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Les idéologies linguistiques : débats, purismes et stratégies discursives

by Carmen Marimón Llorca (Volume editor) Wim Remysen (Volume editor) Fabio Rossi (Volume editor)
Edited Collection 562 Pages
Series: Sprache – Identität – Kultur, Volume 000100100

Summary

Les idées que les locuteurs, et non seulement les linguistes, se font des langues influencent leur usage, les transforment et contribuent à définir leurs normes. Ce volume aborde, dans une perspective comparative, des débats sur les langues romanes : des manifestations anciennes et actuelles du purisme à la recherche d’une langue commune, de la langue journalistique à celle utilisée dans la traduction et des commentaires des experts aux doutes des locuteurs et scripteurs. L’analyse discursive et textuelle appliquée aux textes véhiculant les idéologies linguistiques révèle des questionnements négligés dans les grammaires ou dans les publications linguistiques traditionnelles.

Table Of Contents

  • Couverture
  • Titre
  • Copyright
  • À propos de l’auteur
  • À propos du livre
  • Pour référencer cet eBook
  • Indice / Table des matières / Indice
  • Gli studi sulle ideologie linguistiche nelle comunità di lingua romanza. Un bilancio della ricerca (2013–2020) (Sabine Schwarze (Università di Augsburg))
  • Présentation du volume (Carmen Marimón Llorca (Universidad de Alicante) / Wim Remysen (Université de Sherbrooke) / Fabio Rossi (Università di Messina))
  • I.Le discussioni sulla lingua nell’Ottocento e nella prima metà del Novecento / Les débats sur la langue au XIXe siècle et dans la première moitié du XXe / Los debates sobre la lengua en el siglo XIX y en la primera mitad del XX
  • Percepción de la diversidad dialectal murciana y prejuicios lingüísticos en un artículo costumbrista del siglo XIX español (Mercedes Abad Merino (Universidad de Murcia))
  • Ideologie linguistiche nella stampa periodica per l’infanzia del secondo Ottocento: il Giornale per i bambini (Emiliano Picchiorri (Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara))
  • Una lingua da farsi intendere a tutti: italiano e questione della lingua nelle scritture giornalistiche di Carlo Collodi (i casi del Lampione e del Fanfulla) (Giuseppe Polimeni (Università di Milano) / Massimo Prada (Università di Milano))
  • La riforma apparente: didattica della lingua italiana nel Ticino del secondo Ottocento (Alessandra Monastra (Università di Basilea))
  • Disputas en el campo gramático-pedagógico expuestas en medios especializados: Antonio Atienza y Medrano y Andrés Ferreyra (Argentina, 1893–1896) (Elvira Narvaja de Arnoux (Instituto de Lingüística - Universidad de Buenos Aires))
  • Sobre El Averiguador y la lengua. La ideología lingüística en la prensa del siglo XIX (Miguel Ángel Puche Lorenzo (Universidad de Murcia))
  • Desafíos a la ideología lingüística estándar del siglo XIX en El Averiguador Universal (1879–1882) (Herminia Provencio Garrigós (Universidad de Murcia))
  • La difesa della lingua italiana in una rubrica della Scena illustrata (Carmelo Scavuzzo (Università di Messina))
  • Lingua e razza. Il dibattito linguistico nelle pagine de La Difesa della razza (1938–1943) (Francesca Gatta (Università di Bologna))
  • II.Purismo, lingue nazionali e bilinguismo / Purisme, langues nationales et bilinguisme / Purismo, lenguas nacionales y bilingüismo
  • Filólogos y academias por la unidad de la lengua española: Carlos Martínez Vigil en la Revista Nacional (Montevideo, 1943–1948) (Mariela Oroño (Universidad de la República, Uruguay))
  • Las versiones paralelas de Harry Potter en catalán y su impacto en la prensa escrita: miradas pluricéntricas (Àlvaro Calero-Pons (Universitat de les Illes Balears))
  • André Goosse, chroniqueur de langage (Anne Dister (Université Saint-Louis – Bruxelles))
  • La présence des linguistes lors de débats sur la langue dans la presse écrite québécoise (Mireille Elchacar (Université Téluq) / Amélie-Hélène Rheault (Université de Sherbrooke/Université Bishop’s))
  • La fraseología xenófoba: estudio sobre los usos peculiares de los etnónimos en español y en italiano (Giovanni Brandimonte (Università di Messina))
  • «Lengua madre solo hay una»: la campagna mediatica della Real Academia Española contro gli anglicismi (Laura Clemenzi (Università della Tuscia))
  • III.Retorica e strategie discorsive / Rhétorique et stratégies discursives / Retórica y estrategias discursivas
  • Strategie evidenziali nelle cronache linguistiche: uno studio corpus-based in area francofona e italofona (Franz Meier (Università di Augsburg) / Sabine Schwarze (Università di Augsburg))
  • La nomination des hommes politiques français dans la presse écrite française : le cas du Canard enchaîné (Joëlle Constanza (Université de Tours))
  • De quelques représentations linguistiques ordinaires de « populisme » dans la presse française et italienne: une analyse contrastive (Stefano Vicari (Università di Genova))
  • Tra satira politica e fake news. Ibridazione dei linguaggi e cortocircuiti interpretativi (Marco Centorrino (Università di Messina) / Mariaeugenia Parito (Università di Messina))
  • Las fake news como expresión de ideologías. Entre bulos, posverdad y creencias (Serena Mottola (Universidad de Nápoles Parthenope))
  • Les métaphores dans les chroniques de langage en France et en Suisse (Olivia Walsh (University of Nottingham) / Sara Cotelli Kureth (Université de Neuchâtel))
  • Le stéréotype culturel comme stratégie de la promotion en ligne des cours de langue italienne en Suisse (Nicla Mercurio (Università degli Studi di Napoli Parthenope))
  • Tra linguistica contrastiva, stereotipi e ideologie linguistiche: strategie promozionali della lingua italiana nelle pagine di Babbel (Fabio Rossi (Università di Messina))
  • Titres de la collection

