Show Less
Restricted access

Dall’architettura della lingua italiana all’architettura linguistica dell’Italia

Saggi in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier

Edited By Paul Danler and Christine Konecny

Il presente volume in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier, professoressa di linguistica italiana dell’Università di Innsbruck (Austria), comprende più di 40 saggi incentrati sull’architettura in senso linguistico: dopo la prima sezione sull’ architettura della lingua italiana ovvero sull’insieme delle sue variazioni a livello diacronico, diatopico, diastratico, diafasico e diamesico, segue una seconda sezione i cui contributi riguardano l’ architettura linguistica dell’Italia, ovvero la situazione linguistica in Italia e le diverse lingue minoritarie parlate sul territorio italiano (per esempio il ladino, il friulano, il sardo, il cimbro). In fondo al volume vi è una terza ed ultima sezione intitolata L’italiano nel mondo, che contiene fra l’altro contributi sull’italiano quale lingua soggetta a fenomeni linguistici panromanzi, paneuropei e internazionali.
Show Summary Details
Restricted access

Ossimoro e Adynaton. Per una linguistica delle figure di stile

Extract



LORENZO RENZI (PADOVA)

1. Introduzione

La linguistica moderna e la filosofia del linguaggio ci forniscono oggi gli strumenti per capire meglio, e anche per classificare in un ordine più perspicuo, quei procedimenti della lingua che la retorica antica chiamava “figure”. Con questo, possiamo riacquisirle alla stilistica, di dove Charles Bally (1905; 1909; 1965), il fondatore della moderna stilistica della lingua (distinta dalla stilistica letteraria), le aveva bandite, seguito dai suoi epigoni, molti dei quali di non poco conto.

Le figure di stile si possono ordinare secondo una gerarchia linguistica che va dai livelli più alti, quelli pragmatico e logico, a quelli via via inferiori: sintattico, morfologico, fonologico, lessicale. Questo ordinamento è diverso da quelli dei trattati di retorica. La gran parte delle figure sono quelle trasmesse dalla tradizione della retorica, spesso riprese nella poetica strutturalista. Le figure corrispondono in genere a intuizioni sicure da parte di chi le osserva. Per es. che “quel ragazzo è un terremoto” sia una metafora è altrettanto intuitivo del fatto che “terremoto” sia un nome e “il” articolo. A qualcuno potrà mancare il nome, ma l’idea c’è già. Ai margini dei fenomeni, tuttavia, come è normale, ci sono dei casi di dubbi. Possiamo essere incerti in certi casi di quale figura si tratti. L’assegnazione infatti, sempre come nella grammatica, può essere dubbia, o si raggiunge non di colpo ma solo con analisi più sottili. Così Nicolas Ruwet (1975) può argomentare per pagine e pagine su casi incerti tra sineddoche e metafora,...

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.