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Migrazioni letterarie nel Settecento italiano: dal movimento alla stabilità

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Edited By Sara Garau

Il volume raccoglie i contributi dell’omonima sezione del 35. Romanistentag. Attraverso una serie di casi esemplari, affiancati da indagini di carattere tipologico, intende contribuire a circoscrivere quella modalità, così diffusa nel Settecento italiano, di migrazioni artistiche e letterarie, che non rientrano propriamente nell’esperienza odeporica, ma nemmeno sono già determinate da fattori politici. Il libro si articola seguendo gli spostamenti in senso geografico; include insieme uno sguardo intermediale, verso le arti figurative. Si mette in luce così non solo la varietà delle motivazioni e dei canali di trasferimento, ma anche i modi d’inserimento nell’alterità culturale e di rielaborazione letteraria dell’esperienza migratoria.

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«Da pianeta errante a stella fissa»: Metastasio a Vienna (William Spaggiari)

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William Spaggiari

«Da pianeta errante a stella fissa»: Metastasio a Vienna

Abstract: The almost three thousand letters of Metastasio, who was active in Rome and Naples until 1730 and then for fifty years at the court of the Habsburgs in Vienna, allow us to define the characters and changes of an entire era. Furthermore, the letters highlight the contrast between the rooting of the poet in a reassuring social and cultural reality (where he worked as a high-level, intellectual-official) and the typical ‘transmigration’ phenomena of the Eighteenth century. The constant element of the correspondence is the contrast between stability and mobility; on the one hand, there is Metastasio, an emigré far from home but in a privileged position as a ‘fixed star’ of a powerful monarchy, and, on the other, the ‘wandering planets’ of his many correspondents who were subjected to the variety and precariousness of the world.

Nel corso della lunga permanenza a Vienna, dalla primavera 1730 (quando venne chiamato come poeta di corte) al 1782 (l’anno della morte), Metastasio si spostò raramente dalla residenza, a due passi dalla Hofburg, che gli era stata messa a disposizione da Luigi Pio di Savoia, «soprintendente della musica» nei teatri della città. Le assenze furono quasi esclusivamente legate ai periodi trascorsi nelle dimore estive dell’aristocrazia e della famiglia imperiale, in Moravia; ma in almeno un caso la lontananza dalla capitale era stata motivata da più stringenti ragioni di cautela, in una fase delicata della guerra di...

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