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Pirandello in un mondo globalizzato 2

Iconografie pirandelliane. Immagini e cultura visiva nell’opera di Luigi Pirandello

Edited By Bart Van den Bossche and Bart Dreesen

I saggi raccolti in Iconografie pirandelliane esplorano una fitta serie di domande relative alle molteplici sfaccettature della cultura visiva nell’opera e nell’immagine pubblica di Luigi Pirandello. Qual è il ruolo della dimensione visiva nella poetica di Pirandello, in particolare nella sua concezione dell’immaginazione e della fantasia? In che modo e perché Pirandello nel suo teatro e nella sua narrativa chiama in causa di frequente immagini, tecnologie e pratiche semiotiche visive? In che modo il suo fascino per il cinema, la pittura e la fotografia incidono sulla sua opera? Quali sono le componenti dell’immagine pubblica di Pirandello, che si tratti dell’ ethos discorsivo attentamente costruito dall’autore stesso o della rappresentazione di Pirandello nella stampa e attraverso strategie editoriali? Nell’affrontare questi (e non pochi altri) argomenti, Iconografie pirandelliane offre non solo una panoramica variegata e unica sui molteplici temi legati a Pirandello e alla cultura visiva, ma esplora anche connessioni trasversali tra diverse questioni che a volte sono rimaste confinate ad aspetti o settori particolari dell’opera pirandelliana. Inoltre, il volume permette di collocare i «regimi di visualità» dell’opera di Pirandello all’interno del contesto più ampio della cultura visiva nel periodo modernista in Italia e altrove.
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Note sulla traduzione intermediale delle novelle pirandelliane in Kaos e Tu ridi di Paolo e Vittorio Taviani (Leonarda Trapassi)

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LEONARDA TRAPASSI

Note sulla traduzione intermediale delle novelle pirandelliane in Kaos e Tu ridi di Paolo e Vittorio Taviani

ABSTRACT

Kaos (1984) e Tu ridi (1998) di Paolo e Vittorio Taviani figurano fra i più noti film basati sull’opera di Pirandello. In questo contributo vengono analizzate le varie strategie di traduzione intermediale adoperate dai registi toscani alla luce dei più recenti approcci sul dialogo intersemiotico tra letteratura e cinema. Le notevoli differenze delle scelte stilistiche, tematiche ed espressive riscontrabili in Kaos e Tu ridi, come pure le scelte testuali operate nell’arco della produzione pirandelliana da parte dei registi, possono essere ricondotte a precise fasi dell’itinerario creativo dei fratelli Taviani. Se gli espedienti riscontrabili in Kaos si associano all’affermarsi di una visione scettica e pessimista della storia, le strategie adoperate in Tu ridi lasciano intravedere una maggiore autonomia interpretativa rispetto al testo letterario e una riflessione più sostenuta sul sentimento tragico della vita.

Dalle novelle ai film e dai film alle novelle

Il cinema si pone ‘di fronte alla letteratura di tutti i tempi, come di fronte ad un unico e indifferenziato grande testo isomorfico’, trasformandosi in una sorta di ‘esperanto […] che rende possibile l’esecuzione e trascrizione visiva di qualsiasi testo letterario’.1 Partendo da quest’immagine di grande ← 315 | 316 → efficacia suggerita da Gian Piero Brunetta per rappresentare la centralità del rapporto letteratura-cinema fin dagli esordi della storia della settima arte in Italia, si propongono qui alcune riflessioni...

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