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Stampa e regimi

Studi su "Legioni e Falangi/Legiones y Falanges</I>, una "Rivista d’Italia e di Spagna</I>

by Chiara Sinatra (Volume editor)
©2015 Edited Collection VIII, 455 Pages

Summary

Come tutta la stampa «di regime» anche Legioni e Falangi. Rivista d’Italia e di Spagna / Legiones y Falanges. Revista mensual de Italia y de España (1940–1943), pubblicata tra Roma e Madrid, può leggersi come una narrazione univoca degli avvenimenti di quegli anni attraverso le immagini e i testi che la componevano. Come una sorta di koiné culturale fascista, la rivista attuava una politica – anche lingüística – basata sugli ideali e i valori identitari ostentatamente condivisi dai due totalitarismi. Grazie a una visione trasversale di entrambe le edizioni, i saggi in italiano e in spagnolo contenuti in questo volume analizzano la rivista, ricalcandone il bilinguismo, come un esempio paradigmático delle relazioni politiche e culturali tra l’Italia fascista e la Spagna del primo Franchismo, ma soprattutto come uno strumento d’informazione e di formazione propagandistica in cui la costruzione del discorso – ma anche il racconto, l’immagine fotografi ca e la «settima arte» – convergono per sostenere l’immediatezza del messaggio ideologico.
Como toda prensa «de régimen» también Legioni e Falangi. Rivista d'Italia e di Spagna / Legiones y Falanges. Revista mensual de Italia y de España (1940 – 1943), que se publicó paralelamente entre Roma y Madrid, puede leerse como una narración uniforme de los acontecimientos de la época gracias a las imágenes y a los textos que la componían. Lugar privilegiado donde se reunía lo más destacado de la cultura y de la política de ambos países, gracias al bilingüismo y a la traducción en la revista se concretaba una política – también lingüística- basada en los ideales y en los valores aparentemente compartidos por los dos totalitarismos. Desde un enfoque polifacético que abarca ambas ediciones, los ensayos in italiano y en español recogidos en este volumen estudian la revista Legioni e Falangi/Legiones y Falanges no solo como un modelo de las relaciones culturales y políticas entre la Italia fascista y la España de la posguerra, sino también como uno de los medios de informac ión y formación propagandística donde todo contribuía a reafirmar el mensaje ideológico y su pronta recepción.

Table Of Contents

  • Cubierta
  • Título
  • Copyright
  • Sobre el autor/el editor
  • Sobre el libro
  • Esta edición en formato eBook puede ser citada
  • Indice generale
  • Presentazione
  • Catalogo
  • Pagina web
  • Presentación
  • Catálogo
  • Página Web
  • Note su un’iniziativa editoriale di regime
  • Gráfica y totalitarismo. El caso de la revista Legiones y Falanges
  • Legiones y Falanges: una aproximación a los anuncios publicitarios
  • La traduzione come specchio identitario in Legioni e Falangi / Legiones y Falanges
  • ‘Sostitute d’onore’. Las mujeres en Legiones y Falanges
  • Un lessico fascista per un ordine mondiale. Il lemmario politico di Legioni e Falangi
  • Eduardo Aunós, de una dictadura a otra. Autoritarismo, corporativismo y fascistización en España (1918-1945)
  • Imágenes de Marruecos en la prensa del régimen franquista
  • L’egemonia anglosassone nella rivista Legioni e Falangi. Costruzioni ideologiche e identitarie
  • La construcción de la identidad grupal en el discurso ideológico
  • Legiones y Falanges: Estrategias argumentativas para ‘una España Nueva, Libre y Grande’
  • Scrittura autoreferenziale negli articoli letterari di Legioni e Falangi / Legiones y Falanges
  • “Scrisse di tutto e fu sempre lui”: Orio Vergani e la parabola di Legioni e Falangi tra reportage e racconto
  • Militanza e critica letteraria in Legiones y Falanges
  • Una pagina inedita di interventismo culturale. I contributi letterari di Legioni e Falangi
  • Escritores valencianos y referencias a Valencia en Legiones y Falanges
  • Cine ítalo-español y actualidad cinematográfica en la prensa falangista
  • El reflejo de la actividad lingüística académica en Legiones y Falanges
  • L’argot del legionario: un esempio di commistione e commutazione di codice in Legiones y Falanges
  • Note bio-bibliografiche autori