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Sabine Schwarze (Università di Augsburg)

Gli studi sulle ideologie linguistiche nelle comunità di lingua romanza. Un bilancio della ricerca (2013–2020)1

1. Il quadro teorico

La lingua rappresenta un argomento di interesse indiscutibile per qualsiasi comunità linguistica. Lo stretto legame che esiste fra i parlanti e i contesti in cui essi operano si traduce nella preoccupazione per l’idioma come argomento di dibattito e/o polemica che non si limita ad argomenti relativi alla correttezza, all’uso, alla storia delle parole. Si estende, invece, anche a problemi in relazione con le politiche linguistiche e le conseguenze da esse provocate per il singolo parlante nella gestione delle lingue. Per questo motivo, temi come il prestigio di una lingua o di un dialetto, le situazioni di bilinguismo e/o diglossia e la disuguaglianza sociale fra parlanti di idiomi diversi rientrano nel dibattito pubblico sulla lingua (Klinkenberg, 2015).

Per mettere in luce i legami tra le pratiche linguistiche (e discorsive) e quelle socioculturali, sin dagli anni 1970 e 1980, è progressivamente emersa la nozione di ‘ideologia linguistica’ (d’ora in poi IL) come concetto chiave che raccoglie le «idee intorno alla lingua» (oppure con Del Valle, 2007: 15: «sistemas de ideas que articulan nociones del lenguaje, las lenguas, el habla y/o la comunicación con formaciones culturales políticas y/o sociales específicas»). I percorsi storici delle definizioni di IL, effettuati ad esempio da Woolard, 1998; Leone, 2011 e Santulli, 2015, dimostrano che gli studi spesso favoriscono una definizione forte (o “classica”, Santulli, 2015: 57), collocata a livello metalinguistico utilizzando (a partire da Silverstein, 1979: 193)2 termini come sets of beliefs, self-evident ideas, cultural systems of ←9 | 10→ideas oppure commonsense notions (Leone, 2011: 320) per le serie di idee articolate sulla lingua/sul linguaggio, condivise da un gruppo sociale o un’intera società. Una definizione ampliata a rappresentazioni oppure credenze implicite che segnano le pratiche comunicative in genere, anche senza essere dichiarate (concezione che si esprime in maniera particolarmente chiara nella definizione di Woolard, 1998: 3)3, si colloca, invece, nella prospettiva dell’analisi del discorso (Antelmi, 2012; Santulli, 2015), che ribadisce l’influsso delle ideologie linguistiche su ogni enunciato di un gruppo anche se non contiene riferimenti espliciti a credenze sul linguaggio (o sulla lingua). Gli studi sulle IL hanno contribuito a demistificare le credenze sulle lingue e sulle loro presunte qualità intrinseche per evidenziare, invece, il modo in cui le IL possono tradurre e riprodurre le disparità sociali, spesso consolidando la posizione di alcuni gruppi dominanti in varie sfere della società (mass media, istruzione, diritto). Per di più si è potuto fare luce sull’impatto che le ideologie hanno avuto sulla linguistica stessa come disciplina e sulla storiografia di determinate lingue, non essendo i linguisti professionisti privi di preconcetti sul linguaggio, sulla sua natura sociale e sul suo sviluppo (cf. ad esempio Klinkenberg, 2006). Se tale filone della ricerca ha ricevuto un particolare impulso da parte dell’antropologia linguistica (cf. Irvine/Gal, 2009), sin dai primi tentativi di sistematizzazione, si è rivelato necessario creare uno spazio di convergenza delle prospettive, delle discipline e dei metodi da applicare a un oggetto comune.

In occasione del primo convegno ILPE nel 2013 si constatò che gli studi sui dibattiti intorno alle IL nelle diverse culture (language ideological debates, cf. tra l’altro Blommaert, 1999) risultavano poco sistematici e soprattutto, riguardo allo spazio linguistico romanzo, poco contrastivi. Un deficit si notò, inoltre, nella mancanza di studi interdisciplinari e transnazionali per trarre il più possibile vantaggio degli effetti di sinergia, ritenuti particolarmente significativi nel caso delle lingue diffuse oltre i confini nazionali e continentali. Eppure le lingue romanze erano state da secoli oggetto di accesi dibattiti nelle varie comunità della Romània. Dibattiti condotti con un’ampiezza e un’intensità diversa, ma spesso focalizzati su fenomeni simili, come ad esempio il cambiamento linguistico, spesso interpretato come «decadenza della lingua» oppure, in epoca odierna, il ruolo internazionale delle lingue romanze di ←10 | 11→fronte al predominio dell’inglese nelle sfere elevate del discorso, e quindi il ruolo che dovrebbero svolgere come lingue d’insegnamento e della comunicazione scientifica, il loro uso politico a livello nazionale (inserimento nella Costituzione degli stati nazionali) e/o internazionale (inserimento nelle istituzioni dell’Unione europea).

