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Pirandello tra memoria, rappresentazione e immagine

Edited By Domenica Elisa Cicala and Fausto De Michele

A più di 150 anni dalla nascita, Luigi Pirandello resta un autore dall’attualità sorprendente. La sua modernità affonda le radici nella memoria culturale, a cui il premio Nobel appartiene con la sua opera che abbraccia tutti i generi della letteratura, dalla narrativa al teatro, ma che è anche presente nei mass media: cinema, radio e televisione. Questa miscellanea raccoglie i contributi di diversi studiosi europei e presenta i risultati delle più recenti ricerche dall’attuale prospettiva degli studi culturali, con approcci critici focalizzati su teoria e critica della letteratura, teatro dei miti, letterature comparate, teorie femministe, narrated community e intermedialità. Il comune denominatore dei contributi e delle metodologie di ricerca applicate si trova nelle diverse declinazioni dei concetti culturali di memoria, rappresentazione e immagine.

Il volume è arricchito da un atto unico inedito di Paolo Puppa che mette in scena il rapporto tormentato tra Luigi e Stefano Pirandello.

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6. L’attesa dell’altro, l’assenza dell’altro, la paura dell’altro (Paolo Puppa)

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PAOLO PUPPA

6  L’attesa dell’altro, l’assenza dell’altro, la paura dell’altro

ABSTRACT Il contributo analizza i modi con cui la persona nell’opera pirandelliana tenta di diventare un vero personaggio, destinato a durare nel tempo e a non subirne l’oltraggio. Si tratta innanzitutto dello sguardo con cui l’autore, simile ad una madre amorosa e devota, cerca di avvicinarsi all’altro da sé, cogliendolo per come quest’ultimo vede e sente se stesso. Ed è l’assenza, la lontananza, al limite la morte, che può acuire tale sentimento altruista, questo punto di vista affettivo e capace di immedesimarsi nella propria creatura. Un po’ madre e allo stesso tempo un po’ padre. Anche se poi emergono relazioni parentali nell’universo dello scrittore siciliano che scivolano in pulsioni vietate, come il carteggio colla figlia Lietta testimonia. Pochi anni dopo, allorché scrive alla sua prediletta Marta Abba, del resto Pirandello utilizza le medesime parole.

[This chapter analyses the ways in which the non-fictional person in Pirandello’s work tries to become a literary character, destined to endure and not to waste away over time. It is above all the gaze with which the author, like a loving and devoted mother, approaches the other, understanding him as he sees and experiences himself. And it is absence, distance, up to the point of the limit death, which can exacerbate this altruistic feeling, this affective point of view, and which makes one capable of empathising with one’s own creation a little like a mother and,...

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