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Il nome proprio delle cose

Oggetti narranti in opere di scrittrici postcoloniali italiane

Mario Rossi

L’autore si occupa del senso di oggetti in scrittrici migranti postcoloniali sulla base di un close reading di opere di scrittrici di espressione italiana. La parte introduttiva dà ragione del possibile significato degli oggetti in opere letterarie di carattere narrativo: sulla base di stimoli provenienti dalla narratologia critica (M. Bal), dalla semiotica (U. Eco), dalla riflessione sull’arte (N. Bryson), dalla linguistica dei corpora e dalla filosofia analitica del linguaggio propone un’interpretazione degli oggetti come entità che passano dallo stato di nomi comuni a quello di nomi propri con diverso peso specifico. L’approccio così delineato viene applicato a un corpus motivatamente scelto. La conclusione riassume i risultati sul piano dei contenuti e su quello metodologico.
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4. Elvira Dones: ricostruire il proprio mondo altrove

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Di sera chiede la madre: tu non immagini perché sono venuti quelli? Per bere caffè, dice Irena. Per vederti, dice la madre. Vedere me? dice Irena. Sì lui ti vuole, dice la madre. Cosa significa? dice Irena. Ti vuole sposare! dice la madre. Quello!227

Elvira Dones ha girato il documentario sulle vergini giurate nel 2007228. Precedentemente, nel 2003, Karin Michalski, con l’assistenza di Elke Brandenburger, aveva prodotto Pashke und Sofia, un documentario di tema analogo. L’impianto descrittivo e narrativo tuttavia è diverso: il primo descrive la vita di sei vergini giurate provenienti dall’Albania settentrionale alternando notizie tratte dalle biografie di ciascuna sulla base di criteri vagamente tematici a brani di un colloquio con un antropologo; il secondo invece confronta principalmente la vita di due donne della medesima cerchia, Pashke, anziana vergine giurata, e Sofia, giovane sposa. Da un punto di vista scenografico si deve notare che, mentre nel documentario di Michalski le due protagoniste entrano in relazione attraverso i dialoghi che vengono ripresi e presentati allo spettatore, in quello di Elvira Dones le vergini giurate non entrano ← 83 | 84 →mai in relazione reciproca diretta: la voce narrante e il montaggio della regista costituiscono il collante tra le diverse vite. Prenderemo in considerazione solo il documentario di Elvira Dones e ci porremo le seguenti domande: quanto degli oggetti presenti nella cultura del kanún e delle montagne dell’Albania settentrionale fa la sua comparsa? Quali gli aggiornamenti legati all’impatto o all’integrazione con la cultura occidentale più o meno debitrice della...

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