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La corrispondenza di Lodovico Antonio Muratori col mondo germanofono

Carteggi inediti- Con la collaborazione di Daniela Gianaroli

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Edited By Fabio Marri and Maria Lieber

Si completa l’edizione delle lettere scambiate tra Muratori (1672-1750) e i suoi numerosi corrispondenti di area tedesca. I carteggi coi nomi più noti (come Imhof, i Mencke, i Fabricius) erano stati curati dagli stessi autori in due pubblicazioni di questa collana ( L. A. Muratori und Deutschland, 1997; Die Glückseligkeit des gemeinen Wesens, 1999); vi si aggiunge qui, fra gli oltre 30 carteggi, quello inedito di ben 142 lettere (comprese due di Muratori, finora non attribuite) con Gottfried Philipp Spannagel, tedesco dalle origini misteriose che in Italia si presentò come «Goffredo Filippi». Sono incluse varie corrispondenze austriache, fino ad oggi edite solo in minima parte. I testi sono pubblicati dopo accurata revisione sugli originali, e preceduti da ampie introduzioni.

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Philipp von Stosch 422

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422 PHILIPP VON STOSCH Philipp von Stosch,1 nato nel 1691 a Küstrin (Brandenburgo) e figlio del medico Philipp Siegismund Stosch, iniziò nel 1706 a Francoforte sull’Oder lo studio della teologia, interrotto però dopo il primo triennio. Dal 1708 intraprese alcuni viaggi in Europa occidentale, giungendo in Italia tra il 1714 e il 1717. A Roma conobbe il futuro cardinale Alessandro Albani (1692-1779) e, grazie alla racco- mandazione di Bernard de Montfaucon a Giusto Fontanini, riuscì a incontrare papa Clemente XI. Dopo il ritorno dall’Italia nel 1718, la sua profonda cono- scenza delle pietre preziose antiche gli valse l’attribuzione, da parte di Augusto II di Sassonia e Polonia, di incarichi sia antiquari sia politici; per conto della corte sassone fu ad Amsterdam (1718), L’Aia (1721) e Roma (1722), dove la sua residenza divenne un punto d’attrazione per gli studiosi di antichità.2 Du- rante il soggiorno romano, Stosch ampliò la sua collezione di pietre, carte geografiche e monete e nel 1724 pubblicò, insieme al disegnatore e grafico fran- cese Bernard Picart, la monumentale opera Gemmae antiquae caelatae, sculp- torum nominibus insignitae. Ad ipsas gemmas aut earum ectypos delineatae, et aeri incisae. Gallice reddidit H. P. de Limiers (Amstelaedami, apud Bernardum Picartum),3 che lo consacrò come uno dei maggiori studiosi europei di antichità. 1 Si veda ADB 36, 1893/1971, pp. 464s.; DBA I, 1235, schede 197-260; WBIS, s. n. Stosch, Philipp von. Il titolo nobiliare spettava alla famiglia dal XVI secolo, e permise a Philipp l’ingresso in corte. Johann...

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