresse da quella spiccata tendenza sperimentatrice di Handke che da sempre travolge e rimanipola in particolare le forme testuali. Ma spingendo lo sguardo oltre le sagome ineguali delle opere, si può riconoscere d’altra parte un cammino internamente molto coeso: non nel senso di una coerenza o uniformità di discorso ubiqua, ma in quello di un continuo processo evolutivo, in cui il passaggio da un lavoro all’altro (in successione peraltro serrata, essendo oggi Handke autore di quasi un centinaio di opere) riflette le varie micro-fasi di uno sviluppo di interessi e poetica guidato da un’unica direttrice, non preordinata ma tutta euristica: la ricerca dell’espressione efficace. Sotto questo aspetto, il percorso di Handke non trova mai approdo, non consegue traguardo che non rimetta immediatamente in discussione, ma resta volontariamente nella continua tensione della ricerca sui temi e sulle forme. Situazioni, nomi e luoghi corrono spesso dall’una all’altra opera, discorsi riprendono e sviluppano discorsi precedenti in assoluta disinvoltura,...

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