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Le Lettere e le Arti

Due giornate in memoria di Daniela De Agostini

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Edited By Margareth Amatulli and Anna Bucarelli

Questo volume costituisce la testimonianza di un incontro organizzato dal Dipartimento di Studi Internazionali dell’Università di Urbino Carlo Bo in memoria di Daniela De Agostini, docente di Letteratura francese e proustiana di lunga data. Nell’ottica interdisciplinare e intertestuale che contraddistingue la sua stessa produzione scientifica, colleghi e amici fanno ritorno alle passioni della studiosa e agli autori da lei amati e frequentati. Due saggi teorici di natura estetica e filosofica incorniciano una serie di contributi su Proust, Balzac, Flaubert, Stendhal e Perec tracciando nuovi percorsi tra letteratura, arte e cinema.

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«Non si racconta impunemente una storia di castrazione». Il contagio delle identità in Sarrasine (Giovanni Bottiroli)

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Giovanni Bottiroli «Non si racconta impunemente una storia di castrazione». Il contagio delle identità in Sarrasine 1� La decisione di parlare oggi di un racconto di Balzac nasce dal ricordo di alcune conversazioni con Daniela, molti anni fa, a Torino� In realtà, Sarrasine non è stato un oggetto privilegiato delle nostre conversazioni di allora, che si focalizzarono su altri racconti, anch’essi legati però alla dimensione estetica, e in maniera più esplicita, come Gambara e Le chef-d’œuvre inconnu� Su questi testi Daniela è tornata in seguito, con risultati notevoli� Quella che potrebbe apparire una curiosa dimenticanza si spiega quasi certamente con il fatto che a proposito di Sarrasine un grande critico, Roland Barthes, sembrava aver detto tutto� Negli anni ’70, Sarrasine poteva apparire un testo quasi immobilizzato dal minuzioso lavoro analitico intrapreso in S/Z, un saggio di circa 200 pagine che segmentava e perlustrava un testo molto più breve, di circa 30 pagine� Ci sono stati in seguito altri tentativi di commento, come il libro di Michel Serres e quello di Bremond e Pavel:1 tentativi non privi di interesse, ma lontani dalla genialità di Barthes� In ogni caso, l’inesauribilità che siamo generalmente disposti a riconoscere a qualunque classico della letteratura va estesa agli apparati metodologici, an- ch’essi destinati a rinnovarsi� In effetti sarebbe strano se nel 2012 non riuscis- simo a dire niente di nuovo rispetto a S/Z, perché la cassetta degli attrezzi di cui disponiamo attualmente è senza dubbio più ricca di quella di cui disponeva Barthes nel 1970; così come...

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