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La Forma del Sogno. La rappresentazione del sogno in romanzi tedeschi e francesi degli anni '70 tra filologia e fisiologia

Die Form des Traums. Die Traumdarstellung in deutschen und französischen Romanen der 70er Jahre zwischen Philologie und Physiologie

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Francesca Bravi

Wenn alle Schriftsteller den Spruch «tell a dream, lose a reader» beachtet hätten, würde man kaum Träume in der Literatur finden. Zum Glück zeigt die Literaturgeschichte ganz im Gegenteil, dass die Tradition des somnium fictum eine sehr reichhaltige ist.
Um Träume in der Literatur oder Kunst zu beschreiben, nutzte die Literaturwissenschaft bislang fast ausschließlich die von Sigmund Freud entwickelten psychologischen und psychoanalytischen Vorgehensweisen. Diese Arbeit dagegen nähert sich dem erzählten Traum anhand des neurophysiologischen Ansatzes von Allan J. Hobson.
Untersucht werden Traumsequenzen aus Traumtagebüchern oder Tagebüchern von Schriftstellerinnen aus Frankreich und der ehemaligen DDR (Marguerite Yourcenar, Hélène Cixous, Marie Cardinal, Maxie Wander, Christa Wolf und Christine Wolter). Dabei zeigt sich, dass Traumdarstellungen erst in der interdisziplinären und interkulturellen Sicht, im Dialog zwischen Philologie und Neurophysiologie, begrifflich zu fassen sind.

Se tutti gli scrittori avessero rispettato il detto «tell a dream, lose a reader» non si troverebbero che pochi sogni in letteratura. Per fortuna la storia della letteratura mostra il contrario e cioè che la traduzione del somnium fictum è in realtà molto ricca. Finora la critica letteraria si è quasi esclusivamente concentrata sul procedimento psicologico o meglio psicoanalitico di analizzare il sogno nell’arte e nella letteratura.
In questo lavoro si mostra, come sia possibile avvicinare l’approccio neurofisiologico di Allan J. Hobson al testo del sogno raccontato. Per fare questo è necessario fare un ulteriore passo metodologico, con cui è possible esaminare a fondo le strutture sintattiche di un testo di sogno e renderne comprensibile la peculiare qualità letteraria.
Vengono presentate sequenze di sogno, che provengono da diari onirici e diari di scrittrici della RDT e della Francia (Marguerite Yourcenar, Hélène Cixous, Maxie Wander e Christa Wolf) così come dai romanzi degli anni ‘70 del XX secolo che costituiscono il vero corpus d’analisi (Christine Wolter e Marie Cardinal). L’innovativa tesi, che viene qui presentata, mostra che solo un punto di vista interdisciplinare e interculturale, nel dialogo tra filologia e neurofisiologia, può cogliere concettualmente la rappresentazione di sogno.