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La frase pseudoscissa in italiano e in tedesco

Definizione, tipologia e analisi delle sue manifestazioni nella prosa giornalistica online

by Rocío Agar Marco (Author)
Thesis 230 Pages

Summary

La frase pseudoscissa non è stata finora oggetto di uno studio contrastivo italiano-tedesco. La presente ricerca getta luce sui molto discussi confini della struttura, amplia le conoscenze sulla sua natura sintattica, semantica e pragmatica, e propone una definizione accompagnata da una tipologia che raccoglie tutte le sue possibili manifestazioni.
L’analisi corpus-based di un campione di testi tratti da giornali online (creato per il progetto ICOCP, Italian Constituent Order in a Contrastive Perspective all’Università di Basilea) ci aiuta a capirne meglio la forma, la distribuzione e le funzioni discorsive.
Oltre ad apportare nuovi dati sul linguaggio dei giornali online, i risultati dello studio si rivelano utili e applicabili anche nel campo della traduzione e dell’insegnamento delle lingue.

Table Of Contents

  • Copertina
  • Titolo
  • Copyright
  • Sull’autore
  • Sul libro
  • Questa edizione in formato eBook può essere citata
  • Ringraziamenti
  • Indice
  • Introduzione
  • 1. La frase pseudoscissa nel quadro delle costruzioni scissexs
  • 2. Obiettivi
  • 3. Aspetti innovativi del presente lavoro
  • 4. Organizzazione del lavoro
  • I. Stato Dell’arte
  • Introduzione
  • 1. Terminologia utilizzata dalla bibliografia
  • 2. Caratteristiche definitorie della pseudoscissa in bibliografia
  • 2.1. Proprietà sintattiche
  • 2.1.1. Componenti della pseudoscissa
  • 2.1.2. Natura biclausale
  • 2.2. Proprietà semantiche
  • 2.3. Proprietà pragmatico-informative
  • 3. Corpora utilizzati in bibliografia
  • 4. Forma della frase pseudoscissa
  • 4.1. L’introduttore del costituente precopulativo
  • 4.1.1. Introduttori di Pseudoscisse “classiche”
  • 4.1.2. Altri introduttori di Frase pseudoscissa
  • 4.2. Categoria sintattica del costituente postcopulativo
  • 4.3. Funzione sintattica del costituente postcopulativo
  • 4.4. Pesantezza sintattica del costituente postcopulativo
  • 5. Frequenza della frase pseudoscissa
  • 5.1. Frequenza della frase pseudoscissa in italiano
  • 5.2. Frequenza della frase pseudoscissa in tedesco
  • 6. Funzioni della frase pseudoscissa
  • 6.1. Stabilire un contrasto con il cotesto
  • 6.2. Messa in rilievo dell’informazione Nuova
  • 6.3. Funzioni legate al costituente precopulativo della pseudoscissa
  • 6.3.1. Funzione coesiva
  • 6.3.2. Funzione informativa vs. funzione persuasiva
  • 6.3.3. Altre funzioni
  • 6.4. Introdurre referenti importanti per lo sviluppo del testo
  • II. LE FRASI PSEUDOSCISSE: DEFINIZIONE E TIPOLOGIA
  • 1. Caratteristiche definitorie della pseudoscissa
  • 1.1. Proprietà sintattiche
  • 1.1.1. Componenti della frase pseudoscissa
  • 1.1.2. Struttura copulativa
  • 1.1.3. Struttura biclausale
  • 1.2. Proprietà semantiche
  • 1.2.1. Struttura specificativa
  • 1.2.2. Il costituente precopulativo: non referenziale e cataforico
  • 1.3. Proprietà pragmatiche
  • 1.3.1. Funzione primaria: focalizzare il costituente postcopulativo
  • 1.3.2. Funzione testuale: effetto coesivo tra le diverse parti del testo
  • 2. Tipologia della frase pseudoscissa
  • 2.1. Le PS-chi e le PS-quello: le pseudoscisse “classiche”
  • 2.2. Le PS-il-i e le PS-il-ii
  • III. LE FRASI PSEUDOSCISSE: ITALIANO E TEDESCO A CONFRONTO
  • 1. Descrizione della base empirica
  • 1.1. Il corpus ICOCP
  • 1.1.1. Descrizione
  • 1.1.2. Schedatura
  • 1.2. La raccolta estemporanea di pseudoscisse