A partire dalle considerazioni appena riportate, nel 2013 presero le mosse varie attività di ricerca, promosse dal gruppo Circula con l’intenzione di colmare alcune lacune avvertite nell’ambito degli studi sulle ideologie linguistiche nelle comunità di lingue romanze. Ecco un bilancio.

2. Il gruppo Circula e i convegni ILPE

Nel 2013 fu inaugurata ad Augsburg una serie di incontri scientifici internazionali dedicata al tema della mediazione di ideologie linguistiche nelle varie comunità della Romània. Partendo dall’ipotesi che, nella storia linguistica e mediatica più recente, le ideologie linguistiche vengono spesso costruite e diffuse dalla stampa scritta che svolge un ruolo importante nel processo di standardizzazione della lingua, il primo convegno ebbe come titolo La mediazione di ideologie linguistiche attraverso la stampa: il caso delle lingue romanze. L’acronimo ILPE, coniato dal titolo francese del convegno, vale a dire Idéologies linguistiques dans la presse écrite, è stato conservato in seguito come etichetta per una iniziativa che sin dall’inizio si è dimostrata vincente. Sin dalla prima edizione le ricerche da allora promosse dagli iniziatori pongono l’accento non su una comunità linguistica particolare, ma sul carattere panromanzo dei fenomeni da analizzare per evidenziare sia le particolarità delle diverse tradizioni nazionali sia, nello stesso tempo, le caratteristiche più generali e comuni nella creazione e diffusione di ideologie linguistiche attraverso i mass media.

Il gruppo Circula (Circulation et transmission d’idéologies linguistiques dans les médias de langue romane), fondato in conclusione del primo incontro ILPE da Wim Remysen e Sabine Schwarze, riunisce studiosi di linguistica romanza provenienti da diversi paesi dell’Europa e delle Americhe, specialisti negli ambiti della francofonia (francese europeo e nordamericano), dell’ispanofonia (spagnolo e ispanoamericano) e dell’italofonia (https://www.philhist.uniaugsburg.de/de/lehrstuehle/romanistik/sprachwissenschaft/circula/). Gli obiettivi del gruppo si collocano principalmente in tre ambiti complementari: (1) creare un luogo di scambio adeguato allo sviluppo degli studi riguardanti il tema delle ideologie linguistiche con focus sulla Romània; (2) far progredire la riflessione teorica e migliorare gli strumenti metodologici destinati allo studio delle ideologie linguistiche e (3) integrare gli studi riguardanti le ideologie linguistiche che sono stati realizzati secondo approcci diversi o in differenti comunità linguistiche di lingua romanza. Sin dalla sua fondazione, il gruppo promuove, accanto a varie ←11 | 12→attività particolari, l’organizzazione di incontri biennali e la pubblicazione di una rivista online dedicata agli studi sulle ideologie linguistiche (v. anche sotto).

Il secondo convegno ILPE, tenutosi nel 2015 presso la sede dell’Università di Sherbrooke à Longueuil, dedicò un’apposita sezione ai lavori sulle cronache linguistiche, rubriche che riguardano problemi della lingua regolarmente pubblicate nella stampa da autori vari, professionisti o laici dei problemi di lingua. In tale ambito si riuscì ad allargare la prospettiva sul carattere transnazionale di un genere giornalistico predestinato a diffondere le ideologie linguistiche più variegate e per indagare le modalità che hanno portato nei diversi ambiti nazionali a stabilire la cronaca linguistica come tradizione discorsiva in relazione a fattori storico-sociali specifici. A conclusione del convegno nacque un progetto del gruppo Circula che prevede la costruzione di una banca dati comune plurilingue come piattaforma per studi empirici su vari argomenti che riguardano l’epistemicità dei testi, la tradizione discorsiva, le strategie argomentative o anche aspetti sistemici a confronto tra le varie lingue. Da tale iniziativa deriva la creazione di progetti più specifici come il progetto Metapres El discurso metalingüístico en la prensa espagnola (1940-hoy), diretto da Carmen Marimón Llorca.

Nel terzo convegno ILPE, svoltosi nel 2017 presso l’Università di Alicante, l’intento è stato quello di approfondire la discussione sulle diverse manifestazioni delle ideologie linguistiche nei mass media in prospettiva sincronica e diacronica. Oltre ad essere argomento di dibattito e/o polemica riguardo alla correttezza, all’uso e alla storia delle parole, il tema della lingua riguarda anche problemi relativi alle politiche linguistiche e alle loro conseguenze per il singolo parlante nella gestione delle lingue. Il luogo prediletto dove si svolgono tali dibattiti sono i mass media dove le ideologie linguistiche si manifestano attraverso argomenti che richiedono una presa di posizione.