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Presentazione

CHIARA SINATRA

I saggi che costituiscono questo volume sono il risultato di un approccio critico su più versanti a Legioni e Falangi. Rivista d’Italia e di Spagna/ Legiones y Falanges. Revista mensual de Italia y de España condotto con il fine di recuperare i paradigmi culturali dei totalitarismi che questa pubblicazione raccolse e di cui si fece espressione. La rivista fu, infatti, il risultato di un preciso progetto politico-culturale volto a vincolare l’Italia fascista – pronta a entrare nella seconda guerra mondiale – con la Spagna franchista posbélica. Un’unione resa possibile oltre che – comprensibilmente – dalla comune base ideologica, anche dal linguaggio e dai temi che permeano l’ambiente politico e sociale ricreato dalla rivista. Sebbene in letteratura vi sia testimonianza dell’impegno profuso dai due regimi nel realizzare questo progetto editoriale bilingue grazie all’intervento di intellettuali di indubbio calibro di entrambi i paesi che legarono la loro firma a Legioni e Falangi/Legiones y Falanges, la bibliografia sull’argomento è assai limitata, soprattutto in Italia, mentre in Spagna si registrano alcune esperienze di riflessione parziale su questa pubblicazione. Il patrimonio bibliotecario italiano e quello spagnolo a tutt’oggi sono carenti della digitalizzazione e catalogazione della rivista, sebbene essa sia reperibile lacunosa nell’edizione italiana presso la Biblioteca Nazionale (2 numeri) e la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma (30 numeri); è invece completa (33 numeri) presso la Biblioteca della Fondazione Casa Oriani di Ravenna, da cui proviene il corpus catalogato dal gruppo di ricerca. La versione digitalizzata dell’edizione italiana completa è attualmente disponibile in linea sul sito della South Florida University Library. L’edizione spagnola cartacea completa si trova invece presso la Biblioteca Nacional di Madrid – dove è stata reperita – ed è presente con pochi numeri presso l’Hemeroteca Municipal del Ayuntamiento di Madrid. Dal catalogo on line risulta, infine, ← 1 | 2 → un’edizione completa di Legiones y Falanges presso la Biblioteca della Universidad de Castilla – La Mancha.

Quello che presentiamo qui è, dunque, il primo studio monografico complessivo mai realizzato su Legioni e Falangi/Legiones y Falanges, reso possibile dall’acquisizione del corpus da parte del gruppo di ricerca che ha operato una prima catalogazione di entrambe le edizioni.1 La visione trasversale proposta dai saggi contenuti in questo volume permette tra l’altro di seguire l’evoluzione della vicenda editoriale di Legioni e Falangi/Legiones y Falanges e di interpretare perfettamente i mutamenti storici e politico-culturali che ne condizionarono l’uscita. Attraverso i contributi redatti in italiano e in spagnolo che qui si presentano, si vuole offrire, a chi si appresta alla rilettura di questa Rivista d’Italia e di Spagna, la visione storica, artistica, letteraria, linguistica e sociologica cui fece capo quel progetto editoriale, mentre il bilinguismo di questo libro trae ispirazione da quello già proprio della rivista.

Al fine di snellire la lettura dei riferimenti bibliografici del corpus citato in ogni studio, si è scelto il seguente criterio: Legioni e Falangi: L/F, numero, anno editoriale, anno, pagine; Legiones y Falanges: Ls/Fs, numero, anno editoriale, anno, pagine.

