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Pirandello tra memoria, rappresentazione e immagine

Edited By Domenica Elisa Cicala and Fausto De Michele

A più di 150 anni dalla nascita, Luigi Pirandello resta un autore dall’attualità sorprendente. La sua modernità affonda le radici nella memoria culturale, a cui il premio Nobel appartiene con la sua opera che abbraccia tutti i generi della letteratura, dalla narrativa al teatro, ma che è anche presente nei mass media: cinema, radio e televisione. Questa miscellanea raccoglie i contributi di diversi studiosi europei e presenta i risultati delle più recenti ricerche dall’attuale prospettiva degli studi culturali, con approcci critici focalizzati su teoria e critica della letteratura, teatro dei miti, letterature comparate, teorie femministe, narrated community e intermedialità. Il comune denominatore dei contributi e delle metodologie di ricerca applicate si trova nelle diverse declinazioni dei concetti culturali di memoria, rappresentazione e immagine.

Il volume è arricchito da un atto unico inedito di Paolo Puppa che mette in scena il rapporto tormentato tra Luigi e Stefano Pirandello.

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9. Ideologie e miti nell’ultimo Pirandello Presidente al Convegno Volta e autore de I giganti della montagna (Ilona Fried)

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ILONA FRIED

9  Ideologie e miti nell’ultimo Pirandello Presidente al Convegno Volta e autore de I giganti della montagna

ABSTRACT Nel presente articolo vorrei seguire le vicende di Pirandello autore e personaggio pubblico degli anni ’30. In quanto autore, Pirandello desiderava conservare la sua autonomia artistica (come risaputo, ha rappresentato questa situazione conflittuale nel dramma Quando si è qualcuno del 1933). Il drammaturgo agrigentino aveva, infatti, l’ambizione di creare generi teatrali nuovi, ‘miti moderni’, in linea con le aspirazioni di novità artistiche del tempo.1 Per quanto concerne invece le sue attività di uomo pubblico, ricordiamo che Pirandello è diventato accademico d’Italia nel 1929 ed è stato nominato presidente del Convegno Volta sul teatro drammatico nel 1934 con il compito di rappresentare nella cornice di una manifestazione di portata internazionale la Reale Accademia d’Italia, un’istituzione culturale e scientifica di prestigio per il regime fascista. Porterò come esempio il dramma de I giganti della montagna, in quanto sintesi delle aspirazioni di Pirandello, per analizzare il suo desiderio di fondare un teatro nuovo e offrire un contributo al teatro di massa, mediante la creazione del mito e la partecipazione all’auspicato rinnovo del teatro.2 ← 157 | 158 → [In this article I make a distinction between Pirandello, the playwright, and Pirandello, the public personality in the 1930s. Pirandello wished to maintain his autonomy as an artist (as represented by his play Quando si è qualcuno [When One Is Somebody], 1933); furthermore, he also had the ambition of creating new theatrical genres, ‘modern...

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