L’obiettivo primario della quarta edizione di ILPE, svoltasi nel 2019 presso l’Università di Messina, era poi quello di allargare lo sguardo al coinvolgimento di tutti i media nella diffusione delle ideologie linguistiche, pur privilegiando i mezzi giornalistici, e quindi di far rientrare nell’analisi anche testi audiovisivi. Tutti i media possono diventare luoghi di riferimento per le norme linguistiche, con l’effetto che per risolvere i problemi che riguardano la lingua non si guarda ormai più soltanto alle grammatiche, ai dizionari e ai manuali scolastici e universitari. Tale ampliamento di prospettiva alimenta le polemiche e mantiene sempre più vivo il coinvolgimento dei parlanti e degli scriventi.

Riepilogando, possiamo constatare che i convegni ILPE, inizialmente dedicati esclusivamente allo studio della stampa cartacea e in seguito ampliati all’analisi di altri mass media (cinema, televisione, radio e web), sono ormai un evento di riferimento per gli studi sulle ideologie linguistiche nell’ambito delle lingue ←12 | 13→romanze. Il crescente apprezzamento dell’iniziativa nell’ambiente accademico si esprime chiaramente nel numero dei partecipanti attivi: se in occasione del primo convegno ILPE si accolsero con una propria relazione 40 studiosi di 10 paesi dell’Europa e delle Americhe, i partecipanti attivi sono 42 nel 2015 a Longueuil/Montréal, 84 nel 2017 ad Alicante e ben 127 nel 2019 a Messina.

Degno di nota è, inoltre, il bilancio dei titoli in cui i risultati proficui degli incontri si rendono pubblici: gli incontri ILPE hanno finora dato luogo alla pubblicazione di due numeri monografici di rivista (Remysen/Schwarze/Ennis 2015 e 2015a) e quattro volumi collettivi, vale a dire Marimón Llorca/Santamaría 2019, Remysen/Schwarze 2019 e i due volumi qui presentati – il primo a cura di Carmen Marimón Llorca, Wim Remysen e Fabio Rossi e il secondo a cura di Ana Pano Alamán, Fabio Ruggiano e Olivia Walsh.

A questo punto occorre passare ad una breve presentazione di un’altra piattaforma creata nel contesto delle attività del gruppo Circula, vale a dire della rivista omonima.

3. La rivista Circula

Fondata nel 2015 da Wim Remysen e Sabine Schwarze in collaborazione con Éditions de l’Université de Sherbrooke, la rivista Circula. Rivista online di ideologie linguistiche offre con due numeri annuali una piattaforma di pubblicazione per la ricerca sulla concettualizzazione, la costruzione e la diffusione delle ideologie linguistiche con un focus sull’area linguistica romanza. Si pone come obiettivo principale quello di agevolare nell’ambito delle lingue romanze la diffusione di studi che indagano l’argomento delle ideologie linguistiche sul piano teorico, metodologico ed empirico, basandosi su corpora sia contemporanei che storici. Una motivazione fondamentale per la creazione di questa rivista, la cui politica prevede la pubblicazione di articoli in francese, italiano e spagnolo, è stata quella di ampliare le possibilità di pubblicazione in lingua romanza.

Il nome della rivista, che attinge alle radici latine comuni alle lingue romanze, è stato scelto principalmente per sottolineare il carattere dinamico e fluttuante delle ideologie. Si tratta anche di un richiamo al nostro desiderio di sormontare l’orientamento limitato della ricerca su un determinato spazio linguistico e di incoraggiare gli studi contrastivi. L’importanza di facilitare la diffusione della ricerca e di garantire un semplice accesso alle opere provenienti dal mondo accademico è, inoltre, all’origine della nostra scelta di fondare una rivista elettronica ad accesso libero.

Le tematiche si concentrano su lavori dedicati alla concettualizzazione, costruzione e circolazione di ideologie che riguardano la lingua, in particolare ←13 | 14→nelle comunità di lingue romanze. Accoglie contributi che si iscrivono in varie tradizioni di ricerca (sociolinguistica, linguistico-antropologica, pragmatica, di analisi del discorso, delle scienze sociali ecc.) e sollecita in particolare la proposta di saggi che si avvalgano di una prospettiva comparatistica. La rivista desidera creare uno spazio di interscambio capace di portare avanti la riflessione sulle ideologie linguistiche in generale e sulla loro articolazione nell’ambito delle rappresentazioni sociali, delle pratiche linguistiche e delle dinamiche sociali più ampie in particolare.