  • 2. La forma della frase pseudoscissa
  • 2.1. Il costituente precopulativo
  • 2.1.1. L’introduttore del costituente precopulativo: forme e funzioni
  • 2.1.1.1. Le PS-chi
  • 2.1.1.2. Le PS-quello
  • 2.1.1.3. Le PS-il-i
  • 2.1.1.4. Le PS-il-ii
  • 2.1.1.5. Funzione sintattica dell’introduttore
  • 2.1.2. La forma verbale del costituente precopulativo
  • 2.1.2.1. L’accordo sintattico all’interno del costituente precopulativo
  • 2.1.2.2. Il tempo verbale del costituente precopulativo
  • 2.2. La copula
  • 2.2.1. Tempo e modo della copula
  • 2.2.2. Persona e numero della copula
  • 2.2.3. Polarità della copula
  • 2.3. Il costituente postcopulativo
  • 2.3.1. Categoria sintattica del costituente postcopulativo
  • 2.3.2. Funzione sintattica del costituente postcopulativo
  • 2.4. Conclusioni sulla forma della frase pseudoscissa
  • 3. La frequenza della frase pseudoscissa
  • 3.1. Osservazioni preliminari
  • 3.1.1. Criteri di paragonabilità dei testi in italiano e in tedesco
  • 3.1.1.1. Testi scritti provenienti esclusivamente da giornali online
  • 3.1.1.2. Stesse rubriche e tipi di articolo in entrambi i corpora
  • 3.1.1.3. Date di raccolta simili
  • 3.2. Frequenza d’impiego: dati quantitativi
  • 3.2.1. Frequenza d’impiego in italiano
  • 3.2.1.1. Frequenza d’impiego della frase pseudoscissa con relativa implicita
  • 3.2.2. Frequenza d’impiego in tedesco
  • 3.2.3. Frequenza d’impiego: italiano e tedesco a confronto
  • 3.3. Analisi qualitativa dei dati quantitativi
  • 3.3.1. L’introduttore più generico: quello che / was
  • 3.3.2. I referenti umani
  • 3.4. Frequenza della pseudoscissa nel discorso riportato diretto
  • 3.4.1. Pseudoscisse all’interno del discorso riportato diretto in italiano
  • 3.4.2. Pseudoscisse all’interno del discorso riportato diretto in tedesco
  • 3.4.3. Pseudoscisse all’interno del discorso riportato diretto: italiano e tedesco a confronto
  • 3.5. Conclusioni sulla frequenza della frase pseudoscissa
  • 4. Le funzioni della frase pseudoscissa
  • 4.1. Osservazioni preliminari
  • 4.2. Modello teorico
  • 4.2.1. Tematicità
  • 4.2.2. Datità
  • 4.2.3. La ripresa del costituente postcopulativo
  • 4.2.3.1. Casi di ripresa
  • 4.2.3.2. Casi di non ripresa
  • 4.3. Funzioni informative e testuali del costituente postcopulativo nei giornali online. Italiano e tedesco a confronto
  • 4.3.1. (Re-)Introdurre il Topic di tutto il testo
  • 4.3.1.1. Introdurre il Topic di tutto il testo
  • 4.3.1.2. Reintrodurre il Topic di tutto il testo
  • 4.3.2. (Re-)Introdurre il Topic di tutto il capoverso/paragrafo
  • 4.3.2.1. Introdurre il Topic di tutto il capoverso/paragrafo
  • 4.3.2.2. Reintrodurre il Topic di tutto il capoverso/paragrafo
  • 4.3.3. (Re-)Introdurre il Topic di uno o due enunciati successivi
  • 4.3.3.1. Introdurre il Topic di uno o due enunciati successivi
  • 4.3.3.2. Reintrodurre il Topic di uno o due enunciati successivi
  • 4.3.4. Casistica dei costituenti postcopulativi non ripresi
  • 4.4. Le funzioni della frase pseudoscissa dal punto di vista della dimensione topicale: dati quantitativi
  • 4.5. Conclusioni sulle funzioni della frase pseudoscissa
  • CONCLUSIONI
  • 1. Sulla definizione e la tipologia
  • 2. Forma, frequenza e funzioni della frase pseudoscissa nei giornali online
  • 2.1. Forma della frase pseudoscissa
  • 2.2. Frequenza della frase pseudoscissa
  • 2.3. Funzioni della frase pseudoscissa
  • 3. Principali contributi e aspetti innovativi
  • 4. Domande aperte
  • Riferimenti Bibliografici
  • Sintesi / Resümee / Summary
  • Volumi pubblicati nella collana

