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Pirandello tra memoria, rappresentazione e immagine

Edited By Domenica Elisa Cicala and Fausto De Michele

A più di 150 anni dalla nascita, Luigi Pirandello resta un autore dall’attualità sorprendente. La sua modernità affonda le radici nella memoria culturale, a cui il premio Nobel appartiene con la sua opera che abbraccia tutti i generi della letteratura, dalla narrativa al teatro, ma che è anche presente nei mass media: cinema, radio e televisione. Questa miscellanea raccoglie i contributi di diversi studiosi europei e presenta i risultati delle più recenti ricerche dall’attuale prospettiva degli studi culturali, con approcci critici focalizzati su teoria e critica della letteratura, teatro dei miti, letterature comparate, teorie femministe, narrated community e intermedialità. Il comune denominatore dei contributi e delle metodologie di ricerca applicate si trova nelle diverse declinazioni dei concetti culturali di memoria, rappresentazione e immagine.

Il volume è arricchito da un atto unico inedito di Paolo Puppa che mette in scena il rapporto tormentato tra Luigi e Stefano Pirandello.

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4. Come tu mi racconti: identità e recitazione femminili dentro e fuori le trame di Come tu mi vuoi e Trovarsi (Marialaura Simeone)

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MARIALAURA SIMEONE

4  Come tu mi racconti: identità e recitazione femminili dentro e fuori le trame di Come tu mi vuoi e Trovarsi

ABSTRACT Le narrazioni – si legge in Narrated Communities – Narrated Realities (Blume, Leitgeb, Rössner) – sono essenziali per lo sviluppo e la comunicazione dell’identità, della conoscenza e dell’orientamento in un contesto socio-culturale. L’essere comunità e il perpetuarsi come tale si realizza dunque attraverso racconti, mediante i quali si condividono le stesse storie, in riferimento a un immaginario comune. Il racconto di una storia – aggiunge Jedlowski (2009) – è anche frutto di reinterpretazione e adattamento dei contenuti a seconda del contesto in cui si svolge, poiché le comunità narrative sono organismi in continuo movimento, in cui la memoria condivisa ‘locale’ interagisce con la memoria del contesto altro con cui entra in contatto. Le trasposizioni cinematografiche rielaborano la narrazione originale che al pari di un organismo biologico deve adattarsi al nuovo habitat, decontestualizzando e ricontestualizzando il messaggio di partenza (Hutcheon). Sono partita da questi presupposti metodologici per analizzare le transcodificazioni di Come tu mi vuoi (1929) e Trovarsi (1932) ovvero As you desire me (1932) di George Fitzmaurice e i due soggetti mai realizzati composti dallo stesso Luigi Pirandello Trovarsi I o I due mari (1933) e Trovarsi II (1936). Il problema dell’identità presente in Come tu mi vuoi e Trovarsi acquisisce, infatti, rinnovato interesse nell’analisi comparata delle versioni cinematografiche dei due drammi. L’identità, la recitazione, la memoria e la narrazione, rompendo gli argini...

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