Fino ad oggi sono stati pubblicati 11 fascicoli che comprendono complessivamente 92 articoli. Dopo i due numeri dedicati a La mediazione di ideologie linguistiche attraverso la stampa: Tradizione e continuità (1/2015) e Voci di autori e di lettori (2/2015) che hanno inaugurato la rivista, si è mantenuta come tradizione quella di pubblicare una volta l’anno un numero tematico. Il terzo fascicolo del 2016 era dedicato, infatti, alle immagini delle lingue minoritarie del Mediterraneo (Images de langues minoritaires en Méditerranée: dynamiques sociolinguistiques et productions idéologiques). Il numero 5 della rivista (Dalla rivista letteraria del Settecento al blog nel quotidiano online: questioni intorno alla lingua (italiana) negli articoli d’autore e nelle cronache linguistiche) indagava nel 2017 le varie forme del commento linguistico nella storia giornalistica italiana. Nel 2018 il numero tematico tornava sulla diacronia della mediazione di ideologie linguistiche nel mondo ispanofono (Ideologías en obras sobre la lengua española (ss. XV-XX). Il fascicolo 9 del 2019 si occupava, invece, della percezione attuale dell’influsso inglese nella sfera francofona, un tema di lunga tradizione nel metadiscorso linguistico delle comunità di lingue romanze (A-t-on encore peur des anglicismes? Perception actuelle des anglicismes au Québec et dans l’espace francophone). È attualmente in preparazione il 12o fascicolo dedicato alla vulnerabilità linguistica, oggetto da anni di forte interesse nell’ambito della sociolinguistica e di grande attualità nelle scienze umanistiche e sociali (Vulnérabilité linguistique).

4. Le prospettive

Il bilancio dei sette anni di attività varie dedicate alla ricerca sulle ideologie linguistiche nell’ambito della Romània non si limita alle iniziative riportate nel presente prologo. I due volumi consistenti, cui è anteposto, dimostrano che, invece di limitarsi a colmare le lacune avvertite nel 2013, l’interesse da parte della comunità scientifica non smette di crescere, si moltiplicano gli stimoli a esplorare campi innovativi oppure a richiamare all’attenzione campi già esplorati, a dedicarsi una volta in più al passato cui la mediazione delle ideologie linguistiche odierna è ←14 | 15→debitrice: l’evoluzione dei mezzi e delle tecnologie di comunicazione e la nascita di reti di comunicazione, a partire dall’epoca dell’Illuminismo europeo.

Nel 2021 il convegno ILPE si terrà per la prima volta in America Latina, dove la ricerca sulle ideologie linguistiche ha riscontrato, negli ultimi anni, un particolare slancio nell’ambito della glottopolitica (cf. Auroux, 2000 e 2016; Del Valle, 2007). Questa quinta edizione del convegno ILPE cercherà di esplorare in profondità le varie manifestazioni delle ideologie linguistiche nei mass media, sia attualmente che dal punto di vista storico, e sarà aperto a tutti i quadri teorici rilevanti nell’analisi delle ideologie linguistiche.

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Bibliografia

Antelmi, Donella (2012), Comunicazione e analisi del discorso, Torino, Utet.

Auroux, Elvira Narvaja de (2000), «La Glotopolitica: transformaciones de un campo disciplinario», in Lenguajes: teorías y prácticas, Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires, Instituto Superior del Profesorado Joaquín V. González.

Arnoux, Elvira Narvaja de (2016), «La perspectiva glotopolítica en el estudio de los instrumentos lingüísticos: aspectos teóricos y metodológicos», Matraga, vol. 23, n° 38, p. 18–42.

Blommaert, Jan (ed.) (2009), Language ideological debates, Berlin/New York, Mouton de Gruyter.

Circula. Rivista online di ideologie linguistiche, <http://circula.recherche.usherbrooke.ca/> [sito consultato il 12 novembre 2020].

Del Valle, José (2007), La langue, ¿patria común? Ideas e ideologías del español, Francfort/Madrid, Vervuert/Iberoamericana.

Irvine, Judith T. e Susan Gal (2009), «Language ideology and linguistic differentiation», in Alessandro Duranti (ed.), Linguistic Anthropology, 2nd ed., Oxford, Blackwell, p. 402–434.

Klinkenberg, Jean-Marie (2006): «Le linguiste entre science et idéologie: le discours épilinguistique sur la féminisation comme trace d’un savoir dégradé», Bulletin suisse de linguistique appliquée, vol. 83 (2), p. 11–32.

Klinkenberg, Jean-Marie (2015), La langue dans la cité : vivre et penser l’équité culturelle, Bruxelles, Les Impressions nouvelles.

Leone, Massimo (2011), «Dall’ideologia linguistica all’ideologia semiotica. Riflessioni sulla smentita», Esercizi filosofici, n° 6, p. 318–328.

Marimón Llorca, Carmen e M. Isabel Santamaría Pérez (ed.) (2019), Ideologías sobre la lengua y medios de comunicación escritos. El caso del español, Berlin, Peter Lang.

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Remysen, Wim, Sabine Schwarze e Juan Ennis (ed.) (2015), «La médiatisation des idéologies linguistiques: tradition et continuité dans la presse écrite», Circula: Revue d’Idéologies Linguistiques, n° 1 (numero monografico).

Remysen, Wim, Sabine Schwarze e Juan Ennis (ed.) (2015a), «La médiatisation des idéologies linguistiques: voix d’auteutrs et voix de lecteurs», Circula: Revue d’Idéologies Linguistiques, n° 2 (numero monografico).

Remysen, Wim e Sabine Schwarze (ed.) (2019), Idéologies sur la langue et médias écrits : le cas du français et de l’italien / Ideologie linguistiche e media scritti: i casi francese e italiano, Berlin, Peter Lang.

Santulli, Francesca (2015), «La riflessione metalinguistica sulla stampa italiana: oltre l’epicedio?», Circula, n° 2, p. 55–75.

