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Boom e dintorni

Le rappresentazioni del miracolo economico nella cultura italiana degli anni Cinquanta e Sessanta

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Edited By Inge Lanslots, Lorella Martinelli, Fulvio Orsitto and Ugo Perolino

Cinquant’anni sono un segmento di tempo ragionevolmente collaudato per guardare indietro, nel tempo, senza il pericolo della nostalgia e senza il rischio di enfasi. Cinquant’anni ci separano dagli avvenimenti che gli autori di questo libro prendono in esame: il Sessantanove e poi, a ritroso, i fatti dell’anno precedente e quelli ancora prima, quando l’Italia si trova immersa dentro le trasformazioni della modernità. Nostalgia ed enfasi sono atteggiamenti nocivi allo sguardo dello studioso: la prima indulge verso un compiacimento emotivo che può finire nella retorica del come eravamo..., la seconda corre il pericolo di amplificare i dati, ingigantire gli esiti, falsificare la percezione. Entrambi i rischi si corrono quando si analizza un periodo felice e lo si mette soprattutto a confronto con un presente di minore spessore. Ma è un rischio da cui non sono stati toccati gli autori dei saggi radunati in questo volume. In nessuna pagina si avverte il sospetto del compiacimento e nemmeno l’ombra di una malinconica retrospettiva. Semmai è forte il tentativo di ricostruire un’epoca che ha i contorni del mito: ricostruirla settore per settore, dalla letteratura al cinema, dalla pubblicità alla comunicazione aziendale, dalla musica alla televisione, confermando una scelta di metodo che privilegia la dimensione politecnica del libro, il suo essere punto di convergenza di indagini sviluppate su forme e linguaggi diversi.

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Il boom economico italiano: Pasolini contro Volponi? (Tiziano Toracca)

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Il boom economico italiano: Pasolini contro Volponi?

Tiziano TORACCA

A questo mi son ridotto: quando scrivo poesia è per difendermi e lottare, compromettendomi, rinunciando a ogni mia antica dignità: appare, così, indifeso quel mio cuore elegiaco di cui ho vergogna […]1. Pier Paolo Pasolini

Amavo tutto, le bandiere, le scrivanie, il rumore dei cassetti: come ero stato bravo lì in mezzo, sicuro e contento di me: avevo tutto insieme con gli altri: il politico Togliatti, il sindacalista Di Vittorio, il parlamentare Terracini, il militare Longo, l’economista Sereni, l’emotivo Pajetta, il fedele Secchia, il pittore Guttuso, lo scrittore Vittorini, l’editore Einaudi, il regista Visconti, il ciclista Coppi; tutto ripetuto con altrettanta sicurezza in tutti i posti del mondo; Thorez e Tito ai fianchi, Stalin su tutte le terre e Mao sulle acque. Capivo le città, i campi, le strade, le fabbriche, le amministrazioni, la religione, lo sport, l’amore, la politica estera, il cinema, i libri, la gente, la classe, le categorie, le qualifiche, i salari, la ricchezza2.

Paolo Volponi ← 123 | 124 →

Introduzione

Il confronto tra Pasolini e Volponi in rapporto al miracolo economico3 si gioca anzitutto sulle rispettive interpretazioni del concetto di benessere: più precisamente, sulle implicazioni ideologiche che i due autori fanno derivare dalla sua rapida diffusione. Entrambi discutono il miracolo economico come “figura” di una trasformazione più radicale, imminente e di altra natura: antropologica (Pasolini) e politica (Volponi). Nel panorama letterario italiano del secondo...

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