I. Le «Note su un’iniziativa editoriale di regime», a cura di chi scrive, cercano di chiarire – senza alcuna pretesa di esaustività – in che contesto politico s’inquadra la nascita della pubblicazione oggetto del nostro studio, ripercorrendo per grandi linee la traiettoria dell’atteggiamento assunto dal regime fascista e da quello franchista riguardo alla propaganda all’estero attraverso la stampa. Inoltre, il saggio raccoglie i primi esiti della ricostruzione della vicenda editoriale e politica che si presume portò alla scissione, nel maggio del 1941, della redazione di Legioni e Falangi da quella di Legiones Falanges, fino al sesto numero riunite nella sede romana della Garzanti. Segue una breve descrizione della struttura della rivista con particolare riferimento alle rubriche speculari che si ritrovavano in entrambe le edizioni. ← 2 | 3 →

Attraverso lo studio della grafica e delle fotografie – a partire dalle immagini delle copertine – Alina Navas nel suo saggio dal titolo «Gráfica y totalitarismo. El caso de la revista Legiones y Falanges» compara le due edizioni della rivista con altre pubblicazioni coeve èdite sia dai servizi di propaganda del primo franchismo sia da quelli dell’ultimo fascismo in cui, nonostante conviva un modello comune, si apprezzano importanti differenze nei temi e nelle forme in cui essa si articola.

Le relazioni culturali e politiche tra la Spagna e l’Italia si concretizzarono in quegli anni attraverso informazioni di natura diversa, è quanto sostiene Rosa Mateu Serra nel saggio «Legiones y Falanges: una aproximación a los anuncios pubblicitarios», il cui proposito è di avviare un’analisi della sezione dedicata agli annunci pubblicitari, in cui – in maniera più o meno esplicita – si delineano aspetti che possono fornire dati interessanti specialmente per ciò che riguarda la vita quotidiana dell’epoca: tipologia dei prodotti pubblicizzati, tipo di pubblico a cui ci si rivolge, valori trasmessi, etc. In effetti, tra queste pagine si può ritrovare una forma di persuasione diretta a un pubblico cui si pretende trasmettere o inculcare una serie di valori imperanti o che si cerca di perpetuare.

A partire dall’idea originaria di una rivista che presentasse i medesimi contenuti in edizione bilingue, come era quella alla base del progetto editoriale di Legioni e Falangi/Legiones y Falanges, nel contributo «La traduzione come specchio identitario in Legioni e Falangi/Legiones y Falanges» – a firma della curatrice del volume – si vuole intendere la traduzione innanzitutto in un’ottica meta- testuale come fatto culturale che permette alla rivista di esistere attraverso la pubblicazione simultanea nelle due lingue e in accordo con l’apparato ideologico dei due regimi. La catalogazione del corpus ha consentito di valutare quanto abbia influito la presenza dei testi tradotti nelle due edizioni, siano essi articoli, editoriali, opere di creazione letteraria o di critica. In una prospettiva intertestuale, invece, i contributi sulla traduzione di alcuni tra i maggiori studiosi dell’epoca (Juan Ramón Masoliver, Ettore De Zuani, Martín de Riquer) in Legioni e Falangi/Legiones y Falanges sono da intendersi come una riflessione, attraverso l’opera individuale o in prospettiva filologica, su metodi e processi traduttivi. Gli stessi testi sono da ← 3 | 4 → considerarsi indicativi anche di una visione “di regime” della traduzione nell’ambito delle relazioni culturali tra Italia e Spagna in questo periodo e nei confronti dei nemici comuni.