Silverstein, Michael (1979), «Language structure and linguistic ideology», in Paul Clyne, William Hanks e Carol Hofbauer (ed.), The Elements. A Parasession on Linguistic Units and Levels, Chicago, Chicago Linguistic Society, p. 193–247.

Woolard, Kathryn (1998), «Introduction: language ideology as a field of inquiry», in Bambi Schieffelin, Kathryn Woolard e Paul Kroskrity (ed.), Language Ideologies. Practice and Theory, New York/Oxford, Oxford University Press, p. 3–47.

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Nel chiudere, e prima di lasciare la parola agli autori, vorremmo ringraziare diverse persone che hanno contribuito alla realizzazione dei due volumi cui si antepone questo prologo. Oltre ai numerosi colleghi che hanno accettato di valutare i testi, il nostro grazie va a Rachel Rouleau per la revisione dei capitoli scritti in francese, a Isabelle Martiliani e a Caroline Morrissette per la traduzione di alcuni passaggi dall’italiano e dallo spagnolo al francese. Ringraziamo anche le organizzazioni che hanno reso possibile il simposio e la pubblicazione di queste miscellanee, tra cui l’Università di Messina, l’Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario (ERSU), i gruppi di ricerca Circula e Metapres, l’Accademia dei Pericolanti (Messina), il CPIA di Messina e il Centre de recherche interuniversitaire sur le français en usage au Québec (CRIFUQ) dell’Università di Sherbrooke.


1Il bilancio che intendiamo delineare è stato oggetto della mostra omonima coordinata ed elaborata con l’aiuto di Noemi Seminara e presentata in occasione del convegno ILPE 4 a Messina nel 2019, cf. <https://ilpe4unime.wixsite.com/messina/mostra-virtuale> (sito consultato il 09 novembre 2020).

2«Sets of beliefs about language articulated by users as a rationalization or justification of perceived language structure and use» [«Insieme di credenze sul linguaggio articolate dai parlanti come razionalizzazione o giustificazione della struttura e dell’uso percepiti del linguaggio», trad. Leone, 2011: 320].

3«Representations, whether explicit or implicit, that construe the intersection of language and human beings in a social world» [«Rappresentazioni, siano esse esplicite o implicite, che costituiscono l’intersezione del linguaggio e degli esseri umani in un mondo sociale», trad. Leone, 2011: 320). In tal senso largo Del Valle (2007: 20) parla di «marcos cognitivos que ligan coherentemente el lenguaje con un orden extralingüístico, naturalizándolo y normalizándolo».

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Carmen Marimón Llorca (Universidad de Alicante)
Wim Remysen (Université de Sherbrooke)
Fabio Rossi (Università di Messina)

Présentation du volume

Ce volume réunit une série de travaux présentés lors de la quatrième édition du colloque international Les idéologies linguistiques dans la presse écrite : l’exemple des langues romanes, tenue à l’Université de Messine en octobre 2019 (à propos de cet événement et du groupe de recherche qui est derrière l’initiative, voir le texte de présentation signé par Sabine Schwarze dans ce volume). L’ouvrage est divisé en trois sections, toutes consacrées à différents aspects des débats portant sur les langues italienne, française et espagnole. Certaines études sont consacrées à des communautés linguistiques spécifiques, alors que d’autres adoptent une approche contrastive et comparent les discours idéologiques qui existent à propos de plusieurs de ces langues, parfois même en proposant des rapprochements avec les débats que l’on trouve dans d’autres communautés linguistiques (l’anglais, par exemple).

La première section s’intéresse aux discussions sur la langue au XIXe siècle et dans la première moitié du XXe. Elle s’ouvre avec un chapitre de Mercedes Abad Merino intitulé « Percepción de la diversidad dialectal murcianay prejuicios lingüísticos en un artículo costumbrista del siglo XIX español»1. Ce texte aborde le thème des idéologies linguistiques sous l’angle des stéréotypes entourant les langues. L’auteure y analyse le panocho, un dialecte parlé dans la région de Murcie qui a connu son apogée à la fin du XIXe siècle et qui est devenu un objet de moqueries et de parodies, en particulier dans les classes urbaines aisées.

Dans « Ideologie linguistiche nella stampa periodica per l’infanzia del secondo Ottocento: il Giornale per i bambini »2, Emiliano Picchiorri s’intéresse au journal Giornale per i bambini. Publié à Rome depuis 1881, celui-ci est expressément consacré à l’éducation linguistique des jeunes lecteurs dans le souci de promouvoir l’usage vivant du toscan. Inspiré du modèle de Manzoni, le Giornale prône aussi l’abandon des formes plus recherchées et archaïques de l’usage italien.

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Dans le même courant de pensée, Carlo Collodi se rattache à un toscan vivant et expressif dans ses réflexions sur la langue. Ses articles journalistiques vibrants tirés de Lampione et de Fanfulla font l’objet de l’étude de Giuseppe Polimeni et Massimo Prada, « Una lingua da farsi intendere a tutti : italiano e questione della lingua nelle scritture giornalistiche di Carlo Collodi (i casi del Lampione e del Fanfulla) »3.

