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La corrispondenza di Lodovico Antonio Muratori col mondo germanofono

Carteggi inediti- Con la collaborazione di Daniela Gianaroli

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Edited By Fabio Marri and Maria Lieber

Si completa l’edizione delle lettere scambiate tra Muratori (1672-1750) e i suoi numerosi corrispondenti di area tedesca. I carteggi coi nomi più noti (come Imhof, i Mencke, i Fabricius) erano stati curati dagli stessi autori in due pubblicazioni di questa collana ( L. A. Muratori und Deutschland, 1997; Die Glückseligkeit des gemeinen Wesens, 1999); vi si aggiunge qui, fra gli oltre 30 carteggi, quello inedito di ben 142 lettere (comprese due di Muratori, finora non attribuite) con Gottfried Philipp Spannagel, tedesco dalle origini misteriose che in Italia si presentò come «Goffredo Filippi». Sono incluse varie corrispondenze austriache, fino ad oggi edite solo in minima parte. I testi sono pubblicati dopo accurata revisione sugli originali, e preceduti da ampie introduzioni.

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Gottlieb Corte 48

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48 GOTTLIEB CORTE Gottlieb Corte (alias “Korrte”, latinamente “Cortius”) nacque nel 1698 a Bees- kow nella Bassa Lusazia e morì nel 1731 a Lipsia, città nella quale aveva studiato teologia e si era laureato nel 1720. In seguito si avviò allo studio della giurisprudenza, addottorandosi nel 1724 a Francoforte sull’Oder, e dal 1726 in- segnò a Lipsia come professore straordinario di legge. Pubblicò scritti di natura giuridica ma, grazie a tre dissertazioni su De usu orthographiae latinae (1720- 1722), e all’edizione e commento ai classici latini quali Sallustio, Cicerone e Seneca, divenne noto soprattutto come filologo classico,1 in linea coi metodi della scuola di Burmann.2 Tra il 1725 e il 1727 si rivolse a Muratori per la trascrizione di codici di Lucano, Plinio e Virgilio conservati nelle biblioteche Ambrosiana, Laurenziana ed Estense. La corrispondenza si aprì durante la preparazione dell’edizione della Phar- salia di Lucano, che Corte voleva arricchire con note di Gronovius,3 Heinsius4 e con altri commenti non ancora pubblicati; dalle annotazioni di Spanheim5 aveva inoltre appreso dell’esistenza di due manoscritti del poema all’Ambrosiana. Mu- ratori gli mandò i commenti a Lucano custoditi all’Estense,6 ed ebbe conferma del loro arrivo con una lettera di Corte del 2 ottobre 1725, da cui ricaviamo pure che il bibliotecario dell’Ambrosiana, Giuseppe Antonio Sassi, non aveva ancora risposto (sebbene Muratori gli avesse scritto in proposito fin dal 22 marzo 1725).7 Alla preghiera di sollecitare Sassi, Corte aggiunse la richiesta di copie delle lettere di Plinio e Cesare conservate all’Estense....

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