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Boom e dintorni

Le rappresentazioni del miracolo economico nella cultura italiana degli anni Cinquanta e Sessanta

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Edited By Inge Lanslots, Lorella Martinelli, Fulvio Orsitto and Ugo Perolino

Cinquant’anni sono un segmento di tempo ragionevolmente collaudato per guardare indietro, nel tempo, senza il pericolo della nostalgia e senza il rischio di enfasi. Cinquant’anni ci separano dagli avvenimenti che gli autori di questo libro prendono in esame: il Sessantanove e poi, a ritroso, i fatti dell’anno precedente e quelli ancora prima, quando l’Italia si trova immersa dentro le trasformazioni della modernità. Nostalgia ed enfasi sono atteggiamenti nocivi allo sguardo dello studioso: la prima indulge verso un compiacimento emotivo che può finire nella retorica del come eravamo..., la seconda corre il pericolo di amplificare i dati, ingigantire gli esiti, falsificare la percezione. Entrambi i rischi si corrono quando si analizza un periodo felice e lo si mette soprattutto a confronto con un presente di minore spessore. Ma è un rischio da cui non sono stati toccati gli autori dei saggi radunati in questo volume. In nessuna pagina si avverte il sospetto del compiacimento e nemmeno l’ombra di una malinconica retrospettiva. Semmai è forte il tentativo di ricostruire un’epoca che ha i contorni del mito: ricostruirla settore per settore, dalla letteratura al cinema, dalla pubblicità alla comunicazione aziendale, dalla musica alla televisione, confermando una scelta di metodo che privilegia la dimensione politecnica del libro, il suo essere punto di convergenza di indagini sviluppate su forme e linguaggi diversi.

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La nevrosi ci divora: Berto, Il male oscuro e la società dei consumi (Maria Panetta)

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La nevrosi ci divora: Berto, Il male oscuro e la società dei consumi

Maria PANETTA

A Emilia

Giuseppe Berto pubblicò Il male oscuro1 nel 1964 presso Rizzoli, una ventina d’anni dopo il proprio “esordio” letterario con Il cielo è rosso, romanzo neorealista di successo edito da Longanesi nel 1947. ← 85 | 86 →

Primo maschio di cinque figli, era nato a Mogliano Veneto nel 1914 da un maresciallo dei carabinieri in congedo che aveva, poi, aperto un negozio di cappelli e ombrelli; aveva frequentato il ginnasio in un collegio di salesiani,2 gravando (non senza sensi di colpa) sulle già esigue risorse della famiglia non agiata;3 superato il liceo nonostante lo scarso impegno, era stato avvisato dal padre che non sarebbe stato più mantenuto all’università, il che contribuì a rendere ancora più difficoltosi i rapporti già tormentati col genitore. Costretto, dunque, ad autosostentarsi, si arruolò e venne inviato in Sicilia e, nel 1935, allo scoppio della guerra in Abissinia, partì volontario per l’Africa orientale, venendo insignito di due medaglie al valor militare per l’eroico comportamento tenuto in battaglia;4 tornato in Italia nel 1939, riuscì a terminare gli studi e si laureò in Lettere5 (Storia dell’arte6) a Padova l’anno successivo, iniziando a pubblicare narrativa. Tornò, poi, ad arruolarsi7 nella “Milizia volontaria per la sicurezza nazionale” fascista e finì nuovamente in Africa settentrionale, cadendo prigioniero nel 1943. Internato negli Stati Uniti, provò anche l’esperienza dei campi di prigionia, in uno dei...

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