De son côté, Alessandra Monastra nous conduit hors de l’Italie pour explorer l’industrie de l’édition scolaire dans le canton du Tessin, en Suisse. Son chapitre, « La riforma apparente : didattica della lingua italiana nel Ticino del secondo Ottocento »4, se penche sur l’adhésion du canton aux réformes de Manzoni et Pestalozzi. Réforme uniquement apparente, en réalité, dans le cas du canton suisse, puisque les deux revues pédagogiques les plus populaires de la seconde moitié du XIXe siècle – L’Educatore della Svizzera italiana et L’Ape – témoignent, à l’encontre des bonnes intentions, de leur ancrage dans une tradition grammaticale et graphique prémanzonienne désuète.

Le prestige des variétés linguistiques est également abordé dans le chapitre « Disputas en el campo gramático-pedagógico expuestas en medios especializados : Antonio Atienza y Medrano y Andrés Ferreyra (Argentina, 1893–1896) »5. Elvira Narvaja de Arnoux analyse le débat entre ces deux pédagogues sur le choix de la grammaire à enseigner, soulevant ainsi la question à savoir quel espagnol parler et dans quel espagnol publier, dans l’Argentine de la fin du XIXe siècle. Son travail met en relief le rôle de la presse dans la diffusion de la langue et dans le positionnement public sur la langue.

L’importance du rôle de la presse dans le débat sur la langue espagnole du XIXe siècle et la présence de la prétendue « idéologie occulte » ressort du travail de Miguel Ángel Puche Lorenzo intitulé « Sobre El Averiguador y la lengua : la ideología lingüística en la prensa del siglo XIX »6. L’auteur analyse ce journal inédit et la façon particulière avec laquelle il aborde la langue, soit sous forme de questions et réponses, faisant prevue d’un souci pédagogique clair.

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Herminia Provencio Garrigós, pour sa part, analyse la présence de certains types d’idéologies, comme le purisme ou le rôle de la Real Academia en tant que référence d’autorité, dans son chapitre intitulé « Desafíos a la ideología lingüística estándar del siglo XIX en El Averiguador Universal (1879–1882) »7. Elle analyse à ce sujet 304 questions qui mettent en évidence non seulement l’inquiétude des lecteurs au sujet des gallicismes, mais aussi la vision ouverte relativement aux positions de la Real Academia de celui qui était le directeur de la revue, le Gaditan José María Sbarbi.

Carmelo Scavuzzo et Francesca Gatta nous invitent à voyager dans un XXe siècle fasciste, par le biais de l’analyse de la politique linguistique autarcique de l’époque dont témoignent les pages de la Scena illustrata et sa rubrique lexicale Difendiamo la lingua italiana! de 1932 (Scavuzzo, dans son chapitre intitulé « La difesa della lingua italiana in una rubrica della Scena illustrata »8) et celles de la Difesa della razza, notamment dans les lettres des lecteurs (Gatta, « Lingua e razza : il dibattito linguistico nelle pagine de La Difesa della razza (1938–1943) »9).

La deuxième section du volume est consacrée au purisme et aux relations controversées, et parfois houleuses, entre différentes langues coexistant sur un même territoire. La question de l’unité de la langue est mise en évidence dans le chapitre de Mariela Oroño intitulé « Filólogos y academias por la unidad de la lengua española : Carlos Martínez Vigil en la Revista Nacional (Montevideo, 1943–1948) »10. Le travail expose la position puriste et normative du philologue uruguayen Martínez Vigil, qui défend le besoin de définir la notion de communauté hispanique supranationale à partir de la construction discursive de l’unité de la langue espagnole.

Álvaro Calero Pons traite dans « Las versiones paralelas de Harry Potter en catalán y su impacto en la prensa escrita : miradas pluricéntricas »11 de la traduction de deux volumes de cette série en valencien alors qu’il existe déjà des versions en catalan. Cette situation a soulevé une certaine controverse dans les presses nationale et régionales, controverse qui est examinée ici. On constate ←19 | 20→qu’il s’agit d’une pratique qui n’a pas été poursuivie et qui n’a été répétée que quelques rares fois. De plus, l’auteur met en évidence le faible taux de lecture en valencien par les jeunes de cette communauté ainsi que la faible rentabilité économique de ce type de projets.

Les questions de norme et de bon usage soulevées par « André Goosse, chroniqueur de langage » dans la presse écrite belge font l’objet de l’article d’Anne Dister. Fidèle à sa démarche de grammairien, Goosse rédige des textes qui se distinguent à certains égards des chroniques linguistiques traditionnelles, tout en partageant avec elles une certaine tendance au prescriptivisme, notamment en ce qui concerne le traitement réservé à certains belgicismes.

Mireille Elchacar et Amélie-Hélène Rheault se penchent pour leur part sur « La présence des linguistes lors de débats sur la langue dans la presse écrite québécoise ». Elles analysent de plus près la participation de linguistes québécoises et québécois à trois débats menés dans la presse à date récente, notamment à propos des rectifications de l’orthographe, de la politique des emprunts à l’anglais de l’Office québécois de la langue française ou encore de la rédaction inclusive. Dans certains cas, ce sont des lettres ouvertes envoyées par des membres de la communauté scientifique qui ont permis de lancer le débat et de sensibiliser l’opinion publique à certaines questions de langue.

