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La corrispondenza di Lodovico Antonio Muratori col mondo germanofono

Carteggi inediti- Con la collaborazione di Daniela Gianaroli

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Edited By Fabio Marri and Maria Lieber

Si completa l’edizione delle lettere scambiate tra Muratori (1672-1750) e i suoi numerosi corrispondenti di area tedesca. I carteggi coi nomi più noti (come Imhof, i Mencke, i Fabricius) erano stati curati dagli stessi autori in due pubblicazioni di questa collana ( L. A. Muratori und Deutschland, 1997; Die Glückseligkeit des gemeinen Wesens, 1999); vi si aggiunge qui, fra gli oltre 30 carteggi, quello inedito di ben 142 lettere (comprese due di Muratori, finora non attribuite) con Gottfried Philipp Spannagel, tedesco dalle origini misteriose che in Italia si presentò come «Goffredo Filippi». Sono incluse varie corrispondenze austriache, fino ad oggi edite solo in minima parte. I testi sono pubblicati dopo accurata revisione sugli originali, e preceduti da ampie introduzioni.

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Andreas Jacob von Dietrichstein 63

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63 ANDREAS JACOB VON DIETRICHSTEIN Andreas Jacob, barone di Dietrichstein e arcivescovo di Salisburgo, nacque il 27 maggio 1689 a Jihlava (Moravia; in tedesco Iglau), da una famiglia tra le più antiche e rinomate della Stiria. Nel 1697 entrò nell’Ordine di Malta, e iniziò successivamente i suoi studi a Salisburgo. Su proposta dell’imperatore Giuseppe I venne nominato canonico nel 1708, ordinato sacerdote nel 1719, e dieci anni più tardi decano del duomo; contemporaneamente ottenne il canonicato a Olo- mouc. Nel 1747 fu scelto come arcivescovo di Salisburgo, grazie al decisivo ap- poggio di Maria Teresa d’Austria, che voleva un candidato esperto di politica e vita civile, considerando il pericolo in cui si trovava l’arcivescovato a causa dei conflitti con i protestanti e l’avanzare della secolarizzazione. La consacrazione ufficiale di Dietrichstein, ad opera del vescovo di Gurk, e il conferimento del pallio di arcivescovo metropolita ebbero luogo tuttavia solo nel 1749, dopo l’approvazione del Papa. Maria Teresa si fece carico dei costi del pallio, poiché Dietrichstein non era in grado di sostenerli. A causa delle difficili condizioni fi- nanziarie dell’arcivescovato, Dietrichstein dovette amministrarne con grande oculatezza le risorse, utilizzate per il miglioramento della viabilità stradale e il servizio postale. Quanto al lato religioso, il vescovo si distinse nell’impegno per la cura delle anime e contro la superstizione. Dietrichstein riuscì a ottenere il ti- tolo di ‘Primas Germaniae’, ereditario per gli arcivescovi di Salisburgo. Morì il 5 gennaio 1753 e fu seppellito in duomo.1 A lui Muratori dedicò l’ultima opera importante, lo...

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