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Pirandello tra memoria, rappresentazione e immagine

by Domenica Elisa Cicala (Volume editor) Fausto De Michele (Volume editor)
Edited Collection XII, 256 Pages

Summary

A più di 150 anni dalla nascita, Luigi Pirandello resta un autore dall’attualità sorprendente. La sua modernità affonda le radici nella memoria culturale, a cui il premio Nobel appartiene con la sua opera che abbraccia tutti i generi della letteratura, dalla narrativa al teatro, ma che è anche presente nei mass media: cinema, radio e televisione. Questa miscellanea raccoglie i contributi di diversi studiosi europei e presenta i risultati delle più recenti ricerche dall’attuale prospettiva degli studi culturali, con approcci critici focalizzati su teoria e critica della letteratura, teatro dei miti, letterature comparate, teorie femministe, narrated community e intermedialità. Il comune denominatore dei contributi e delle metodologie di ricerca applicate si trova nelle diverse declinazioni dei concetti culturali di memoria, rappresentazione e immagine.
Il volume è arricchito da un atto unico inedito di Paolo Puppa che mette in scena il rapporto tormentato tra Luigi e Stefano Pirandello.

Table Of Content

  • Cover
  • Title
  • Copyright
  • About the author
  • About the book
  • This eBook can be cited
  • Indice
  • Prefazione (Rino Caputo)
  • Introduzione (Domenica Elisa Cicala / Fausto De Michele)
  • 1. La memoria risorgimentale ne I vecchi e i giovani di Luigi Pirandello (Steffen Schneider)
  • 2. Verità delle madri: il ruolo dell’illusione e della memoria ne L’altro figlio e ne La vita che ti diedi (Alice Flemrová)
  • 3. ‘Il vero e perfetto tipo umano’: riflessioni sulla maternità in Pirandello (Serena Todesco)
  • 4. Come tu mi racconti: identità e recitazione femminili dentro e fuori le trame di Come tu mi vuoi e Trovarsi (Marialaura Simeone)
  • 5. Pirandello e l’ORF: aspetti della ricezione di Luigi Pirandello nei mass media austriaci (Fausto De Michele)
  • 6. L’attesa dell’altro, l’assenza dell’altro, la paura dell’altro (Paolo Puppa)
  • 7. La narrazione simultanea nelle novelle di Pirandello: tecniche narrative e decostruzione dell’identità (Riccardo Castellana)
  • 8. Dal rivedere alla re-visione: il Denkbild del ritratto nella novella Con altri occhi di Luigi Pirandello (Barbara Kuhn)
  • 9. Ideologie e miti nell’ultimo Pirandello Presidente al Convegno Volta e autore de I giganti della montagna (Ilona Fried)
  • 10. Pirandello e Storm: potere e impotenza dell’arte ne I giganti della montagna e Pole Poppenspäler (Cornelia Klettke)
  • 11. Pirandello e un altro se stesso? Immagini dell’io tra eterogeneità e frammentarietà (Domenica Elisa Cicala)
  • 12. L’‘atroce’ solitudine della famiglia Pirandello (Sarah Zappulla Muscarà)
  • Appendice (Paolo Puppa Stenù)
  • Indice dei nomi

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Prefazione

Il presente volume raccoglie le risultanze critiche, dispiegate in forma organicamente argomentata, dell’importante convegno svoltosi a Vienna, tra il 9 e l’11 novembre 2017, con la cura scientifica e organizzativa di Domenica Elisa Cicala e Fausto De Michele, in collegamento conseguente con le giornate pirandelliane di Monaco di Baviera, tra il 6 e l’8 novembre, organizzate dall’EPZ (Europäisches Pirandello Zentrum), il Centro Europeo di Studi Pirandelliani.1 Occorre menzionare, contestualmente, l’apporto patrocinatore sia dell’Istituto Italiano di Cultura di Vienna, presso la cui sede ha avuto luogo il convegno, sia delle Università di Eichstätt-Ingolstadt e di Graz.