Dans son chapitre intitulé « La fraseología xenófoba : estudio sobre los usos peculiares de los etnónimos en español y en italiano »12, Giovanni Brandimonte aborde l’étude des ethnonymes en espagnol et en italien. L’auteur analyse certains phraséologismes et les emplois des termes chino, judío, gitano, moro ou negro, mots pour lesquels il constate des différences entre les deux langues. Brandimonte ouvre ainsi le débat sur les aspects pratiques et opportuns d’incorporer ce vocabulaire dans l’enseignement des langues secondes et concrètement dans l’enseignement de l’ELS.

Toujours en Espagne, l’étude de Laura Clemenzi se concentre sur la campagne médiatique menée en 2016 par la Real Academia Española, en collaboration avec l’Academia de la Publicidad, contre l’utilisation de l’anglais dans la publicité. Dans son article « “Lengua madre solo hay una” : la campagna mediatica della Real Academia Española contro gli anglicismi »13, l’auteure propose aussi une ←20 | 21→comparaison avec la relation qu’entretiennent les Italiens et l’Accademia della Crusca avec les anglicismes.

Franz Meier et Sabine Schwarze ouvrent la troisième et dernière section de ce volume, consacrée aux stratégies rhétoriques et discursives des écrits sur le langage. Ils le font à travers un sujet encore peu abordé dans des études empiriques, à savoir celui de l’évidentialité et des stratégies épistémiques adoptées dans les chroniques linguistiques en italien et en français (« Strategie evidenziali nelle cronache linguistiche : uno studio corpus-based in area francofona e italofona »14).

Toujours dans la perspective de l’analyse de discours, Joëlle Constanza s’intéresse aux procédures de dénomination et de désignation réservées aux politiciens en France. Son article « La nomination des hommes politiques français dans la presse écrite française : le cas du Canard enchaîné » s’intéresse entre autres à la complicité qui s’installe entre les journalistes et leurs lecteurs et qui est nécessaire à la lecture satirique des dénominations utilisées.

Dans « De quelques représentations linguistiques ordinaires de “populisme” dans la presse française et italienne : une analyse contrastive », Stefano Vicari analyse les commentaires métadiscursifs qui accompagnent le mot populisme dans un journal français (Le Monde) et italien (Corriere della Sera), tantôt pour s’opposer à ce type de discours jugés inacceptables, tantôt pour dénoncer la connotation péjorative qu’ ils véhiculent.

Si les sociologues Marco Centorrino et Mariaeugenia Parito s’éloignent, à tout le moins en apparence, de la linguistique, leur chapitre « Tra satira politica e fake news : ibridazione dei linguaggi e cortocircuiti interpretativi »15 offre un cadre interprétatif très utile aux linguistes. Celui-ci paraît indispensable pour reconnaître la différence subtile entre les fausses nouvelles et les nouvelles satiriques, au moyen du dévoilement idéologique des incohérences par des mécanismes comiques. Dans les réseaux sociaux en particulier, le rapport entre réalité et fiction ainsi que la différenciation entre les messages intentionnellement satiriques et ceux involontairement comiques peuvent devenir problématiques.

Le thème des fausses nouvelles est aussi abordé dans le chapitre de Serena Mottola intitulé « Las fake news como expresión de ideologías : entre bulos, ←21 | 22→posverdad y creencias »16. L’auteure fait son analyse en mettant en contraste les perspectives espagnole et italienne et elle constate que, dans les deux cas, l’emploi d’un langage agressif et simpliste ainsi que de stratégies de base, comme la mise en opposition de concepts comme nous autres/les autres, rend ces nouvelles virales et favorise la transmission de mensonges et de préjugés.

Details

Pages
562
ISBN (PDF)
9783631846209
ISBN (ePUB)
9783631846216
ISBN (MOBI)
9783631846223
ISBN (Hardcover)
9783631837160
Language
Italian
Publication date
2021 (July)
Published
Berlin, Bern, Bruxelles, New York, Oxford, Warszawa, Wien, 2021. 562 p., 30 ill. b/n, 28 tab.

Biographical notes

Carmen Marimón Llorca (Volume editor) Wim Remysen (Volume editor) Fabio Rossi (Volume editor)

Carmen Marimón Llorca est professeure titulaire de langue espagnole à l’Université d’Alicante en Espagne. Ses travaux sont axés sur l’analyse de discours, la lexicographie monolingue et spécialisée ainsi que sur les aspects variés de l’analyse textuelle, grammaticale et pragmatique de l’espagnol. Elle a édité le livre El columnismo lingüístico en España desde 1940. Wim Remysen est professeur de sociolinguistique à l’Université de Sherbrooke et directeur du Centre de recherche interuniversitaire sur le français en usage au Québec (CRIFUQ). Ses travaux portent sur les représentations et les idéologies linguistiques dans le contexte québécois ainsi que sur la variation et l’évolution du français au Québec. Fabio Rossi enseigne la linguistique italienne à l’Université de Messine en Italie. Ses domaines de recherche portent sur la langue de l’opéra et du cinéma, l’analyse syntaxique et pragmatique de la langue parlée, la didactique de l’italien en tant que deuxième langue et les idéologies linguistiques.

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Title: Les idéologies linguistiques : débats, purismes et stratégies discursives