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INTRODUZIONE

Il presente lavoro è dedicato alla frase pseudoscissa. Analogamente alle altre costruzioni scisse (d’ora in poi, CS), la frase pseudoscissa (esempio 1), è ritenuta un tipo di “frase marcata”, ovvero una struttura caratterizzata da un ordine dei costituenti diverso rispetto a quello considerato canonico, ovvero SVO (soggetto-verbo-oggetto)1. Altri tipi di frasi marcate sono le dislocazioni a destra (2) e a sinistra (3), il tema sospeso (4), le anteposizioni (5) o le frasi con soggetto postverbale (6) (chiamate anche a “ordine VS”).

(1)Chi va a Roma sono io. (Es. tratto da Sornicola 1988: 345)

(2)Lo porto domani, il dolce. (Es. tratto da Ferrari 2012: 55)

(3)A Roma, quest’anno ci vado certamente. (Es. tratto da Ferrari 2012: 47)

(4)Il professor Piva, nessuno gli affiderebbe una classe difficile. (Es. tratto da Ferrari 2012: 51)

(5)La stessa proposta riprese poi il partito di maggioranza. (Es. tratto da Ferrari 2012: 54)

(6)Me l’ha chiesto Piero. (Es. tratto da Ferrari 2012: 45)

A guardarla da vicino, però, la frase pseudoscissa (che abbrevieremo in PS) non sembra obbedire alle condizioni necessarie per rientrare nella categoria delle frasi marcate poiché i costituenti alla base della struttura presentano un ordine perfettamente canonico:

Chi va a Roma

Sono

io.

S

V

O

Il motivo per cui la si può considerare all’interno delle frasi marcate e per cui assomiglia alle altre CS consiste nella sua natura biclausale: un contenuto proposizionale concettualmente semplice e che potrebbe essere espresso in una sola clausola a livello sintattico viene separato in due clausole2. Ci soffermeremo su questo aspetto nella Parte II, § 1.1.3.

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Benché uno stesso contenuto proposizionale possa essere espresso in una clausola come in due, però, la proposizione biclausale può veicolare tratti informativi non presenti nella proposizione monoclausale. Per questa ragione, le PS (e le altre CS) risultano molto interessanti dal punto di vista pragmatico-informativo, e le loro funzioni nel testo su questo piano non sono state ancora ben definite. Il presente lavoro cercherà quindi di ampliare le nostre conoscenze sul comportamento del costrutto nei testi. Visto che si tratta però di un tema troppo vasto e ancora da investigare, la parte empirica della nostra indagine dovrà essere ristretta ai testi gionalistici online.

1. La frase pseudoscissa nel quadro delle costruzioni scisse

«Una Costruzione Scissa (CS) è una struttura frasale complessa costituita da una frase principale, introdotta da una copula o da un elemento presentativo seguiti dal loro argomento, e da una subordinata: principale e subordinata nel loro insieme esprimono una proposizione logicamente semplice, che può essere espressa sotto forma di un’unica frase senza che questo provochi cambiamenti nelle condizioni di verità.» (Roggia 2009: 14–15 a partire da Lambrecht 2001: 467)

Prima di studiare a fondo la frase pseudoscissa, è necessario collocarla in seno alla famiglia delle CS, alla quale appartengono ad es. anche le frasi scisse in senso stretto (7), le frasi pseudoscisse inverse (8) e le scisse inverse (9).