‘Pirandello in un mondo globalizzato. Narrazione – Memoria – Identità’: questo era il titolo del convegno viennese che per la pubblicazione di questo libro è stato trasformato in ‘Pirandello tra memoria, rappresentazione e immagine’, formulazione che rispecchia in maniera più precisa i contenuti dei contributi qui raccolti. Nella presente miscellanea l’attualità dello scrittore siciliano nella nostra contemporaneità di ‘personaggi’ del Terzo Millennio s’impone con sempre più sorprendente evidenza. È generalmente noto, ma è bene ribadirlo, che, con Dante, Pirandello è l’autore in lingua italiana più conosciuto nel mondo sempre più globalizzato. Pirandello è, quindi, un autore di questo mondo contemporaneo, di cui ha previsto, in re, ma anche per speculum et in aenigmate le tendenze profonde e le plurime fenomenologie, nella materialità della sua attività creativa, nei testi narrativi, in particolare, ma, altrettanto, nei saggi e nei drammi.

La simultaneità, soprattutto, appare istanza profetica del testo pirandelliano, insieme al conflitto delle identità, tra individuo e società e la virtualizzazione della realtà, garantita da una memoria solida quanto diversificata. ← ix | x → Narrazione, memoria e identità, dunque. Con il convegno viennese prima e ora con questo volume è stata sostanzialmente effettuata una rigorosa quanto prospettica messa a punto della questione, ricorrendo, per così dire, alla mescolanza degli stili ermeneutici, tra psicanalisi, neuroscienze, narratologia, critica d’arte e più specifica ermeneutica critico-letteraria.

I testi qui raccolti confermano e approfondiscono largamente l’impianto teorico e programmatico su cui è nato l’incontro di studio che, per tali motivi, apporta un contributo originale e innovativo, pur nella larga messe di contributi pirandelliani del 2017 (e si vedano, in proposito, come dettagliata disamina e significativo bilancio, le due annate 2017 e 2018 dedicate dalla rivista Pirandelliana alla ricorrenza centocinquantenaria della nascita di Luigi Pirandello).

Si pensi al complesso insostenibile rapporto tra Luigi e la coppia fantasmatica Lietta/Marta ovvero Figlia(stra?) e Amante, di cui nitidamente parla Paolo Puppa ovvero alla identità costruita, anche con l’ausilio di prefiguranti tecniche narrative, in modo singolarmente simile a quella dell’odierna realtà virtuale di Riccardo Castellana; all’interessante sovrapposizione, individuata da Steffen Schneider, tra memoria risorgimentale individuale, generazionale e più estesamente storico-sociale nel romanzo (semi)autobiografico I vecchi e i giovani, cui fa da pendant la ricostruzione ancor più perfezionata del rapporto tra l’inconcluso Giganti della Montagna e il Convegno Volta del 1934, ad opera di Ilona Fried. Suggestiva, per i Giganti, appare, altresì, la ricerca di Cornelia Klettke sui rapporti tra Pirandello e Theodor Storm, così come, d’altro canto, risalta la tematizzazione del ‘ritratto’ come coagulo fervido di molteplici relazioni tra vita e opera e tra testo e scena in Pirandello, come risulta dai contributi, peraltro variamente articolati, di Barbara Kuhn e Domenica Elisa Cicala. Interessante, inoltre, l’attenzione ‘di genere’, sempre analiticamente provveduta e senza, quindi, ideologismi di maniera, volta a definire la situazione e la relazione tra lo scrittore e le sue creature femminili, siano esse ‘Donne irrisolte’ ovvero ‘Madri produttrici’ di vita/morte e di (contraddittoria) realtà, come in Alice Flemrova, Serena Todesco, Sarah Zappulla Muscarà e, ancora, in Paolo Puppa. Da segnalare, infine, la registrazione dei riflessi comunicativi nei codici contigui alla verbalità letteraria, nel cinema come nella radiotelevisione, di Marialaura Simeone e di Fausto De Michele. ← x | xi →

Sono convinto che Pirandello non si sarebbe sentito frainteso dalle suddette letture della sua opera. Anche se, forse, avrebbe contrastivamente confermato, come costatazione euristica ma, anche, come auspicio simpatetico, che ‘non conclude’.

