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Pirandello in un mondo globalizzato 2

Iconografie pirandelliane. Immagini e cultura visiva nell’opera di Luigi Pirandello

Edited By Bart Van den Bossche and Bart Dreesen

I saggi raccolti in Iconografie pirandelliane esplorano una fitta serie di domande relative alle molteplici sfaccettature della cultura visiva nell’opera e nell’immagine pubblica di Luigi Pirandello. Qual è il ruolo della dimensione visiva nella poetica di Pirandello, in particolare nella sua concezione dell’immaginazione e della fantasia? In che modo e perché Pirandello nel suo teatro e nella sua narrativa chiama in causa di frequente immagini, tecnologie e pratiche semiotiche visive? In che modo il suo fascino per il cinema, la pittura e la fotografia incidono sulla sua opera? Quali sono le componenti dell’immagine pubblica di Pirandello, che si tratti dell’ ethos discorsivo attentamente costruito dall’autore stesso o della rappresentazione di Pirandello nella stampa e attraverso strategie editoriali? Nell’affrontare questi (e non pochi altri) argomenti, Iconografie pirandelliane offre non solo una panoramica variegata e unica sui molteplici temi legati a Pirandello e alla cultura visiva, ma esplora anche connessioni trasversali tra diverse questioni che a volte sono rimaste confinate ad aspetti o settori particolari dell’opera pirandelliana. Inoltre, il volume permette di collocare i «regimi di visualità» dell’opera di Pirandello all’interno del contesto più ampio della cultura visiva nel periodo modernista in Italia e altrove.
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Un teatro che accade: forme espressive e modalità estetiche del performativo applicato a Pirandello (Maria Maderna)

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MARIA MADERNA

Un teatro che accade: forme espressive e modalità estetiche del performativo applicato a Pirandello

ABSTRACT

La dimensione performativa del teatro va analizzata come l’istituzione di uno spazio aperto, in cui il testo teatrale si arricchisce inevitabilmente di nuovi apporti, in particolare attraverso la preminenza di un linguaggio fisico e visivo. Ciò è anche il caso nel teatro pirandelliano, e da più punti di vista: non solo il testo pirandelliano s’inserisce in una rete molto fitta, per non dire inestricabile, di interrelazioni tra codici, ma nel teatro pirandelliano viene anche esplorata in modo esplicito la possibilità dello spazio teatrale di fungere da luogo generatore di visioni e immagini. Un’analisi delle messinscene de I giganti della montagna, ad esempio, mostra come la riflessione pirandelliana su linguaggi e media riesce a proiettare Pirandello nella contemporaneità, rendendo il suo ultimo testo teatrale più che mai attuale.

Questo contributo è dedicato al rapporto testo-spettacolo nell’autore teatrale per noi più familiare, quotidiano, assiduamente frequentato. Pirandello ha avuto davvero una strana sorte: fischiato, fatto oggetto di tentativi di linciaggio da parte degli spettatori suoi contemporanei, è oggi entrato nella fiera dei nomi di “cassetta”, un destino che secondo alcuni non avrebbe meritato. Già negli anni Ottanta, dopo alcune rivisitazioni salutari, l’eccesso di confidenza si era tradotto spesso in scontata routine. Si trattava spesso di spettacoli fatti per piacere al pubblico, costruiti per smorzare e quasi nascondere la volontà corrosiva della scrittura pirandelliana. Certamente, c’erano anche spettacoli...

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