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Dall’architettura della lingua italiana all’architettura linguistica dell’Italia

Saggi in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier

Edited By Paul Danler and Christine Konecny

Il presente volume in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier, professoressa di linguistica italiana dell’Università di Innsbruck (Austria), comprende più di 40 saggi incentrati sull’architettura in senso linguistico: dopo la prima sezione sull’ architettura della lingua italiana ovvero sull’insieme delle sue variazioni a livello diacronico, diatopico, diastratico, diafasico e diamesico, segue una seconda sezione i cui contributi riguardano l’ architettura linguistica dell’Italia, ovvero la situazione linguistica in Italia e le diverse lingue minoritarie parlate sul territorio italiano (per esempio il ladino, il friulano, il sardo, il cimbro). In fondo al volume vi è una terza ed ultima sezione intitolata L’italiano nel mondo, che contiene fra l’altro contributi sull’italiano quale lingua soggetta a fenomeni linguistici panromanzi, paneuropei e internazionali.
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Le prove di grammatica nei test Invalsi: luci e ombre

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MARIA G. LO DUCA (PADOVA)

1. Che cos’è l’INVALSI e come opera

L’INVALSI, o Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di istruzione e di formazione, è un “ente di ricerca dotato di personalità giuridica di diritto pubblico”, che ha principalmente lo scopo di effettuare “verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa delle istituzioni di istruzione e di istruzione e formazione professionale […] in particolare gestisce il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV)”.1 Attraverso il SVN l’Invalsi – che opera, per quanto attiene alla valutazione degli apprendimenti scolastici, dall’a.s. 2007-2008 (Direttiva n. 52, 19 giugno 2007, sito dell’Invalsi) – predispone e somministra ogni anno a tutti gli studenti che frequentano la scuola italiana delle prove attentamente calibrate sulla base del livello scolare, e posizionate: nella seconda e nella quinta classe del ciclo Primario (età prevalente degli allievi rispettivamente 7-8 e 10-11 anni); nella prima e nella terza classe della Secondaria di I grado (età degli allievi 11-12 e 13-14 anni); nella seconda classe della Secondaria di II grado (età degli allievi 15-16 anni). Dunque gli studenti italiani ‘incontrano’ ripetutamente queste prove, ed è già allo studio l’estensione della prova anche alla quinta classe della Secondaria di II grado (età 18-19), quindi immediatamente prima della iscrizione all’Università. La valutazione dei livelli di apprendimento conseguiti dagli studenti, che prevede anche la restituzione alle scuole degli esiti delle prove, in modo da “fornire uno stimolo continuo ed efficace alla individuazione degli aspetti...

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