(7)sono io che vado a Roma

(8)sono io quella che va a Roma

(9)ad andare a Roma sono io

La denominazione di “pseudo-scissa” nasce da una visione del costrutto secondo cui la PS deriva dall’inversione delle due parti principali che compongono la frase scissa (reggente e subordinata: sono io / che vado a Roma), il tipo di CS più prototipico. Più precisamente, il termine “pseudo-scissa”, che vuol dire “non-vera-scissa”, presuppone altre differenze con la scissa prototipica; infatti se l’unica differenza fosse l’ordine inverso di reggente e subordinata, la PS potrebbe a giusto titolo chiamarsi scissa inversa, com’è di fatto il caso del costrutto ad andare a Roma sono io o che vado a Roma sono io3. L’ipotesi del semplice rovesciamento delle clausole reggente e ←16 | 17→subordinata è stata tuttavia sostenuta da alcuni autori4 e discussa invece da altri, che affermano che le differenze fra le strutture vanno ben oltre il semplice “rovesciamento” dell’ordine dei costituenti nei due costrutti:

[i due tipi di frase sono] distinti sia sul piano sintattico che su quello semantico (Panunzi 2009: 1130 sulle somiglianze e differenze fra le Frasi Scisse e le PS)

[le analogie fra PS e frasi scisse] si riducono [...] alla funzione informativa delle due costruzioni e alla presenza di essere (Salvi 1991: 177)

[Clefts and Pseudoclefts] are different from each other both semantically and pragmatically (Sornicola 1988: 344)

the two structures differ not only in the order of the constituents, but in the bundles of features associated with them (Sornicola 1988: 378)

Nel presente lavoro, prefiriamo osservare la PS da un punto di vista più neutro, cioè come una struttura autonoma e non derivata da un’altra. Per quanto riguarda le differenze a confronto con la frase scissa, esse possono essere di tipo morfosintattico (si guardi ad es. la testa del costrutto in 1, dove l’introduttore della subordinata è chi invece di che), di tipo pragmatico-informativo (alla stregua di quanto succede con la frase scissa, benché il contenuto proposizionale sia lo stesso, che lo si esprima in una clausola oppure in due, la proposizione biclausale può veicolare tratti informativi non presenti nella proposizione monoclausale; ne parleremo nella Parte I, § 2.3) oppure si possono rilevare effetti sul piano logico-argomentativo, ovvero quello di giocare un ruolo nella struttura organizzativa del testo (come vedremo nella Parte I, § 6 e nella Parte III, § 4.3). Su quest’ultima caratteristica, che costituisce uno degli aspetti più innovativi del presente lavoro, ci soffermeremo nella Parte III, § 4.

A partire da questo primo sguardo, risulterà sicuramente comprensibile la difficoltà di situare la PS all’interno di una famiglia di strutture, a causa della sua natura particolare. Di conseguenza, sebbene vengano solitamente accomunate alle frasi marcate, e più precisamente alle CS, esistono anche studi che le classificano all’interno delle frasi copulative (cfr. Salvi 1991)5. Siccome per noi queste due concezioni non sembrano essere in contrapposizione, nel presente studio non escludiamo nessuna delle due: consideriamo ←17 | 18→la PS un tipo di frase copulativa con delle caratteristiche comuni alle CS, che presenta, però, delle particolarità rispetto alle sue strutture parenti. Ci occuperemo in profondità di questi aspetti nella Parte II, § 1.

Per quanto riguarda l’ordine delle parti del costrutto poi, un’importante distinzione all’interno della famiglia delle CS è la posizione del cosiddetto elemento scisso (d’ora in poi: ES)6 rispetto alla copula e alla subordinata del costrutto. Da questo punto di vista, la PS assomiglia molto alla scissa inversa: in entrambe, l’ES è collocato alla fine. Anche per questo motivo, probabilmente a partire da Berretta (1994, 1995, 1996 e 2002), le due costruzioni sono state trattate insieme in alcuni lavori (vedi, per esempio, Bonomi et al. 2002, Gil 2004 e De Cesare 2005). In tutti questi studi, la costruzione denominata “pseudoscissa” coincide sia con la concezione del costrutto che abbiamo formulato nel presente studio (chi va a Roma sono io), sia con la struttura da noi intesa come scissa inversa (a fare le valigie sono io). È solo a partire dalla pubblicazione del volume di Roggia 2009 che il termine per la seconda struttura è stato fissato dopo che essa è divenuta nota con la denominazione (da lui coniata) di scissa inversa, che usiamo nel presente lavoro.

