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Discorso, interazione, identità

Studiare il parlato attraverso i parlanti

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Giuseppe Paternostro

Il parlato è un oggetto di studio al centro degli interessi di più discipline (linguistica, semiotica, antropologia, sociologia, filosofia). Il volume intende osservare il parlato dal punto di vista dei suoi attori principali: i parlanti. Da questo particolare angolo visuale, il parlato si costituisce come una costruzione discorsiva che si sviluppa all’interno di interazioni tramite le quali i parlanti rappresentano e gestiscono le loro molteplici identità linguistiche e sociali. Discorso, interazione e identità sono i tre piani lungo i quali è possibile vedere i parlanti come soggetti attivi che usano la lingua per agire sul mondo, per descriverlo, per raccontarlo, per ragionare sui fatti che accadono sotto i loro occhi, con i loro occhi. Per questa ragione, viene analizzato un corpus di narrazioni e argomentazioni orali (raccolte nell’ambito della sezione sociovariazionale dell’Atlante Linguistico della Sicilia) in una prospettiva che integra analisi del discorso e sociolinguistica internazionale.

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Prima parte: Il parlato. Attività linguistica, attività sociale

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16 Prima parte Il parlato. Attività linguistica, attività sociale 17 Capitolo 1 Il parlato e la variazione linguistica Saper leggere il libro del mondo con parole cangianti e nessuna scrittura (Fabrizio De Andrè) 1.1 Il parlato nella ricerca linguistica 1.1.1 Il parlato e la linguistica teorica Per un lungo periodo di tempo (di fatto dalla metà dell’Ottocento, quando essa si è costituita come disciplina epistemologicamente autonoma, fino agli inizi degli anni ’70 del Novecento) la linguistica teorica ha affermato, in linea di principio, la priorità e la superiorità del parlato rispetto allo scritto4. Esemplare è la posi- zione espressa da Ferdinand de Saussure (CLG, 2a ed. italiana, 36): Lingua e scrittura sono due sistemi di segni; l’unica ragion d’essere del secondo è la rappresentazione del primo; l’oggetto linguistico non è definito dalla combinazione della forma scritta e parlata; quest’ultima costituisce da sola l’oggetto della lingui- stica. Ma il vocabolo scritto si mescola così intimamente al vocabolo parlato di cui è l’immagine, che finisce con l’usurpare il ruolo principale; così si arriva a dare altret- tanta e anzi maggiore importanza alla rappresentazione del segno vocale che al se- gno stesso. È un po’ come se si credesse che per conoscere qualcuno sia meglio guardarne la fotografia che guardarlo in faccia. Queste e altre consimili affermazioni sono tuttavia rimaste semplici enunciazio- ni di principio, in certi casi anche contraddette nei fatti. Hagége (1989) osserva che nella cultura occidentale a partire dall’invenzione della stampa e fino ai pri- mi dell’Ottocento era dominante l’idea contraria del primato della scrittura,...

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