Prende le mosse dal concetto di “genere” come uno dei paradigmi culturali cui i regimi totalitari riservarono la massima priorità, il saggio «‘Sostitute d’onore’. Las mujeres en Legiones y Falanges», che raccoglie le riflessioni di Mechthild Albert a partire dall’analisi di un corpus di articoli tratto dalla rivista. L’autrice ha potuto constatare come tutta una serie di organizzazioni specifiche – Arbeitsdienst, Littorali femminili del lavoro, Auxilio social e Falange Femenina – dimostrassero l’importanza data alla donna dai regimi fascisti e lo sforzo da essi compiuto per formarla attraverso queste istituzioni e in che misura si rendessero manifeste le ambiguità relative al concetto di genere. In particolare, è l’esperienza quotidiana del lavoro a segnare un primo passo verso l’emancipazione. Tuttavia, nonostante la dimostrazione della loro competenza professionale, per le donne l’uguaglianza con gli uomini rimane un fatto provvisorio. Indipendentemente dal loro valore, le donne resteranno nient’altro che delle “Sostitute d’onore”.

Si snoda attraverso una prospettiva storica il saggio di Matteo Di Figlia «Un lessico fascista per un ordine mondiale. Il lemmario politico di Legioni e Falangi», in cui l’autore si prefigge di rispondere a diverse questioni riguardanti la funzione politica che poteva svolgere Legioni e Falangi negli intendimenti dei suoi promotori italiani: come veniva attualizzato in quegli anni il legame tra l’Italia fascista e una Spagna appena uscita dalla guerra civile, quale significato attribuivano i fascisti a un’ iniziativa editoriale condivisa da un paese impegnato nella seconda guerra mondiale e uno che da quel conflitto restava distante. Il saggio cerca di mettere a fuoco il contributo dato da alcuni giornalisti la cui partecipazione nella rivista fu particolarmente assidua (come ad esempio Giovanni Ansaldo). Ma, soprattutto, si tenta di definire un lemmario, un insieme di concetti chiave: termini o espressioni quali “rivoluzione”, “marcia”, “gioventù”, “guerra civile” che informavano l’universo semantico offerto dagli articoli dell’edizione italiana. Da esso, sostiene l’autore, trapelavano alcune delle più profonde tensioni che stavano allora scuotendo e rimodulando le forme dell’autorappresentazione fascista. ← 4 | 5 →

Si colloca sul versante spagnolo, invece, il lavoro dello storico Josep Gelonch Solé, «Eduardo Aunós, de una dictadura a otra. Autoritarismo, corporativismo y fascistización en España (1918-1945)», che analizza la traiettoria politica e ideologica del giurista, scrittore e politico leridano, presente con diversi contributi in Legiones y Falanges. Nonostante Aunós sia considerato il principale fautore del corporativismo sociale e politico della Spagna degli anni Venti e Trenta, la sua biografia politica ha ricevuto tuttavia un’attenzione non adeguata da parte della storiografia. Ministro nelle due dittature spagnole dell’epoca, quella di Primo de Rivera e quella di Franco, la sua traiettoria politica e ideologica è molto rappresentativa dei processi di radicalizzazione antiliberale e antidemocratica e di fascistizzazione sperimentati dall’insieme della destra autoritaria spagnola nel periodo 1914-1945, parallelamente a ciò che accadeva in Europa. L’influenza dei pensatori, dei movimenti politici e degli avvenimenti europei è la chiave che permette di comprendere le diverse risposte politiche autoritarie che furono avanzate di fronte alla crisi del liberalismo parlamentare e democratico, i profondi conflitti sociali e le richieste di un forte movimento operaio.

Il saggio di Mostafa Ammadi dal titolo «Imágenes de Marruecos en la prensa del régimen franquista» presenta una riflessione sulle testimonianze che la stampa degli anni Quaranta offre sul Marocco e sulle immagini contraddittorie che di esso rimanda. Da un lato, infatti, si mostra il valore che ebbe agli occhi delle potenze internazionali – per motivi militari ed economici – un territorio situato in una zona strategica; dall’altro il Marocco è ancora un paese immerso in antiche tradizioni e sussidiario dell’assistenza coloniale. Nel caso della Spagna si trattava di un fedele alleato del regime franchista. L’autore dimostra come questi tre nodi cruciali si sviluppino anche negli articoli della rivista italo-spagnola.