In altri lavori ancora, come in Smits 1989, Salvi 1991 o Ferrari 2014, la denominazione PS include anche la PS inversa, che abbiamo visto in (8). Si tratta di una struttura composta dalle stesse due clausole che contiene la PS, ma con un ordine opposto: la reggente si trova in prima posizione, e la subordinata alla fine. Sebbene le caratteristiche delle clausole della PS e della PS inversa siano identiche, la posizione dell’ES rappresenta una differenza cruciale per quanto riguarda i movimenti testuali (come vedremo soprattutto nelle parti I e III). Di conseguenza, questa struttura è esclusa dalla nostra ricerca, in cui gli aspetti funzionali costituiranno una parte sostanziale.

Dal momento in cui il termine di frase scissa7 (d’ora in poi, FS) fu introdotto da Jespersen 1927 (ingl. cleft sentence), sono stati scritti molti lavori sull’argomento. Anche solo nell’ambito del costrutto pseudoscisso (secondo ←18 | 19→Guitart 2013: 91, il termine pseudocleft è stato utilizzato per la prima volta da Rosenbaum 1967), esiste una bibliografia sterminata, soprattutto in seno ai lavori di taglio generativista. Sulla scia dei sopra menzionati studi di Monica Berretta e di Anna-Maria De Cesare (2005 e 2014) l’approccio qui seguito è invece funzionalista. Siccome esiste un’ampia bibliografia anche in questo ambito, ci limiteremo a descrivere i lavori che trattano la PS dell’italiano e del tedesco, lasciando da parte, fra gli altri, i numerosissimi studi sulla PS dell’inglese, del francese e dello spagnolo. Le indagini su altre lingue e/o altre CS saranno citate solo quando necessario per la discussione.

2. Obiettivi

Gli obiettivi fondamentali della tesi sono

(i)l’elaborazione di una definizione e di una tipologia della PS sulla base della bibliografia e

(ii)lo studio contrastivo ita-ted del costrutto a partire, fondamentalmente, dall’analisi formale, quantitativa e funzionale delle sue manifestazioni nella prosa giornalistica online, che è un tipo di testo ancora poco studiato e in continuo cambiamento.

Il lavoro persegue quindi un marcato obiettivo teorico (proponendo una definizione e una tipologia ragionata del costrutto) prima di passare alla parte empirica, quella dell’analisi dei corpora. Uno dei problemi attorno alla definizione della PS, discusso nella maggior parte degli articoli e ricorrente in generale, è proprio la definizione della struttura per quanto riguarda di preciso i suoi limiti, vale a dire “dove comincia” e “fino a dove” la si considera PS. In altre parole: può considerarsi PS ogni frase copulativa con una relativa all’inizio (come nella concezione ampia di Salvi 1991) o ci sono invece dei limiti (siano essi di tipo semantico, sintattico…)? Nel presente lavoro intendiamo mettere in luce questa questione.

Details

Pages
230
ISBN (PDF)
9783631862070
ISBN (ePUB)
9783631862087
ISBN (MOBI)
9783631862094
ISBN (Hardcover)
9783631854532
Language
Italian
Publication date
2021 (November)
Tags
analisi corpus-based funzioni discorsive linguistica testuale studio contrastivo
Published
Berlin, Bern, Bruxelles, New York, Oxford, Warszawa, Wien, 2021. 230 p., 2 ill. a colori, 8 ill. b/n, 32 tab.

Biographical notes

Rocío Agar Marco (Author)

Rocío Agar Marco è dottore in linguistica italiana. Specializzata in sintassi e linguistica del testo, si interessa soprattutto di lavori in ambito contrastivo, a confronto con il tedesco, lo spagnolo e altre lingue europee. È stata ricercatrice all‘Università di Basilea e attualmente lavora come interprete e traduttrice freelance, e si dedica anche all’insegnamento di lingue.

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