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Variazioni sull'apocalisse

Un percorso nella cultura occidentale dal Novecento ai giorni nostri

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Edited By Alessandro Baldacci, Anna Małgorzata Brysiak and Tomasz Skocki

L’apocalisse, nelle sue innumerevoli forme e interpretazioni, costituisce uno dei temi cardine della cultura e dell’immaginario collettivo dell’ultimo secolo, in cui ritorna costantemente l’idea della fine e del «dopo la fine». Il volume si propone di indagare, in ottica comparata e interdisciplinare, le più diverse narrazioni e rappresentazioni apocalittiche del XX e XXI secolo, spaziando dalla letteratura al cinema, dall’arte alla filosofia, fino alle serie televisive contemporanee.

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Rozanov, Solov’ ëv e l’idea di un’apocalisse prossima ventura (Sergio Givone)

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Sergio Givone

Rozanov, Solov’ ëv e l’idea di un’apocalisse prossima ventura

Abstract: The essay deals with the apocalyptic thought which characterized Russia between the 19th and the 20th century, focusing in particular on the figures of Vasilij Rozanov and Vladimir Solov’ëv. Both authors face the idea of an imminent apocalypse and drammatically aim to unveil the mysterium iniquitatis of St. Paul. The article emphasizes different characteristics of the thought of these two writers, pointing out how Rozanov writes immersed in the apocalyptic trasformation of his time, convinced that Christianity brings death and entirely realizes itself in it, while Solov’ëv interrogates himself on radical and absolute evil that threatens the fundaments of life, certain that only faith in the Resurrection may preserve the “fragility of goodness” which is revealed by death.

Keywords: Vasilij Rozanov, Vladimir Solov’ëv, apocalypse, Christianity, death, resurrection

“Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso… Il drago si pose davanti alla partoriente per divorare il bambino appena nato” (Ap 12,3). A proposito di questo passo dell’Apocalisse Sergio Quinzio ha scritto nel suo Commento alla Bibbia: “Dunque, l’opera messianica può essere inghiottita dalla potenza delle tenebre nel momento stesso in cui inizia, cosa inaudita...

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