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Il peso del mondo e la scrittura in frammenti

Poetica della percezione e della lingua in «Das Gewicht der Welt» di Peter Handke

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Elena Stramaglia

Vibrante miscellanea di appunti, sensazioni, frammenti di esperienza, trascrizioni spontanee, la scrittura diaristica costituisce un momento imprescindibile (e una porzione abbondantissima) dell’opera di Peter Handke. I diari di Das Gewicht der Welt sono espressione immediata di quello stretto legame che l’autore austriaco stabilisce fra lo scrivere e l’esperire, la parola e il pensiero sensibile, ed aprono un importante spiraglio sul pulsante lato empirico della sua ricerca letteraria. È quindi sulla traccia di queste annotazioni che la scrittura di Handke, in particolare quella a cavallo degli anni Settanta, viene qui ripercorsa e interrogata. Questo studio ne esplora presupposti linguistici e discorsi esperienziali, tratti caratterizzanti e aspetti intertestuali, riscoprendo quella tipica attitudine handkiana a cristallizzare in brevi miniature, in piccoli "riflessi di lingua", l’esperienza pura e universale della sensazione, il contatto con nient’altro – e niente meno – che "il peso del mondo".

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3. Anamnesi ricognitiva fra engagement e problematica linguistica

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3. Anamnesi ricognitiva fra engagement e problematica linguistica

This chapter explores Handke’s work prior to Das Gewicht der Welt. It features two major focuses: language criticism and the problem of engagement. Handke draws on a long established Austrian tradition (Hofmannsthal, Wittgenstein…) to problematize language as an instrument of (mis)communication, power and control, warning from its pitfalls and challenging its limits. He thus criticises Sartre’s contention that writing should entail a direct political engagement, arguing instead for the exploration of an open and unbiased approach to the world as a primary literary goal.

3.1 Engagement… ou pas: forma e impegno in Handke

Era un giovanissimo e sprezzante Peter Handke che in un saggio dell’aprile 1966 dichiarava categoricamente di non essere affatto interessato, nello scrivere, alla «cosiddetta realtà», alla realtà sociale, bensì solamente alla realtà della lingua, aggiungendo: «io scrivo di me stesso»:

Ich interessiere mich für die sogenannte Wirklichkeit nicht, wenn ich schreibe. Sie stört mich. Wenn ich schreibe, interessiere ich mich nur für die Sprache; wenn ich nicht schreibe, ist es eine andere Sache. Beim Schreiben lenkt mich die Wirklichkeit nur ab und macht alles unrein. Ich interessiere mich auch nicht, während der literarischen Arbeit, für eine Kritik an der Gesellschaft. Es geht einfach nicht darum. Es wäre mir widerlich, meine Kritik an einer Gesellschaftsordnung in eine Geschichte zu verdrehen oder in ein Gedicht zu ästhetisieren. Das finde ich die scheußlichste Verlogenheit: sein Engagement...

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