Sebbene in prospettiva diversa, la visione di un paese terzo è presente anche nel saggio di Cinzia Giacinta Spinzi «L’egemonia anglosassone nella rivista Legioni e Falangi. Costruzioni ideologiche e identitarie», che, attraverso l’analisi linguistica funzionale di alcuni articoli dell’edizione italiana di Legioni e Falangi, ha condotto uno ← 5 | 6 → studio sull’ideologia che li ha intessuti in relazione alla costruzione di una identità inglese di tipo egemonico. Partendo dalla catalogazione operata dal gruppo di ricerca, l’autrice ha preso in considerazione alcuni articoli che trattano da vicino la questione inglese in rapporto all’intesa italo-spagnola. Vari “discorsi” si intrecciano nella rivista, da quello storico a quello geografico, da quello spirituale a quello sentimentale al fine di giustificare ideologicamente un comportamento e un profilo avido, opportunista, perfido e poco sensibile quale quello attribuito dall’identità fascista a quella inglese.

A proposito delle costruzioni identitarie che prendono forma attraverso i testi che compongono la rivista, il saggio di Catalina Fuentes Rodríguez, «La construcción de la identidad grupal en el discurso ideológico», analizza la costruzione discorsiva dell’immagine di gruppo del falangista e dell’uso che di essa si fa come strumento ideologico per rafforzare l’immagine dell’endogruppo e convincere il destinatario della bontà della propria posizione in contrasto con la tesi della parte avversa. Riunendo la metodologia propria della linguistica pragmatica e dell’Análisis Crítico del Discurso, si affrontano le strategie argomentative utilizzate e le espressioni linguistiche scelte, concentrandosi fondamentalmente sul lessico.

Nell’edizione spagnola della rivista oggetto del nostro studio il testo giornalistico risponde a un chiaro disegno ideologico, che mira alla costruzione di una “nuova” identità nazionale. E’ questo il tema del saggio di Carla Prestigiacomo dal titolo «Legiones y Falanges: estrategias argumentativas para ‘una España Nueva, Libre y Grande’». In questo senso, l’attualità sociale e politica, ma anche la scelta dei contenuti culturali, sotto l’autorevolezza della firma del soggetto argomentante, assumono i toni del discorso ideologico e performativo, plasmando coscienze e muovendo all’azione. In questo contesto, la persuasione può assumere i toni della manipolazione, della messa in atto di una forma di influenza illegittima. Così, temi come la guerra, la rivoluzione, l’impero, il declino e la resurrezione della Spagna, la cristiandad y la cruzada, la sangre hispana o il pericolo “rosso”, definiscono un discorso ideologico, dai toni populisti e fascisti (ma anche religiosi), che mira a costruire una ‘España Nueva, Libre y Grande’ ← 6 | 7 → per la quale il regime totalitario e la partecipazione alla seconda guerra mondiale diventano strumenti imprescindibili per il successo.

Uno spazio rilevante in entrambe le edizioni della rivista è dedicato alla letteratura. Il discorso composito del testo giornalistico si arricchisce così di cronaca narrativa, fiction storico-documentaria, racconti, testi odeporici, composizioni poetiche inserite in saggi brevi o riflessioni di un cospicuo numero di scrittori e poeti del momento, potenziandosi attraverso traduzioni, recensioni, commenti, scambi e rimandi referenziali tra i due paesi. Nel recuperare i paradigmi letterari della rivista, Assunta Polizzi ha percepito una scrittura spesso articolata sulla dimensione dell’Io e da essa determinata. Il macrotesto giornalistico e il discorso attualizzante su cui poggia, pur accogliendo la pluralità di voci e di visioni, necessita della immediatezza e della responsabilità autoriale di un soggetto che nel presente racconta a partire dalla propria esperienza. Tali testi ricevono la pressione attualizzante del macrotesto in cui si collocano, la rivista, e mostrano un “sovraccarico” di riferimenti socioculturali e ideologici. Pertanto, nello studio «Scrittura autoreferenziale negli articoli letterari di Legioni e Falangi/Legiones y Falanges», l’autrice ha scelto alcuni esempi di un corpus, in entrambe le edizioni, in cui si modula la pratica dell’ autoreferenzialità.