Che è, poi, il miglior viatico per questo bel volume!

Rino Caputo
Fondatore e Direttore della Rivista Pirandelliana
Professore di Letteratura Italiana nell’Università di Roma ‘Tor Vergata’ ← xi | xii →


1 Le giornate pirandelliane di Monaco e Vienna facevano parte del ciclo di convegni internazionali coordinato dall’EPZ in occasione del 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello (Pirandello International 2017).

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DOMENICA ELISA CICALA E FAUSTO DE MICHELE

Introduzione

A più di centocinquanta anni dalla nascita di Luigi Pirandello, nella cornice di molteplici eventi, convegni e manifestazioni che hanno coinvolto diverse nazioni per festeggiare e onorare la memoria dello scrittore e drammaturgo di Girgenti, i ricercatori che, provenienti da diversi paesi, si sono riuniti al convegno di Vienna si sono dedicati alla memoria, alla rappresentazione e all’immagine nella vita e nella ricezione delle sue opere. La prima categoria, quella della memoria, coincide certamente anche con l’evento dato da questo importante giubileo, ma è, allo stesso tempo, un’importante categoria di studio della letteratura. La ‘memoria culturale’ nell’accezione di Jan e Aleida Assmann prevede ben tre dimensioni di studio e di analisi: una dimensione interna all’individuo, una esterna e sociale, distribuita tra le altre persone e anche una dimensione che si trova nelle cose che ci circondano, in testi, immagini, narrazioni e fatti. Tutto ciò che ci ricordiamo, del resto, è contestualizzato sia socialmente che culturalmente. Un autore, e Pirandello non fa eccezione, sopravvive a se stesso grazie alla sua ricezione che avviene in prima istanza in un contesto fatto di ricordi e anche di riti commemorativi come questo giubileo con il contributo di diversi media. La rappresentazione sta ovviamente per la messa in scena al teatro, ma anche per gli adattamenti cinematografici e per quelli televisivi e radiofonici, tutte forme di elaborazione di opere che possono essere viste quasi come delle traduzioni e quindi veicolo di testi da un polisistema ad un altro. Infine, l’immagine è la categoria più poliedrica, perché vale sia per l’immagine dell’autore nei suoi aspetti biografici, che per le immagini che scaturiscono dalla narrazione e rappresentazione nelle sue opere, fino ad arrivare al concetto di identità, vale a dire l’immagine che si ha di se stessi, come anche l’immagine che si ha degli altri. Concetti questi molto cari a Luigi Pirandello.

Tutti gli autori che hanno preso parte a questa miscellanea hanno proposto nuovi approcci di lettura e analisi, contribuendo in maniera efficace ← 1 | 2 → a spiegarci un Pirandello fino ad ora poco conosciuto. Questo libro offre dunque una panoramica di attuali studi internazionali focalizzati sia sull’uomo che sull’artista siciliano premio Nobel della letteratura. Rileggere oggi l’opera di Luigi Pirandello richiede, infatti, di interrogarsi sulla modernità del suo messaggio e sul potere evocativo di pagine che continuano a ispirare spunti di riflessione. Parlare di scomposizione della personalità, ragionare sull’esigenza di ‘vedersi vivere’ e di accettare l’inevitabilità dell’inganno esistenziale, fare i conti con l’atteggiamento di amara compassione che caratterizza chi, come lo scrittore umorista, ‘ha capito il giuoco’ ed è in grado di andare oltre ‘l’avvertimento del contrario’: questi sono solo alcuni degli stimoli suggeriti dall’opera pirandelliana che non smette di coinvolgere il lettore, invitandolo a interagire con il testo. In particolare, dai singoli articoli emergono interessanti angolazioni di lettura che rendono evidente l’opportunità di un dibattito sempre aperto a interpretazioni innovative.

