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Pirandello in un mondo globalizzato 2

Iconografie pirandelliane. Immagini e cultura visiva nell’opera di Luigi Pirandello

Edited By Bart Van den Bossche and Bart Dreesen

I saggi raccolti in Iconografie pirandelliane esplorano una fitta serie di domande relative alle molteplici sfaccettature della cultura visiva nell’opera e nell’immagine pubblica di Luigi Pirandello. Qual è il ruolo della dimensione visiva nella poetica di Pirandello, in particolare nella sua concezione dell’immaginazione e della fantasia? In che modo e perché Pirandello nel suo teatro e nella sua narrativa chiama in causa di frequente immagini, tecnologie e pratiche semiotiche visive? In che modo il suo fascino per il cinema, la pittura e la fotografia incidono sulla sua opera? Quali sono le componenti dell’immagine pubblica di Pirandello, che si tratti dell’ ethos discorsivo attentamente costruito dall’autore stesso o della rappresentazione di Pirandello nella stampa e attraverso strategie editoriali? Nell’affrontare questi (e non pochi altri) argomenti, Iconografie pirandelliane offre non solo una panoramica variegata e unica sui molteplici temi legati a Pirandello e alla cultura visiva, ma esplora anche connessioni trasversali tra diverse questioni che a volte sono rimaste confinate ad aspetti o settori particolari dell’opera pirandelliana. Inoltre, il volume permette di collocare i «regimi di visualità» dell’opera di Pirandello all’interno del contesto più ampio della cultura visiva nel periodo modernista in Italia e altrove.
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Con gli occhi aperti: l’avvento dello sguardo come “evento” nelle novelle di Pirandello (Ulla Musarra-Schrøder)

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ULLA MUSARRA-SCHRØDER

Con gli occhi aperti: l’avvento dello sguardo come “evento” nelle novelle di Pirandello

ABSTRACT

Nelle Novelle per un anno si assiste di volta in volta ad una scoperta o conquista (drammatica) della vista, di un’inaspettata apertura visuale sul mondo che spesso caratterizza il trapasso tra angustia e chiusura da una parte e luce e apertura dall’altra. Si tratta di esperienze che in fin dei conti costituiscono dei veri e propri “eventi”, in quanto segnano un cambiamento profondo, anche se a volte provvisorio, nelle vite dei personaggi. In alcune novelle questo evento dello sguardo è collegato al motivo del viaggio, in altre alla fantasia, all’immaginazione o ai ricordi, ma è quasi sempre rappresentato tramite la modalità stilistica dell’ipotiposi che fa sì che il lettore segua lo sguardo del personaggio, “vedendo” il mondo, il paesaggio, come lo vede lui – e che la descrizione s’avvicini ad una pittura paesaggistica.

Nelle Novelle per un anno1 si assiste di volta in volta a una scoperta o conquista della vista, di un’inaspettata apertura visuale sul mondo. La vista o meglio lo sguardo costituisce spesso il trapasso tra oscurità e chiusura da una parte e luce e apertura dall’altra. Un motivo ricorrente è il rapporto tra sguardo e spazio, uno spazio che non è necessariamente quello – angusto, stretto, buio – in cui è ambientato il racconto, ma che spesso va “oltre”, verso un “altrove” o uno spazio “altro” che, per certi personaggi, apre una prospettiva su un’“altra...

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