Il lavoro di Donatella La Monaca «“Scrisse di tutto e fu sempre lui”: Orio Vergani e la parabola di Legioni e Falangi tra reportage e racconto» ripercorre il lungo racconto della vita della penisola iberica iniziato nel 1936 così come si delinea dalle colonne del periodico attraverso gli articoli dello scrittore durante il triennio della militanza ideologica della rivista, dal 1940 al 1943. A quell’estate risale, infatti, la reclusione, per mano anarchica, del giornalista, inviato dal Corriere della Sera per saggiare i prodromi di quella che a breve sarebbe divampata come una sanguinosa e spietata guerra civile. Si susseguono, dal suo rientro, con regolarità, sul rotocalco mensile, edito in Italia e in Spagna, i capitoli di un unico “discorso” sempre più scevro da concessioni oratorie all’eloquio ufficiale, di riferimenti ideologici e slittato verso l’affabulazione evocativa, la traduzione narrativa dei dati memoriali, la costruzione sensoriale dell’immagine, il ritmo diaristico. Dall’ «Assedio dell’Alcazar. Film di un popolo» del 1940 alla ← 7 | 8 → «Grande vasca» del 1943, secondo l’autrice prende corpo un percorso di significativa rimeditazione del vissuto personale e storico di Vergani e che, non a caso, si chiude nell’ultimo anno con prose di invenzione pura.

Di rilievo nella rivista è anche la sezione di critica letteraria, esplorata da Antonella Russo in «Militanza e critica letteraria in Legiones y Falanges». Secondo l’autrice gli articoli – tra gli altri – a firma di Concha Espina, Alfredo Marqueríe, Pedro Mourlane Michelena, Cristóbal de Castro o Joaquín de Entrambasaguas, costituiscono un’interessante raccolta di testi in cui si mescolano tono informativo e soggettività, con l’intenzione non solo di orientare il lettore nel panorama letterario ma anche di ordinarne i riferimenti e il mondo. Ancor prima che attraverso le valutazioni su autori o testi, è nella selezione accurata dei contenuti, che vanno dai classici al teatro contemporaneo con particolare attenzione ai Secoli d’Oro che, secondo Russo, in Legiones y Falanges si costituisce uno schizzo del paradigma letterario nacional, componente sostanziale dell’operazione di costruzione e legittimazione del potere da parte del regime.

Una lettura dei contenuti della rivista attraverso le firme che vi scrissero in relazione ad altre pubblicazioni dell’epoca compone la riflessione di Domenica Perrone «Una pagina inedita di interventismo culturale: gli articoli letterari di Legioni e Falangi». Il saggio prende le mosse dal confronto con la rivista di Lettere ed Arti d’Italia, Primato, diretta da Bottai, il cui primo numero usciva l’uno marzo 1940. Nell’analisi di Perrone il mensile italo-spagnolo fa da contraltare alla proposta elitaria del quindicinale di Bottai, concentrata eminentemente su una prospettiva artistica, letteraria e filosofica. La pagina letteraria in Legioni e Falangi spesso viene fuori, secondo l’autrice, dall’intreccio di istanze diverse come accade, per esempio, in alcuni scrittori come Nino Ruggeri, una delle firme più assidue che si fa interprete degli intenti della rivista. A penne come la sua si uniscono poi quelle di giornalisti scrittori come Orio Vergani, di giornalisti filologi come Francesco Piccolo, autori di interessanti reportages. Costituiscono inoltre importanti apporti quello di Salvatore Battaglia, grande filologo romanzo, sul Poema de mío Cid e quello evocativo memorialistico di Ercole Patti. ← 8 | 9 →

Si sviluppa con riferimento al panorama letterario dell’epoca anche il contributo di Rogelio Rodríguez Pellicer «Escritores valencianos y referencias a Valencia en Legiones y Falanges». Intellettuali della Comunidad Valenciana come José Martínez Ruiz (Azorín), Samuel Ros Pardo e Juan Beneyto Pérez collaborarono con questa pubblicazione periodica d’ispirazione falangista con testi di creazione letteraria e di carattere ideologico. Il testo è volto a cogliere, nelle due edizioni della rivista, tra i riferimenti patriottici alla guerra che si propagava nel mondo in quel momento, allusioni a Valencia, alla sua storia, alle sue usanze e alle sue festività.