Focalizzando l’attenzione sul concetto di memoria, l’articolo di Steffen Schneider propone di leggere il romanzo I vecchi e i giovani di Pirandello non solo come romanzo storico, bensì come un’opera che racchiude in sé nella sua complessità una sorta di esame della memoria collettiva del giovane Regno d’Italia. Sul rapporto tra memoria, identità e illusione verte, invece, l’articolo di Alice Flemrová che, applicando il concetto di identità narrativa di Ricoeur all’analisi dei due drammi pirandelliani L’altro figlio e La vita che ti diedi, mette in risalto il ruolo centrale dell’illusione sia nella creazione dell’identità, sia alla base della verità delle madri. Il ruolo e le modalità rappresentative delle madri in varie opere pirandelliane sono oggetto d’indagine del saggio di Serena Todesco che, declinando le immagini materne in ritratti polivalenti, esamina da diverse prospettive la metafora del materno e le sue ricorrenze attanziali. Del problema identitario, considerato tenendo conto della funzione delle narrazioni e della memoria condivisa, si occupa il contributo di Marialaura Simeone, relativo all’analisi delle trasposizioni cinematografiche di Come tu mi vuoi e Trovarsi, al fine di mostrare come i temi pirandelliani vadano oltre il testo e riescano a investire la memoria storico culturale dei contesti di riferimento. Alla ricezione in Austria dell’opera e della poetica dello scrittore agrigentino è rivolta la disamina di Fausto De Michele che, concentrandosi su trasmissioni radiotelevisive dell’emittente austriaca ORF, fa emergere la popolarità dell’autore tra testimonianze individuali e memoria collettiva. ← 2 | 3 →

Alla dialettica tra persona e personaggio nell’opera pirandelliana è dedicato il saggio scritto da Paolo Puppa che, soffermandosi sull’attesa, l’assenza e la paura dell’altro, fa risaltare l’essenza centrifugata dell’io, scisso in porzioni del proprio sé e proiettato in variegate rappresentazioni conviventi tra loro. Mediante l’impiego di categorie narratologiche, il contributo di Riccardo Castellana mette in evidenza il ruolo delle novelle come cantiere di sperimentazione anche da un punto di vista formale e analizza le implicazioni della narrazione simultanea, sperimentata dallo scrittore agrigentino in particolare nelle sue novelle degli anni Trenta, come modalità di decostruzione dell’identità. Dopo considerazioni preliminari concernenti la fenomenologia del ritratto nel pensiero pirandelliano, si concentra in particolare sulla novella Con altri occhi il saggio di Barbara Kuhn, offrendo un’indagine approfondita sul tema del vedere e dell’essere visti, considerati nelle loro varie sfaccettature. Seguendo le tracce di Pirandello autore e personaggio pubblico, il contributo di Ilona Fried non solo ne inquadra l’attività nel ruolo di Presidente al Convegno Volta, ma interpreta I giganti della montagna come espressione delle ideologie e aspirazioni del drammaturgo agrigentino, ovvero del suo desiderio di contribuire al rinnovo del teatro e alla creazione del ‘teatro dei miti’. Segue l’articolo di Cornelia Klettke che, illustrando l’intertestualità enciclopedica da rintracciare alla base del dramma I giganti della montagna, dimostra come la rappresentazione della protagonista Ilse Paulsen sia fondata sul rapporto intertestuale con la novella Pole Poppenspäler di Theodor Storm.