La stampa degli anni Quaranta rispecchiò l’interesse politico utilizzando il cinema come strumento di propaganda. María Ángeles García Collado si occupa di cogliere questo orientamento attraverso la lettura di numerosi articoli che compongono in Legiones y Falanges la sezione “Voces de la pantalla”. Il saggio «Cine ítalo-español y actualidad cinematográfica en la prensa falangista» evidenzia come i giornali e le riviste dell’epoca diedero al cinema uno spazio privilegiato e tra le loro pagine rappresentarono gli interessi incrociati da un lato dei meccanismi di censura e di controllo ideologico del governo attraverso il commento orientato di pellicole di attualità, e dall’altro la diffusione di notizie dell’incipiente industria cinematografica dirette a un pubblico straordinariamente attratto dal cinema. Queste traiettorie divergenti di propaganda, cultura popolare e settima arte si ricongiungono nella rivista Legioni e Falangi / Legiones y Falanges.

Il rapporto tra la maggiore istituzione culturale in materia di politica linguistica e la nostra rivista è oggetto dello studio di María Matesanz del Barrio «El reflejo de la actividad lingüística de la Academia en Legiones y Falanges». Tra gli autori che vi scrissero e che furono membri della Real Academia Española (RAE) ritroviamo nomi importanti quali Azorín, Manuel Machado, Cela, Caro Baroja, Eugenio d’Ors, Julio Casares o José María Pemán, sebbene non tutti fossero accademici negli anni della pubblicazione (1940-1943). Nonostante l’origine e l’orientamento di questa rivista, gli articoli pubblicati da accademici della RAE non adottano la medesima prospettiva. Così, alcuni sono di carattere esclusivamente letterario, altri strettamente ← 9 | 10 → linguistico e altri tra la letteratura e la linguistica lasciano intravedere l’ideologia dominante di quegli anni, in accordo con i regimi totalitari e fascisti di Italia e Spagna. L’autrice restringe l’analisi ai testi che in maniera più diretta s’identificano con una parte fondamentale dei lavori dell’Accademia: l’attività lessicografica.

Details

Pages
VIII, 455
Year
2015
ISBN (PDF)
9783035108453
ISBN (ePUB)
9783035194210
ISBN (MOBI)
9783035194203
ISBN (Softcover)
9783034316217
DOI
10.3726/978-3-0351-0845-3
Language
Spanish
Publication date
2015 (May)
Keywords
Franco Mussolini totalitarismo fascista
Published
Bern, Berlin, Bruxelles, Frankfurt am Main, New York, Oxford, Wien, 2015. VIII, 456 p., 3 ill. b/n, 6 tab.

Biographical notes

Chiara Sinatra (Volume editor)

Chiara Sinatra è Ricercatrice di Lingua e Traduzione Spagnola. Dottore di Ricerca in Lingue e Letterature Iberiche e iberoamericane, la sua attività di ricerca s’incentra principalmente sulla linguistica applicata. In ambito letterario ha lavorato sulle manifestazioni di odio cainita durante la Guerra Civile. Chiara Sinatra es investigadora de Lingua e Traduzione Spagnola. Doctora en Lingue e Letterature Iberiche e iberoamericane por la Universidad de Palermo, su actividad se centra básicamente en la lingüística aplicada. En el ámbito literario ha trabajado las distintas formas de odio cainita a lo largo de la Guerra Civil.

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