Il contributo di Domenica Elisa Cicala si interroga sulle strategie narrative con cui in testi di natura eterogenea vengono tracciate immagini dell’io pirandelliano, indagato tra veridicità e finzione immaginativa, nell’indissolubile intreccio tra vita e arte. A chiusura del volume, il saggio di Sarah Zappulla Muscarà introduce nell’ambiente di casa Pirandello, presentandone vicende familiari all’insegna di sentimenti e solitudini, incomunicabilità e desiderio di fuga. Infine, rielaborando i contenuti del carteggio intercorso tra padre e figlio, l’atto unico inedito di Paolo Puppa mette in scena Luigi e Stefano Pirandello, offrendo una rappresentazione teatrale dei due soggetti, raffigurati nei loro ansiosi accoramenti ed esasperati tormenti interiori.

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I curatori del volume desiderano esprimere il loro più vivo ringraziamento agli autori dei contributi per lo spessore scientifico delle indagini condotte, discusse in sede di convegno e proposte negli articoli pubblicati nel presente volume. A Cornelia Klettke un sincero grazie per aver accettato la proposta di partecipare come special guest all’edizione con la redazione di un saggio che apre piste innovative nell’interpretazione dell’opera pirandelliana. Un grazie particolare va a tutti i colleghi che, nella funzione di revisori, in maniera anonima hanno contribuito con i loro preziosi commenti e suggerimenti alla qualità scientifica del lavoro che esce, pertanto, double-blind peer reviewed. Da ringraziare in maniera speciale per la stesura dell’atto unico Stenù, pubblicato per la prima volta in questo volume, è lo studioso, commediografo e amico Paolo Puppa. Si ringraziano, inoltre, la Facoltà di Lingue e Letterature dell’Università Cattolica di Eichstätt-Ingolstadt e l’Istituto di Romanistica dell’Università Karl-Franzens di Graz, il cui sostegno economico ha reso possibile questa pubblicazione. Infine, per la disponibilità e l’entusiasmo manifestati si ringrazia Mauro Fornasero, artista, pittore e fotografo nisseno, per aver messo a disposizione un suo quadro che sintetizza il titolo del libro con una rappresentazione simbolica della Sicilia tra memoria e immagine, simboli e colori.

Biographical notes

Domenica Elisa Cicala (Volume editor) Fausto De Michele (Volume editor)

Domenica Elisa Cicala è docente di Didattica delle Lingue e Letterature Romanze presso l’Università Cattolica di Eichstätt-Ingolstadt. Svolge attività di ricerca nell’ambito della letteratura italiana e delle scienze culturali e in quello della didattica delle lingue romanze. Oltre alla monografia Umorismo ante litteram. La concezione umoristica pirandelliana in opere narrative anteriori al 1908 (2009) e a numerosi saggi dedicati all’opera di Pirandello, ha pubblicato in riviste specialistiche, atti di convegni e volumi tematici articoli sull’autobiografia settecentesca, su autori del Novecento, nonché sull’uso didattico di opere letterarie, sequenze filmiche e brani musicali, proposti in una prospettiva interdisciplinare in contesti di insegnamento e apprendimento dell’italiano come lingua straniera. La sua ultima monografia si intitola Egografia settecentesca. La finzione letteraria dell’io nelle scritture autobiografiche di Vico, Giannone e Genovesi (2017). Fausto De Michele è docente di Lingua e Letteratura Italiana presso l’Università di Graz e di Letterature Comparate presso l’Università di Vienna. Ha pubblicato saggi e curatele su diversi autori europei del Novecento, sulle teorie del comico e sulla Commedia dell’Arte. È autore della monografia Phänomene einer Rezeption: Luigi Pirandello zwischen Intertextualität und Intermedialität (2015) e curatore del volume Non si sa come. Man weiß nicht wie. Stefan Zweig traduce Luigi Pirandello (2012). Con Michael Rössner ha curato la pubblicazione degli atti del convegno internazionale di Graz del 2007, Pirandello e l’identità europea (2008), e in collaborazione con Anna Caponi e Alessandra Sorrentino, Luigi Pirandello e un mondo da ridisegnare (2017). Con Alberto Martino ha curato la pubblicazione de La ricezione della Commedia dell’Arte nell’Europa Centrale. 1568-1769. Storia. Testi. Iconografia (2010).

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